WIMBY, UNA GARA A QUATTRO

A pochi giorni dal via Borg analizza la situazione per la corsa al titolo, dividendo cuore e ragione tra Federer e Murray

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Londra (Gran Bretagna) – Le qualificazioni del terzo Slam della stagione stanno per volgere al termine e domani mattina conosceremo il draw di questo 125esimo appuntamento con la storia del tennis mondiale.

A Wimbledon fervono naturalmente i preparativi: da una parte l’organizzazione sta lavorando alacremente in vista dell’apertura ufficiale il prossimo lunedì, dall’altra tutti i top player sono giunti sui campi e stanno finendo di prendere confidenza con il manto erboso del Club.

Naturalmente non possono mancare i pronostici e il Telegraph in quest’ottica ha raggiunto Bjorn Borg per un’analisi della situazione a quattro giorni dal via: “Questa edizione di Wimbledon sarà speciale. Non credo che negli anni recenti ci siano stati eventi simili a livello di adrenalina: quest’anno ci sono ben quattro tennisti papabili per la vittoria finale, una cosa che non accadeva da tempo. Di solito la sfida si riduce a due favoriti, mentre quest’anno ce ne sono il doppio”.

Lo svedese conosce bene l’emozione che provoca la vittoria del Major inglese, essendo stato protagonista di ben 5 titoli consecutivi tra il 1976 e il 1980: “Non credo che vedremo outsider salire alla ribalta quest’anno, perché la differenza tra i primi quattro e gli altri giocatori è considerevole. La sfida che si preannuncia nelle prossime due settimane sarà comunque molto interessante”

Borg ha poi voluto sottolineare che quella che il tennis maschile sta vivendo è una sorta di “Era dell’Oro” per la varietà e la complessità dei protagonisti in campo: “Tornando indietro nel tempo, come ho già detto, non è possibile trovare che coppie di rivali che si sono confrontate nel Tour, al massimo tre giocatori in contemporanea. Mentre ora ce ne sono ben quattro ed è qualcosa che non accadeva da tanto tempo, una cosa eccezionale e un bene per questo sport”.

Occhi puntati naturalmente su “l’Outsider dei quartetto” ovvero quell’Andy Murray su cui l’intera nazione inglese ripone le proprie speranze ad ogni Wimbledon: “Dopo aver espresso la sua miglior stagione sulla terra, Murray ha giocato ad alti livelli anche al Queen’s e questo sicuramente ha avuto un influsso benefico sul suo livello di fiducia, si vede poi che è contento dei risultati che ha raggiunto. Solo un paio di mesi fa a Monte Carlo non riusciva a trovarsi in campo e i risultati non arrivavano. Ora sta bene sia fisicamente sia mentalmente, un mood estremamente positivo in vista del torneo. Certo davanti a lui ci sono dei campioni, non è un momento facile per provare a vincere uno Slam, ma ha già battuto in altre occasioni questi giocatori, quindi sa di poterlo fare ancora. Non è stato mai così pronto come in questo momento per vincere Wimbledon”.

Un conto è l’analisi e un conto e il cuore, anche Borg infatti di fronte ad una scelta “sentimentale” preferirebbe vedere sul gradino più alto Roger Federer: “Sarebbe bello veder tornare alla vittoria Roger, specie per il livello di tennis espresso a Parigi. Lui preferisce l’erba alla terra, quindi non mi sorprenderei se riuscisse a vincere il suo settimo titolo, lui è il migliore giocatore della storia. Ha ancora possibilità di vincere alcuni Slam, ma ovvio con la concorrenza che è cresciuta sta diventando sempre più difficile arrivare fino in fondo”.

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