CRAZY WIMBLEDON – DAY 6

Curiosità e statistiche sulla sesta giornata dei Championships 2012. Dal golden set della Shvedova al record azzurro, passando per la puntualità di Roberta Vinci, l’auto challenge di Roddick, la lunghezza di Cilic-Querrey, la 50esima a Wimbledon dei Bryan, l’assenza di richieste per la Azarenka e tanto altro ancora…

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Londra (Gran Bretagna) – Terminata la sesta giornata dei Championships, torna la nostra rubrica con curiosità e statistiche riguardanti quanto avvenuto oggi sui prati di Church Road.

Il golden set di Yaroslava Shvedova. Purtroppo a subirlo è stata la nostra Sara Errani, ma quello messo a segno dalla kazaka Yaroslava Shvedova è un primato senza precedenti. Mai nel circuito maggiore femminile una giocatrice era riuscita a vincere un set senza perdere nemmeno un misero quindici, e il fatto che la Shvedova ce l’abbia fatta contro una top 10, aumenta ancor di più il valore di questo inutile, ma significativo, record. Come detto, il golden set visto nel pomeriggio non ha precedenti fra le donne, mentre è già accaduto fra gli uomini, una trentina di anni fa. Era il 1983, quando, al primo turno del al torneo di Delray Beach, Marcos Ocevar perse 6-2 6-0 da Bill Scanlon, senza vincere un punto nel secondo set.

L’auto-challenge di A-Rod. Curioso episodio capitato nel match fra Andy Roddick e David Ferrer, che ha promosso la spagnolo agli ottavi di finale. A un certo punto lo statunitense ha chiesto l’intervento dell’occhio di falco per verificare un proprio servizio (giudicato buono dall’arbitro), con la speranza che la palla fosse uscita, in quanto Ferrer aveva risposto alla perfezione, vincendo il punto. Per sua sfortuna, peró, non aveva sbagliato il servizio.

La puntualità di Roberta Vinci. Con la vittoria sulla croata Mirjana Lucic la tarantina è riuscita per la prima volta a raggiungere gli ottavi di finale in un torneo del Grande Slam, dopo ben sei sconfitte al terzo turno. Ce l’ha fatta nel giorno della deludente sconfitta dell’amica Sara Errani, ma soprattutto nel modo più puntuale possibile. Due set terminati entrambi al tie-break, in 52 minuti di gioco ciascuno. Più precisa di così…

Il record azzurro nel tabellone femminile. Proprio la vittoria della Vinci, unita a quelle precedenti di Camila Giorgi e Francesca Schiavone, ha consegnato un piacevole primato all’Italia. Oltre ad avere per la prima volta tre azzurre agli ottavi di finale, siamo infatti anche l’unica nazione ad avere ancora in gara tre giocatrici in uno dei due tabelloni.  Oltre a questo vantiamo anche la giocatrice, in attività, con il maggior numero di tornei del Grande Slam consecutivi. Si tratta proprio della Schiavone, con con questo Wimbledon è salita a quota 48, ovvero 12 anni di fila senza mancare a nessun Major. Niente male!

Dodicesima piazza per Cilic-Querrey. Non è minimamente paragonabile al 70-68 su John Isner su Nicolas Mahut del 2010, ma anche la sfida di ieri fra Marin Cilic e Sam Querrey, terminata con il punteggio di 7-6 6-4 6-7 6-7 17-15 in favore del croato, merita un po’ di spazio. Si tratta infatti del dodicesimo match più lungo (in termini di game) nella storia del torneo di Wimbledon, il terzo dal 1970, quando ancora non era stato introdotto il tie-break per i primi quattro set. Inoltre, con i suoi 32 giochi, quello giocato ieri è il terzo quinto set con più game, dietro ai 138 di Isner-Mahut e ai 38 di Philippoussis-Schalken nel 2000.

Azarenka? No, grazie. È successo di nuovo. Nonostante sia la numero due del mondo, e sia anche stata in vetta alla classifica all’inizio dell’anno, Victoria Azarenka non è molto gettonata fra giornalisti e media, che preferiscono giustamente le solite note. Tant’è che, anche ieri, dopo la comoda vittoria sulla slovacca Cepelova, la bielorussa non è dovuta passare dalla sala interviste, perchè nessuno (e i giornalisti accreditati sono davvero parecchi) ha chiesto di averla in conferenza stampa. Essere numero due del mondo, a volte, non basta.

La 50esima dei gemelli. Superando i britannici Delgado/Skupski con il punteggio di 7-6 6-0 6-2, Bob e Mike Bryan hanno conquistato il loro match numero 50 in coppia sui prati di Wimbledon, dove per due volte (2006 e 2011) han vinto il torneo. Tre invece le finali perse, ragion per cui quest’anno cercheranno di pareggiare il bilancio. Con Max Mirnyi e Daniel Nestor eliminati, il compito dei due appare più facile, ma attenzione. Al prossimo turno si troveranno di fronte la temibile coppia francese formata da Michael Llodra e Arnaud Clement (che si è ricomposta in occasione dell’ultimo torneo del secondo) la stessa che li superò nella finale del 2007.

L’omaggio del Centrale a Roddick. Dopo aver sfiorato un vantaggio di due set contro David Ferrer, Andy Roddick ha finito la benzina, finendo per arrendersi nettamente al quarto set. Al termine della sfida, mentre si apprestava a lasciare il Centrale, lo statunitense ha ricevuto un calorosissimo applauso dal pubblico, lo stesso che l’ha visto raggiungere tre finali ma non riuscire mai (per colpa di Roger Federer) ad alzare al cielo l’ambitissimo trofeo. Probabile che il lungo tributo sia stato una sorta di addio e ringraziamento da parte degli spettatori, in quanto si vocifera che l’Olimpiade sarà l’ultimo torneo all’AELTC dell’ex numero uno del mondo, ma è stato comunque molto piacevole e, ovviamente, ricambiato dal sempre impeccabile Andy.

Un nuovo finalista. Proprio l’eliminazione dello statunitense ha garantito al torneo un nuovo finalista. Tutti i giocatori compresi nella parte bassa del tabellone non hanno infatti mai raggiunto l’ultimo atto a Wimbledon, e uno di loro ce la farà quindi per la prima volta. Il maggior indiziato sembra ovviamente essere Andy Murray, ma negli anni scorsi ha sempre deluso, ed è quindi meglio andarci piano. Il maggior rivale sembrerebbe essere Jo-Wilfried Tsonga (possibile avversario di semifinale), anche se questo torneo ha già riservato numerose sorprese, e potrebbe continuare.

Il furto di Rufus. Nel corso della giornata è stato rubato uno dei falchi addestrati del torneo, che ogni mattina sorvola tutta l’area del club per spaventare e far scappare i piccioni.La gabbia con il falco è stata trafugata da una vettura parchiaggiata nei pressi del club, che aveva un finestrino abbassato per permettere all’uccello di respirare. La polizia londinese sta indagando sull’accaduto (a Wimbledon, come ogni elemento della tradizione, tengono tantissimo a questo rituale), ma per ora non si ha alcuna notizia più dettagliata. I padroni hanno già rivolto un appello ai ladri, ma la prima impressione è che questi abbiano agito per poi chiedere un riscatto.

Ma la legge non era uguale per tutti? Fra le tante regole particolari che vigono a Wimbledon, ce n’è una che riguarda anche l’orario, e dice che gli incontri non possono protrarsi oltre le 23. Molto raramente capita che ciò avvenga, ma ieri sera è successo ad Andy Murray, ma gli organizzatori l’hanno lasciato continuare come se niente fosse. Certo, si tratta di una regola abbastanza assurda, ma che c’è e perciò va applicata. Sia che in campo ci siano americani, europei o asiatici, sia che ci siano i britannici. Fortunatamente Murray ha chiuso senza problemi, e la sfida ha ‘sforato’ la soglia oraria di soli due minuti, ma sarebbe tranquillamente potuta durare di più. E in tal caso avrebbe scaturito più di una polemica. L’anno prossimo Murray potrà anche giocare con vestiti colorati e le scarpe da terra?

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