IL CAMPIONE C’E’

Per la prima volta in carriera Djokovic ha aperto il programma sul Centrale di Londra. L’onore, riservato al campione uscente dei Championships, ha scosso il serbo: “E’ una sensazione unica. E’ l’unico torneo che ti permette di sapere con 12 mesi d’anticipo quando scenderai in campo nell’edizione successiva”

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Londra (Regno Unito) – Debutto sul velluto per Novak Djokovic a Wimbledon. Il campione in carica non ha avuto nessun problema di fronte allo spagnolo Juan Carlos Ferrero, chiudendo il match in tre set con il punteggio di 6-3, 6-3, 6-1.

Nonostante il titolo di campione in carica, il serbo è apparso decisamente più rilassato rispetto alla recente esperienza parigina, probabilmente perché sa che ora – con il cambio di superficie – i conti possono tornare in equilibrio e la sfida con Nadal è servita su un piatto d’argento.

“Abbiamo giocato tanti match emozionanti negli ultimi 15 mesi e, da quando siamo entrambi top player – ha spiegato il serbo -, ci siamo scontrati più volte in finale, specie nei tornei del Grande Slam. Credo che il fatto che mi sia imposto di recente contro di lui sia stato interessante, un cambio rispetto al passato, anche perché di solito era sempre lui a vincere in precedenza. Credo che la mia prima vittoria in un Major contro di lui sia stata proprio qui un anno fa. Quelle contro di lui sono vittorie costruite palla dopo palla, al di là della superficie. Rafa ha dimostrato negli anni che il suo gioco ha le armi giuste su ogni tipo di terreno e anche lui si è sempre dato da fare per perfezionare il suo stile ed essere tra i migliori. Alle sue spalle ha già due titoli qui a Wimbledon e credo che anche quest’anno sarà una lotta aperta per il titolo, senza ovviamente dimenticare Roger”.

Proprio il fatto di essere considerato l’eterno ‘terzo’ tra i due contendenti (‘vittima’ del duopolio Federer e Nadal, ndr), è stato per Djokovic la spinta maggiore rispetto ai progressi fatti negli ultimi due anni: “Come ho sempre detto sia Roger che Rafa mi hanno fatto diventare un giocatore migliore. Mi hanno fatto capire, con il tempo, quali erano i passi da compiere a livello tattico e mentale per riuscire a batterli nei momenti importanti”.

Parlando dell’atmosfera vissuta oggi sul Centrale, come campione in carica, Nole ha poi affermato: “E’ stata una sensazione unica, oggi per la prima volta nella mia carriera ho avuto l’onore di provare questa emozione. Penso che questo sia l’unico torneo che ti permette di sapere con 12 mesi d’anticipo esattamente quando debutterai nell’edizione successiva. Normalmente abbiamo degli orari approssimativi, mentre qui sai con esattezza dove e quando. L’erba era morbidissima, è stato bellissimo scendere in campo in quelle condizioni”.

“L’atmosfera – ha proseguito Djokovic – è diversa, rispetto agli altri Centrali, penso che in qualche modo sia più calma rispetto agli altri Slam. A Wimbledon senti la forza della tradizione di questo sport, come se le leggende che hanno scritto il loro nome in questo torneo fossero lì tutte insieme. Non solo il solo a pensarla così, anzi la maggior parte dei giocatori prova queste sensazioni. Il Centrale è come un gran teatro e la gente sugli spalti ha un ruolo ben preciso. Mi ricordo di un paio di match che si sono prolungati la sera e che ho giocato sotto il tetto: uno contro Rochus e l’altro contro Baghdatis lo scorso anno, sono stati entrambi molto emozionanti. La gente qui apprezza fino in fondo lo spettacolo che sta guardando”.

Il tempo di Wimbledon è di sicuro unico, specie perché al di là della tradizione, e del rigore che aleggia all’All England Club, i giocatori vivono un’esperienza differente, soggiornando nel Village alle spalle dell’impianto sportivo e lasciando per l’occasione la solita vita d’hotel.

Già lo scorso anno Djokovic era divenuto protagonista del web grazie alle sue foto con lo scoiattolo che quotidianamente visitava il suo appartamento, mentre quest’anno un nuovo protagonista potrebbe affacciarsi all’orizzonte…

“Quando sono a Wimbledon spesso mi rilasso giocando con il mio cane, ha quattro anni è dolcissimo e con la mia ragazza ci divertiamo a coccolarlo nel tempo libero. Si chiama Pierre: ha un nome francese ma è nato in Germania, anche se in realtà lo consideriamo serbo come noi, non male avere tre nazionalità, no? Poi anche lui segue la stessa dieta del papà (senza glutine, ndr) ed è in formissima”.

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