CRAZY WIMBLEDON – DAY 1

Una carrellata di curiosità su quanto avvenuto nella prima giornata dei Championships, edizione 2012. Dallo scivolone del cameraman, alla scommessa di Mangiante, passando per la battuta di Blake, la prova di forza di Federer e tanto altro ancora

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Londra (Gran Bretagna) – Terminata la prima giornata di Wimbledon 2012, concediamoci insieme a una serie di curiosità, più o meno serie, su tutto quanto avvenuto oggi sui campi più famosi del mondo.

Venere come nel 1997! Erano quindici anni (sì, quindici) che Venus Williams non perdeva al primo turno a Wimbledon. Correva il lontano 1997, e la tennista statunitense aveva appena 17 anni e stava per ottenere grandi risultati. Ora pare essere sul viale del tramonto, ma se si guarda alle spalle trova otto finali e cinque vittorie, che la rendono una delle quattro tenniste più titolate in assoluto nel Major londinese. Insomma, non facciamogliene una colpa.

Era meglio Parigi. Non per la superficie, nè per fascino e spettacolo, sia chiaro. Bensì per i colori azzurri. Al Roland Garros era stato infatti un italiano, Fabio Fognini, il primo giocatore a raggiungere il secondo turno, mentre a Wimbledon Potito Starace è stato il primo a venir eliminato. A tradirlo un problema alla schiena già accusato la scorsa settimana, e la solita scarsa attitudine (mentale in primis) ai prati inglesi.

Tutti a cena, offre Mangiante. Sarà per le poche ore dormite a causa dei festeggiamenti seguiti alla vittoria dell’Italia sull’Inghilterra, ma questa mattina, tramite il proprio account Twitter, il giornalista di Sky Angelo Mangiante l’ha sparata grossa. Dopo aver elencato i propri favoriti per questa edizione dei Championships (nell’ordine: Federer, Nadal e Djokovic), ha allertato su un possibile expolit di Raonic, aggiungendoci che, se entro tre anni il canadese non vincerà nel Tempio, offrirà la cena a tutti. È presto, ma potete iniziare ad apparecchiare. Ovviamente per 6033 persone: i suoi followers.

Passaggio di consegne? Di Camila Giorgi, che nel primo pomeriggio ha sconfitto Flavia Pennetta, abbiamo parlato abbastanza. Se c’è però una cosa che rimane da aggiungere, è che il match odierno è parso come un vero e proprio passaggio di consegne, simile (con le dovute proporzioni) a quello che avvenne nel 2001 fra il ‘padrone di casa’ Pete Sampras e un ragazzino svizzero di vent’anni, chiamato Roger Federer. Ovviamente nessuno vuole paragonare Flavia a Pistolpete o dire che la Giorgi sia destinata a una carriera alla Federer. Magari! Ma fa piacere vederla già competitiva a certi livelli, anche alla luce del fatto che chi l’ha vista di recente sostiene che abbia margini di miglioramento molto molto ampi.

Zemljia-Goodall. Qualcuno l’ha definito il match più inutile del giorno. Noi non ce la sentiamo di arrivare a tanto, ma sicuramente lascia un po’ di amarezza sapere che uno di questi due ha raggiunto il secondo turno, mentre uno fra David Nalbandian e Janko Tipsarevic (in questo caso l’argentino) non poteva andare oltre il primo round. Il tennis, purtroppo (o per fortuna?), è anche questo.

L’erba di Colin. Calpestare o toccare con mano l’erba di Wimbledon è il desiderio di tutti. Potersi addirittura sdraiare su uno dei campi, un sogno per ogni appassionato. Nessuno di questi inviderà però Colin, cameramen della BBC, che oggi su quell’erba ci si è sdraiato per davvero. Al termine del match vinto dalla Vesnina su Venus Williams, il povero Colin si è reso protagonista di un goffo capitombolo, cadendo a terra mentre stava seguendo con la telecamera la vincitrice. Fortunatamente per lui, neanche un graffio. VIDEO

Un Federer così spietato in poche occasioni. Roger Federer ha bagnato l’esordio stagionale nel (vecchio?) giardino di casa sua superando Albert Ramos con un triplice 6-1. Un risultato che ci può stare, vista la scarsa vena ‘erbivora’ dello spagnolo, ma solo in pochissime occasioni Roger aveva lasciato appena tre giochi in altrattanti set ai propri avversari. Solo sette volte in 276 incontri dei tornei del Grande Slam. La prima agli Us Open del 2003 contro il monegasco Lisnard, l’ultima sempre a New York, lo scorso anno contro Juan Monaco. La più celebre? Sicuramente il 6-3 6-0 6-0 rifilato a Juan Martin Del Potro nei quarti di finale degli Australian Open 2009. Insomma, non poteva esserci modo migliore per lo svizzero di presentarsi sui prati londinesi, specialmente quest’anno che valgono doppio. Che ci abbia forse voluto dire qualcosa?

Il tabellone più vecchio dell’Era Open. È risaputo che l’età media del tennis maschile sia in costante aumento, tant’è che quello di quest’anno è il tabellone più ‘vecchio’ mai visto a Wimbledon. Ben 34 dei 128 atleti al via hanno compiuto i 30 anni, con la media che si attesta di poco sopra ai 27.

La discussione fra Allegro e Stakhovsky. Non è avvenuta in campo, nè negli spogliatoi o da altre parti, ma su Twitter, il social network più utilizzato dai tennisti. Allegro (ex doppista svizzero talvolta partner dell’amico Roger Federer) si è espresso contro coloro che, pur essendo infortunati, oggi sono scesi comunque in campo a Wimbledon, probabilmente solo per prendere l’oneroso assegno di primo turno. Ririrarsi dopo pochi giochi, a suo dire, è stata una mancanza di rispetto verso il miglior torneo del mondo. Puntualissima la risposta dell’ucraino (uno dei giocatori che oggi si sono ritirati), che prima ha specificato che avrebbe preferito un confronto face-to-face, e poi ha chiesto per quale motivo, secondo Allegro, si tratta di una mancanza di rispetto. Coda di paglia?

Dio in sedia a Wimbledon? Divertente siparietto fra James Blake e l’arbitro durante il suo match (perso) contro Benjamin Becker. Sul punteggio di 7-6 5-4 in favore dello statunitense, il tedesco è stato costretto a fronteggiare un set-point. Il suo servizio è stato chiamato fuori dal giudice di linea, ma l’arbitro ha compiuto un overrule, giudicandolo buono. La decisione ha mandato su tutte le furie Blake, che al cambio di campo ha spiegato al chair umpire che la palla poteva essere verde per l’erba o bianca per il gesso della linea, ed era verde. “Interessante, dato che la palla ha colpito la linea”, la risposta del giudice di sedia. “Non so come ti chiami ma da oggi in poi ti chiamerò Dio, perchè puoi confutare qualcosa di realmente successo”, la replica stizzita dell’ex numero quattro del mondo.

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