CRAZY WIMBLEDON – DAY 2

Curiosità e statistiche sulla seconda giornata dei Championships di Wimbledon, edizione 2012. Dal record di Nadal al game perfetto di Del Potro, passando per i bagel di Ward, lo spiacevole primato australiano e tanto altro ancora

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Londra (Gran Bretagna) – Terminata la seconda giornata di Wimbledon 2012, torna il nostro appuntamento con statistiche e curiosità su quanto avvenuto oggi sui campi dell’All England Club.

I piani sbagliati di Blaz Kavcic. Dopo essersi allenato su un campo senza rete, e aver perso nettamente al primo turno con il tedesco Philipp Petzschner, lo sloveno Blaz Kavcic è tornato a casa da Wimbledon, programmando il dafarsi per i prossimi mesi. “Basta erba per un anno, riposo, fisioterapista e poi di nuovo sulla terra: Umago il prossimo torneo”, ha scritto intorno alle 18 nel proprio account Twitter. Ma immediatamente dopo i suoi piani sono completamente saltati, e siamo certi che non sia mai stato così contento di dover cambiare i propri programmi. “Solo qualche minuto dopo aver detto basta erba per un anno, qualcuno mi ha chiamato per informarmi che ho ricevuto una wild card per le Olimpiadi”, il suo tweet successivo.

Il game perfetto di Del Potro. Con il progressivo rallentamento delle superfici, si vedono molti meno aces rispetto al passato. Certo, nei match di alcuni giocatori in particolare capita di vederne a valanghe (tant’è che il record assoluto è stato stabilito piuttosto recentemente da Ivo Karlovic), ma non c’è paragone con gli anni novanta. Ecco perché il ‘perfect game’ (quattro ace consecutivi nello stesso gioco) piazzato oggi da Juan Martin Del Potro fa notizia. Tra l’altro l’argentino è riuscito a compiere la piccola impresa ‘a freddo’, ovvero nel suo primo game di servizio del match vinto in quattro set contro l’olandese Robin Haase. Un precedente? La finale del Masters del 1996, quando Boris Becker (che vanta anche una serie di 5 ace consecutivi nello stesso game) riuscì a non far toccare la pallina a Pete Sampras nel primo game dell’incontro.

Era meglio Parigi (2). Nelle nostre pillole della giornata di ieri, avevamo evidenziato come per i colori azzurri fosse stata decisamente migliore la prima giornata del Roland Garros rispetto a quella di Wimbledon. Lo stesso discorso vale anche per il numero due del mondo Rafael Nadal, che a Parigi ha vinto il titolo. Nella cavalcata che l’ha portato in finale nel Major francese, ‘Rafa’ aveva ceduto il servizio solo una volta in 18 set (al primo turno contro il nostro Simone Bolelli), mentre sui prati londinesi l’ha perso due volte (e consecutive) nel primo parziale giocato. E menomale che sull’erba la battuta dovrebbe risultare molto più incisiva che sul rosso…

Il nuovo primato di ‘Rafa’. Tuttavia, nemmeno l’appena citato svantaggio di 0-4 è stato sufficiente per creare problemi al maiorchino, che ha comunque chiuso in tre set il proprio incontro con il brasiliano Thomaz Bellucci. Una sfida che, probabilmente a sua insaputa, gli ha consegnato un nuovo record. Nadal ha infatti allungato a 33 la sua striscia di vittorie consecutive al primo turno dei tornei del Grande Slam (nei quali non ha mai perso prima del secondo round), divenendo il giocatore ad aver vinto più match d’esordio Slam consecutivi dell’Era Open. E, salvo grandi sorprese, la serie è destinata ad allungarsi parecchio.

Una Baltacha poco ‘british’. Nel suo match odierno perso contro la britannica Elena Baltacha, a un certo punto l’altoatesina Karin Knapp è stata vittima di un brutto scivolone, ed è rimasta a terra dolorante per qualche istante. Immediatamente l’arbitro della sfida è corsa dall’azzurra, portandole acqua, ghiaccio e un asciugamano. La sua avversaria, invece, se n’è completamente fregata, e invece di avvicinarsi a Karin per sincerarsi delle sue condizioni, ha preferito un toilet break. Non proprio un esempio di buone maniere.

Il ‘double bagel’ di James Ward. Dopo due tentativi andati male, l’inglese James Ward è finalmente riuscito a superare un turno a Wimbledon. Ce l’ha fatta sconfiggendo in cinque set lo spagnolo Pablo Andujar, un vero e proprio pesce fuor d’acqua sull’erba. Tant’è che il venticinquenne londinese è riuscito addirittura a rifilargli per due volte un 6-0: il primo nel secondo set, l’altro nel decider, che l’ha visto ribaltare l’iniziale situazione di 0-3 per andare a imporsi con il punteggio di 4-6 6-0 3-6 6-3 6-3.

Gli strani sogni di Christina McHale. Nella conferenza stampa tenuta oggi dopo il successo ottenuto contro la wild card britannica Johanna Konta, la 21enne statunitense ha dichiarato di aver sognato per tre volte il suo match la scorsa notte (la sfida era stata sospesa sul 7-7 al terzo). Nel primo sogno era lei a vincere, nel secondo invece perdeva, mentre nel terzo l’incontro proseguiva fino all’infinito. Fortunatamente per lei, il sogno meno recente (in barba alle teorie del dottor Freud) si è rivelato quello giusto, e nella prosecuzione odierna è riuscita a imporsi per 10-8.

Sull’erba non mi batti! È ciò che penserà Grigor Dimitrov nei confronti del sudafricano Kevin Anderson, sconfitto oggi dal bulgaro sul Campo 3, dopo quattro set combattuti. Nonostante i tornei maggiori sull’erba siano appena sei per ogni stagione, i due si sono affrontati già tre volte sulla superficie ‘britannica’, e ha sempre vinto il più giovane. Dopo la prima semifinale Atp in carriera (raggiunta due settimane or sono al Queen’s) si tratta dell’ennesima dimostrazione di come appaia proprio l’erba il terreno di gioco ideale per il tennista dell’Est. Non a caso, per fare un esempio, nelle altre due sfide contro Anderson (una sulla terra, l’altra sul cemento) Dimitrov è uscito a testa bassa.

Il record di Urszula. Mentre la sorella maggiore Agnieszka è ormai in pianta stabile fra le migliori, Urzsula Radwanska (di un anno più giovane) si sta facendo strada nel ranking e la fetta di stagione sull’erba le ha dato una grossa mano. A Wimbledon ha perso oggi con un doppio 6-4 contro l’australiana Marina Erakovic, ma, salvo sorprese, a fine anno sarà proprio lei la giocatrice ad aver vinto più match sui prati. Dopo il successo nell’Itf da 75mila dollari di Nottingham, ha infatti prima raggiunto gli ottavi a Birmingham, e poi la finale a Rosmalen, per un totale di 12 vittorie in tre settimane. Un traguardo che la porta al comando di questa speciale classifica, in cui è seguita da Melanie Oudin, ferma a quota 11 e pure lei eliminata all’esordio ai Championships.

L’erba non è (più) australiana. I tempi in cui i tennisti australiani dominavano sull’erba sono passati, e questo è all’occhio di tutti. Ma era dal lontano 1938 che la nazione oceanica non aveva alcun portacolori al secondo turno del torneo di Wimbledon. Quest’anno al via erano in quattro, e nessuno è riuscito a vincere una partita. Difficile imputare colpe a Lleyton Hewitt (battuto da Jo-Wilfried Tsonga) o a Mattew Ebden e Marinko Matosevic, mentre Bernard Tomic ha deluso. Quartofinalista lo scorso anno, il 19enne di Gold Coast si è infatti arreso all’esordio al belga David Goffin, sorpresa dell’ultimo Roland Garros. Una sconfitta tutt’altro che clamorosa, ma da colui che viene indicato come il futuro dominatore del circuito ci si aspetta sicuramente qualcosa di più, in particolar modo contro un avversario all’esordio a Church Road.

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