L’ERBA DI TUTTI

Tra specialisti dei prati e protagonisti sorprendenti, si compone il gruppo dei qualificati per il torneo londinese

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17 Giugno 2010 – Giunge al culmine il torneo di qualificazione di Wimbledon. Sulla miriade dei campo di Roehampton si sono disputati gli ultimi sedici singolari maschili, tutti al meglio dei cinque set, come prevede la tradizione britannica. Il tabellone principale guadagna gli ultimi protagonisti, tra i quali si alternano nomi noti e volti quasi sconosciuti, specialisti del veloce e tennisti più avvezzi a superfici lente, favoriti e grandi sorprese. Scorriamo brevemente la lista dei qualificati, alla scoperta dei meno prevedibili tra i possibli protagonisti dell’unico slam erboso.

All’attacco! Non può mancare, in un torneo sull’erba, un nugolo di giocatori dediti al tennis di attacco, a volte nella sua versione più pura, a cui ci si riferisce puntualmente in inglese, il “serve and volley”. Tra questi va certamente incluso Taylor Dent, che rispetta il suo ruolo di primo favorito superando in quattro set l’australiano Ebden, che ha comunque fatto sudare lo statunitense, come testimonia il punteggio di 4-6 7-6(1) 7-6 (8) 6-3.

Altrettanto garibaldino nell’impostazione tattica il francese Nicolas Mahut, che molti ricorderranno vincitore su Nadal e poi finalista al Queen’s nel 2007. Dopo un match interminabile e dai contorni tragici contro Alex Bogdanovic (24-22 al terzo, dobbiamo aggiungere altro?), il ventottenne di Angers ha messo a segno anche oggi una bella impresa. Sotto di due set contro la vecchia volpe Stefan Koubek, il transalpino non si è lasciato intimorire, ed ha conquistato gli ultimi tre set e con essi il palcoscenico di Wimbledon. Per fortuna di Nicolas prima dell’inizio del torneo ci sono diversi giorni per recuperare le fatiche del torneo cadetto.

Alla categoria degli attaccanti puri appartengono anche Rik De Voest, che ha avuto gioco facile contro il tedesco Begemann, e Robert Kendrick, uscito da un testa a testa appassionante contro il connazionale Ryan Sweeting. 6-4 6-7(4) 3-6 7-6(4) 8-6 il punteggio del derby statunitense.

Dalla terra, senza problemi. Sembra finita l’era in cui una nutrita pattuglia di terraioli, anche di livello molto alto, evitava l’erba inglese come la peste. Oggi le differenze tra superfici si sono ridotte, e il concetto stesso di tennista terraiolo sta perdendo significato. Risulta così un po’ meno sorprendente la qualificazione di Guillermo Alcaide, spagnolo di seconda fila, che oggi ha superato per 6-4 6-3 6-4 Evegeny Kirilov, tre anni dopo la sua ultima esibizione su erba.

Nella categoria di coloro che provengono dalla terra meritano un posto Martin Fischer, Tobias Kamke e Jesse Witten, qualificati sia al Roland Garros che a Wimbledon.

L’austriaco Martin ha sconfitto oggi in tre set Ramon Delgado, mentre il tedesco Tobias ha lasciato un set a Jesse Levine, numero 9 e specialista dei terreni rapidi. Il poco longilineo statunitense si è oggi imposto in quattro set su Go Soeda.

A dispetto del suo gioco potente, anche Jesse Huta Galung disputa su terra rossa la maggior parte della propria attività e le sue prestazioni su erba si contano molto rapidamente. Ciò nonostante, anche l’olandese è tra i protagonisti odierni, grazie al successo con periodico 6-3 su Adrien Mannarino.

Ecco i giovani. In mezzo a tanti giocatori di esperienza, spiccano i nomi di due promesse, Bernard Tomic e Ricardas Berankis. L’australiano, diciassettenne, giocherà il suo terzo torneo dello slam dopo i due Australian Open disputati grazie a wild cards. Il giovane 252 del mondo ha rifilato un secco 7-6(3) 6-3 6-4 a Prakash Amritraj. Il lituano, che lunedì compirà venti anni, dopo avere fallito per un soffio la qualificazione a Parigi (sconfitto 7-5 al terzo da Fischer) oggi non ha lasciato scampo ad un altro terraiolo, Santiago Ventura, tornato a casa dopo un 7-5 6-1 6-3.

Gli altri. Passano il turno due slavi dal carattere piuttosto instabile ma dal tennis brillante. Parliamo del serbo Bozoljac, che ha superato in tre set Tyler DeHeart, e di Ivan Dodig, che ha rimontato uno svantaggio di due set ad Alexander Peya in una sfida tra grandi servitori. In un altro incontro tra giocatori offensivi Carsten Ball ha fermato in tre set il tentativo di ritorno di Gilles Muller. Il turco Ilhan coglie la seconda qualificazione in tornei dello slam dell’anno (e a Parigi ha sfiorato il tris, superato da Bolelli sul filo di lana) regolando Roko Karanusic in tre set. Per finire Brendan Evans ha superato Julian Reister in un match caratterizzato da un tie-break durato 28 punti nel primo set.

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