LUNEDI’ DI SORPRESE

Il tabellone femminile di Wimbledon promuove ai quarti di finale ben tre giocatrici non comprese nel novero delle teste di serie: cadono invece Wozniacki e Jankovic, si salva Venus Williams

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Wimbledon (Gran Bretagna) – Jelena Jankovic e Caroline Wozniacki non ricorderanno con molto piacere la giornata del 28 giugno 2010, che avrebbe potuto regalare loro un quarto di finale ed invece le ha viste uscire mestamente dopo partite che sono volte al termine in un tempo tanto breve da essere difficilmente pronosticabile. Cominciamo proprio dalla serba, che nel tempio del tennis su erba non è ancora riuscita a centrare una semifinale, differentemente dagli altri Slam, nonostante per lei questa fosse la quarta volta in cui raggiungeva la seconda settimana. Jelena ha oggi vissuto la classica giornata nata male e finita anche peggio, apparsa nervosa sin dai primi scambi e sfogatasi da subito contro l’arbitro a causa di un pubblico mostratosi alquanto rumoroso. Mentre la sua avversaria odierna, Vera Zvonareva, metteva in atto una prova convincente, Jankovic non era invece in grado di invertire una rotta che la vedeva dirigersi verso una fine poco gloriosa. Errori su errori la conducevano immediatamente sullo 0-4, e il break che la riportava fittiziamente in partita non evitava che una Zvonareva nella migliore versione stagionale chiudesse la prima frazione per 6-1 in soli 24 minuti. Un inizio non scoraggiante di seconda partita nutriva false speranze nei tifosi dell’ex numero 1 serba, ma qualche doppio fallo di troppo permetteva una nuova fuga a Zvonareva, che si portava sul 3-0. Nella pausa Jankovic ricorreva perfino al fisioterapista, che le curava la parte bassa della schiena, non sortendo però gli effetti desiderati se a metà del gioco successivo Jelena alzava bandiera bianca, concedendo così a Vera di conquistare il primo quarto di finale a Londra. Ora contro Kim Clijsters, però, sarà un incontro di tutt’altro livello.

Se Jelena non ride, Caroline… Ha portato a termine la sua fatica, invece, la terza testa di serie Wozniacki, che non ha però potuto ostacolare in alcun modo il tennis mancino e votato all’attacco di Petra Kvitova, talentuosa tennista ceca che difficilmente riesce però a mantenere ad alto regime il suo tennis per troppo tempo. Arrivava da un periodo davvero poco produttivo, la 20enne di Fulnek, eppure qui a Wimbledon ha già saputo disarmare alcune avversarie di ottimo valore come Jie Zheng, Victoria Azarenka e, oggi, la finalista dell’ultima edizione di Flushing Meadows. Un match mai cominciato che ha visto Wozniacki portarsi a casa la miseria di due giochi nei 46 minuti che sono bastati a Kvitova per conquistare il primo quarto di finale Slam della sua carriera. Perfetta al servizio (6 i punti concessi, tutti nel primo set), devastante da fondo campo (23 vincenti a 4 il computo finale, contro un numero pari di errori non forzati, 11) e molto rapida anche nel prendere la rete, Kvitova non ha concesso nulla a Caroline, che non è riuscita mai ad arginare la straripante atleta dell’Est-Europa  “Gioco molto bene sull’erba (anche se prima di quest’anno mai era andata oltre il primo turno a Wimbledon n.d.r.) e gioco i punti in maniera molto rapida. Lei non ha giocato il suo miglior tennis, per cui la partita è durata così poco. Ogni mio colpo ha funzionato, dal servizio ad ogni fondamentale”. Sognare è lecito, davvero.

Il risveglio di Kaia. Anche perché è curioso notare che la prossima avversaria di Petra, l’estone Kaia Kanepi, è la prima nel corso di questo torneo a possedere, attualmente, una ranking peggiore della ceca (80 contro 62). Avvenimento peraltro contingente, perché Kanepi, poco più di un anno fa, era stata anche compresa tra le prime 20 giocatrici del ranking WTA (best ranking di numero 18), cui è seguita una crisi di risultati che l’ha spinta fuori dalle top-100. Nel suo tentativo di scalata l’estone non ha mancato la ghiotta occasione che il tabellone le ha concesso, opponendola a Klara Zakopalova, tennista di una certa esperienza – tanto che la sua miglior classifica (numero 27) l’aveva conseguita 4 anni fa sotto il cognome da nubile (Koukalova) – che mai si era spinta così avanti in un torneo dello Slam in 27 partecipazioni. Pur avendo estromesso tenniste del calbiro di Rezai e Pennetta, la ceca non ha retto la forza d’urto di Kaia, portatasi in un batter d’occhio sul 5-0 – per poi chiudere 6-2 – nella prima frazione, prima che nella seconda la stessa tennista baltica rintuzzasse un’attacco della 28enne ceca, andata avanti di un break, vanificando ogni suo altro tentativo fino al 6-4 finale. Kanepi e Kvitova daranno quindi vita al quarto meno nobile, anche se sulla carta sarà una sfida altamente interessante, se si pensa che lo stesso match – alla quarta edizione, con i precedenti favorevoli alla 25enne estone per 2-1 – si era disputato negli ottavi di finale del Roland Garros 2008 (prima d’oggi il miglior risultato Slam per entrambe) con la vittoria di Kanepi. Kvitova, però, sembra ora avere qualcosa in più.

Venere faticante. Se la classifica di Jarmila Groth (fu Gajdosova), numero 92 del ranking Wta, induceva a pensare che per la maggiore di casa Williams la strisca di vittorie in 2 set sarebbe potuta proseguire, in realtà la neo-30enne statunitense oggi se l’è vista davvero brutta. Più di qualche rammarico resterà nella mente della tennista nata slovacca e divenuta per matrimonio australiana, mostratasi subito a suo agio sull’erba, tanto da regalare sin dal principio davvero molto poco alla battuta. Erano appena 4 i punti che Groth concedeva fino al 4-5 in favore dell’avversaria, quando uno sciagurato game di battuta regalava a Williams il primo set. Ancora più clamoroso quanto accadeva nel secondo set, con Venus breakkata in avvio e costretta ad inseguire una Groth nuovamente mefistofelica in battuta, quantomeno fino al 5-4 in suo favore – dove arrivava concedendo nuovamente solo quattro punti  – quando una serie di rovesci imprecisi causavano la riapertura del set. La festa del regalo, però, non aveva tregua ed un nuovo break di Groth non veniva concretizzato, portando il secondo parziale al tie break: Venus volava quindi sul 4-0, Jarmila rientava sul 4-4, ma con il primo doppio fallo del set, il secondo in assoluto, lasciava strada libera alla statunitense, che archiviava per 7-5 la pratica. Williams raggiunge così i quarti di finale del torneo, alimentando le speranze del suo sesto titolo londinese, mentre a Groth resta la soddisfazione di essere la prima australiana a raggiungere i quarti di finale a Wimbledon negli ultimi 10 anni, oltre a bissare in questa maniera il risultato dell mese scorso al Roland Garros. Non è cosa da poco.

Marion no, Na sì. Non ci sarà nessun remake, però, nei quarti di finale dell’atto conclusvo dell’edizione 2007, poiché ad abbandonare la kermesse londinese è stata oggi la francese Bartoli, undicesima testa di serie, sorpresa in un match molto combattuto dalla bulgara Tsvetana Pironkova, che prima di questa manifestazione mai si era spinta oltre il secondo turno in un torneo dello Slam. Nonostante la partenza ad handicap (0-3 nella prima frazione), la 23enne di Plovdiv ha centrato l’accesso al turno successivo con un periodico 6-4, al termine di una partita che per durata, quasi 2 ore di gioco, ha avuto davvero un sapore poco erbivoro. Eppure i 42 colpi vincenti della bulgara, contro i 27 della francese, hanno regalato sprazzi davvero piacevoli, in cui il risultato sorprendente maturato ha regalato un po’ di gloria anche ai tifosi bulgari. E il precedente dell’Asutralian Open 2006, quando Tsvetana eliminò Venus al primo turno per 2-6 6-0 9-7, fa sognare un’intera nazione. Non potrà invece capitare lo stesso alla Polonia, vistasi eliminare l’ultima rappresentante in gara, come di consueto Agnieszka Radwanska, ormai una costante presenza da attrice non protagonista nei tornei che contano –  ma anche in quelli che contano di meno – situazione che col passare del tempo rischia di divenire una sgradevole condanna. La cinese Na Li, oggi, non ha dovuto faticare eccessivamente per metterla alle corde (6-3 6-2), al termine di un primo set regolare e di un secondo dominato, se si eccettua un mini-periodo in cui la polacca ha recuperato dallo 0-2 fino al 2-2, per poi crollare. Il gioco troppo attendista della 21enne di Cracovia non ha pagato, mentre Li ha eguagliato il suo miglior risultato qui a Wimbledon, datato 2006. Ed ora, sotto con Serena.

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