DIARIO DI BORDO – L’ATTESA

Le prime due giornate a Londra attendendo il primo 15 di Wimbledon. Una cronaca (poco seria) di una vigilia spasmodica per l’evento tennistico più importante del mondo

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Londra – Finalmente ci siamo. Il momento è arrivato. Domani mattina entrerò finalmente nell’All England Lawn Tennis and Croquet Club. Non mi metterò a scrivere tutte le banalità del caso, come l’emozione di poter vivere per la prima volta dal vivo questo straordinario evento che per anni ho potuto ammirare solamente in tv; so che ognuno di voi grandi appassionati sa benissimo come ci si possa sentire in un momento come questo. Cercherò quindi di farvi vivere quanto accaduto nei due giorni precedenti l’inizio del torneo. L’attesa e l’avvicinamento al grande giorno.

Perquisizione. In partenza da Roma-Fiumicino per Londra, mi reco all’aeroporto capitolino (ora del volo 13.35) sempre un po’ teso, come spesso mi accade. Paura di volare? Assolutamente no; ma un certo (incomprensibile) astio verso gli aeroporti, luoghi a mio avviso fastidiosi e decisamente poco rilassanti. Come se non bastasse vengo perquisito all’imbarco. Nemmeno ai classici controlli di routine, ma proprio a pochi metri dall’aereo che mi avrebbe portato nel Regno Unito. Perquisito nei minimi dettagli il bagaglio a mano, si sale sull’aereo (dove incontro Daniele Azzolini) e si parte. Partenza in orario, arrivo in orario… con Alitalia. Atterro e accendo un cero a qualsiasi santo esistente!

Verso Casa. Londra è carissima e questo arriva addirittura due giorni prima del torneo? Non sono così pazzo! Mio cugino vive qui da qualche anno ormai e mi attende un comodo ed accogliente letto a due piazze… Arrivo a casa, ma mio cugino è a Legoland (!!!) con il figlio, mentre la compagna è a Roma, arriverà solamente la domenica notte. Dopo 45 minuti di metro e 10 di autobus (9 a cercare la fermata e 1 effettivo di tragitto) mi piazzo sul divano a guardare la replica di Ghana-Australia, non esattamente il match più bello della storia dei mondiali, ma in fondo sono qui per Wimbledon e non posso pretendere di emozionarmi già da ora.

Prima il Dovere, poi… Scrivo un paio di articoli, mi organizzo con il collega Marco Caldara per i pronostici dei tennisti italiani e preparo uno schema sul lavoro da fare in questi giorni, compresa soprattutto la trasmissione radiofonica che andrà in onda lunedì sera (in conduzione, a proposito, Gianluca Fabi con Nicola Corrente; io interverrò telefonicamente da Londra per una ventina di minuti). E’ quindi il momento di incontrare Tommaso, chitarrista della mia band “Sgabellos”, che da due settimana si è trasferito a Londra. Un drink tira l’altro e ci ritroviamo prima in un locale blues e quindi in un disco-pub dove assisto ad una delle scene più memorabili della mia vita. Una rissa a tre fra donne: la tequilera del locale con due clienti che cercavano in tutti i modi di staccarle i capelli dalla testa. Un momento purtroppo (?) interrotto da una guardia del corpo gigantesca che le ha fermate praticamente con un dito. Un panino dallo “Zozzo di Piccadilly Circus” e si torna a casa cercando un notturno qualsiasi che mi riporti a destinazione (zona Chelsea… si, sono stato fortunato, lo ammetto).

Byron e Italia. Il giorno dopo inizia con un ricco pranzo da Byron (panino con hamburger tanto buono quanto pesante) a cui segue la partita dell’Italia a casa di mio cugino. Mentre arrivano alcuni suoi amici (c’è anche un interista, ahimè!) inizio a studiare i match di primo turno di Wimbledon, segnando su un foglio gli incontri che non posso assolutamente perdere. Prima fra tutti Lorenzi – Montanes, non tanto per le qualità dei giocatori, quanto perché avendo assistito all’impresa di Paolino al Foro Italico (con tanto di curva da stadio creata ad hoc da alcuni giornalisti specializzati…) il destino mi spinge ad una nuova avventura a fianco del senese. Mi ispira molto anche Dent-Chela, per vedere un serve & volley come si deve sull’erba… Anche sul campo 8 farò un salto, per vedere Mika Llodra. Ma forse il primo incontro che più mi ispira è Berankis-Ball; dopo che il collega Luca Brancher mi ha parlato benissimo del lituano non posso esimermi dal vederne almeno un set. Non ho parlato volutamente dell’Italia, data la tristezza di una squadra davvero irriconoscibile. Dico solo che Camoranesi non può vestire nemmeno la casacca del Portogruaro (con tutti il rispetto per la squadra) e che Lippi, oggi, è indifendibile…

Appuntamento alle 10. Domani mattina l’appuntamento con la storia (mia personale) è alle 10 a West Brompton da dove, dopo aver incontrato il collega Gabriele Riva di Tennis Italiano, si partità alla volta dell’All England Club. L’avventura, signore e signori, è appena cominciata. Da domani si fa sul serio!

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