DEBACLE PER VENUS

Prima sorpresa a Wimbledon, dove la Vesnina asfalta la cinque volte campionessa ai Championships. La Sharapova regola la Rodionova. Alla Clijsters il match-clou con la Jankovic. Nessun problema per Stosur, Radwanska, Lisicki e Li

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Wimbledon – Arriva la prima sorpresa (?) a Wimbledon, dove è andato in scena l’ennesimo capitolo della saga “Venus al tramonto”. Opposta ad un’ottima Elena Vesnina, la numero 58 del ranking Wta è stata schiantata con un perentorio 6-1 6-3 in poco più di un’ora di gioco. Partita dominata dalla moscovita, che ha letteralmente preso a pallate una Williams irriconoscibile, o meglio una Williams formato 2012: una giocatrice incapace di tenere il ritmo, fallosissima con i fondamentali, a tratti anche abulica. Certo, nessuno si attendeva meraviglie da lei: rientrata a marzo dopo uno stop di sette mesi, Venere non è mai andata oltre i quarti quest’anno ma, soprattutto, non ha mai convinto sotto il profilo del gioco. Semmai, si poteva ipotizzare un accenno di riscossa su quei prati che tanto le hanno arriso nel corso della sua carriera. Venere è stata un’indiscussa protagonista ai Championships nel primo decennio del nuovo millennio: precisamente, dal 200o al 2009 ha collezionato cinque titoli e tre finali. Numeri da capogiro, obnubilati nelle ultime due edizioni dallo spauracchio Pironkova (sua giustiziera ai quarti nel 2010 e agli ottavi nel 2011). Si parla però al passato, il punto è questo. Venus appare sempre più un’ex giocatrice, una copia sbiadita della straordinaria fuoriclasse ammirata negli ultimi quindici anni. La sindrome di Sjögren l’ha resa vulnerabile, insicura, smarrita. Tuttavia, l’impressione è che, a prescindere dai problemi di salute, all’ex numero uno del mondo manchino ormai gli stimoli. Onore, comunque, alla Vesnina, perché al di là dei demeriti della sua avversaria ha giocato un match quasi perfetto: efficace al servizio, solida e potente da fondo, costantemente aggressiva, brava a sfruttare a rete le doti da doppista. Bella prestazione.

Nessun problema, invece, per le top players impegnate oggi. Si è vista una Samantha Stosur in gran spolvero, che per sua stessa ammissione ha disputato “una delle migliori partite sull’erba negli ultimi anni”. Ha regolato 6-1 6-3 Carla Suarez-Navarro, tennista spagnola dotata sì di un magnifico rovescio a una mano ma dal tennis poco consistente. E dire che la Stosur non ha mai fatto faville a Wimbledon: in dieci partecipazioni solo una volta ha raggiunto il terzo turno (nel 2009), mentre negli ultimi due anni aveva perso all’esordio. Ora per lei ci sarà la mancina olandese Arantxa Rus. Esordio in chiaroscuro per Agnieszka Radwanska, che ha inflitto un periodico 6-3 alla slovacca Magdalena Rybarikova (alla sua nona sconfitta consecutiva al primo turno in uno Slam!). Nonostante il punteggio netto, la polacca ha faticato parecchio per sbarazzarsi della Rybarikova, di certo menomata dall’infortunio al ginocchio sinistro occorsole nel quarto game del secondo set. La Radwanska trova ora proprio la Vesnina. Sorridono anche Na Li e Sabine Lisicki: la cinese ha domato la kazaka Ksenia Pervak con un netto 6-3 6-1; la tedesca, reduce da un periodo poco felice (4 k.o. consecutivi al primo turno), ha superato la talentuosa Petra Martic con il punteggio di 6-4 6-2. Nessun problema per Maria Sharapova, attesissima all’esordio dopo il successo al Roland Garros (con tanto di Career Slam) e il ritorno al numero uno dopo quattro anni di “vuoto di potere”. Le sono stati sufficienti 70 minuti per sbarazzarsi dell’australiana (ma russa di nascita) Anastasia Rodionova, piegata 6-2 6-3. Ciononostante, la siberiana si è detta “non molto soddisfatta, la transizione dalla terra all’erba è sempre complicata“. Per lei ora c’è Tsvetana Pironkova, giocatrice che a Wimbledon è solita esprimere il suo miglior tennis: è stata semifinalista nel 2010 ed ha raggiunto i quarti nel 2011. In chiusura di giornata arriva il match-clou tra Kim Clijsters e Jelena Jankovic: reduce da una stagione martoriata dai problemi all’anca e alla caviglia, la campionessa belga ha sciolto ogni riserva sulle sue condizioni vincendo un bel match contro un’avversaria poco solida e spesso tradita dal dritto. Kim è stata sempre avanti nel punteggio, non si è disunita quando ha perso il break di vantaggio nel secondo set ed ha finito per imporsi 6-2 6-4. La belga sfiderà al secondo turno Andrea Hlavackova.

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