FEDERER DA RECORD

Prestazione maiuscola di Roger, che fuga ogni dubbio sulle sue condizioni fisiche demolendo Youzhny con un secco 6-1 6-2 6-2. Per il fuoriclasse di Basilea si tratta dell’ottava semifinale a Wimbledon, la trentaduesima in un torneo dello Slam (record)

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Wimbledon – Parterre d’eccezione oggi sul Centre Court. Ad accogliere l’ingresso in campo di Roger Federer e Mikhail Youzhny c’era un Royal Box di tutto rispetto: William e Kate, Agassi e Graf, Roy Hodgson e consorte. E lo svizzero, per non mancare di rispetto, ha fornito una prestazione regale. Le perplessità inerenti la sua schiena sono stati fugati da una prestazione maiuscola, ricca di colpi vincenti, avara di errori e confortante dal punto di vista atletico. Un campionario di meraviglie che consente allo svizzero di imporsi 6-1 6-2 6-2 in un’ora e trentadue minuti di gioco. Per il fuoriclasse di Basilea si tratta dell’ottava semifinale a Wimbledon, nonché della trentaduesima in un torneo dello Slam: è record (superato Connors fermo a quota 31). Youzhny si consola festeggiando un suo piccolo traguardo personale: Wimbledon era infatti l’unico Major nel quale non aveva mai centrato i quarti. Il bilancio con Federer è invece inesorabile: 14-0.

C’era molta attesa attorno alle condizioni di Roger, nonostante le rassicurazioni dello stesso alla vigilia del match. Tenere il gioco d’apertura non può di certo essere probante in tal senso. Youzhny subito sciupone: avanti 40-0, finisce per cedere un game interminabile (9 minuti) alla quinta palla break. Ben presto si intuisce il perché le loro sfide abbiano avuto sempre lo stesso esito: il tennis del russo si incastra perfettamente con quello dello svizzero, che fa tutto meglio del suo avversario e prova subito a prendere l’iniziativa quando se ne presenta la possibilità. Roger prende sovente la via della rete, si muove bene e non sembra accusare alcun fastidio in fase di spinta. Arrivano anche il primo ace e un paio di gemme, che servono a scaldare il tiepido pubblico londinese. E quando si presenta una palla break per salire 5-1, ecco sopraggiunger uno “shower” che causa una sospensione di 21 minuti. Al rientro, lo svizzero piazza un passante di dritto lungolinea che lo porta a servire per il set, chiuso 6-1 in 28 minuti.

Il copione non cambia nel secondo parziale, quando Federer strappa subito il servizio al suo avversario grazie alla viva complicità di un nastro svizzero. Youzhny prova a scuotersi, ulula ad ogni punto, si incita continuamente, ma non riesce mai ad impensierire Roger al servizio: ci prova nel quarto gioco, quando si porta avanti 0-30, ma Roger si aggrappa alla battuta e respinge le timide minacce. Nel settimo gioco l’elvetico alza ulteriormente il livello del gioco e regala spettacolo: una splendida una stop-volley di rovescio seguita ad un cross di rovescio tirato a tutto braccio gli spiana la strada per il break, che lo manda a servire per il set sul 5-2. Federer non ha voglia di esitare e chiude a zero anche la seconda frazione di gioco. A Youzhny si può forse imputare un palleggio poco profondo e una scarsa brillantezza fisica (spesso in ritardo dalla parte del dritto), ma il Roger odierno è in gran spolvero e, specie alla battuta, è ingiocabile.

Che non sia proprio giornata lo si evince anche dal primo gioco del terzo set, quando il russo sale 40-15 e potrebbe portarsi avanti nel punteggio per la prima volta nel match: nulla da fare, Federer è insaziabile e non lascia neanche le briciole (1-0). All’improvviso accade l’imponderabile. Avanti 2-1, l’elvetico accusa un piccolo passaggio a vuoto e consegna le prime due palle break dell’incontro ma alla fine si salva piazzando quattro punti di fila. Il tennis speculare dello russo non fa male al fuoriclasse di Basilea, che riesce a colpire ad altezza del bacino come predilige. Uno sciagurato doppio fallo consegna a Roger il doppio break: 4-1. Il sipario è vicino. A Youzhny va dato atto di non mollare fino all’ultimo e la sua generosità sortisce gli applausi di un pubblico comunque divertito. Il russo annulla tre match-points nel settimo gioco e prolunga la sua permanenza sul Centrale per una manciata di minuti, giusto il tempo di consentire a Federer di suggellare il match con una splendida stop-volley di rovescio.

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