NOLE TORNA A VINCERE

Djokovic torna al successo contro Chardy e compie il primo passo di un percorso che potrebbe regalargli il primato mondiale. Ok Soderling ed il redivivo Gonzalez

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Wimbledon 21 Giugno 2011 – Dopo Nadal e Federer, è il turno di Novak Djokovic, sorprendentemente sottovalutato nei pronostici pre-torneo, quasi come se la prima ed unica sconfitta del suo 2011 avesse spezzato un sortilegio relegando il serbo ad un ruolo di rincalzo rispetto ai due dominatori degli ultimi anni. In realtà la classifica ci ricoda che a Djokovic basta raggiungere la finale per essere certo di divenire numero uno del mondo, anche se Nadal riuscisse a confermare il titolo. Anche se il traguardo è ancora lontano, Nole, fermo da quella semifinale parigina, oggi ha ripreso la sua corsa senza difficoltà, eliminando in tre set un falloso Jeremy Chardy.

Il primo set rimane in equilibrio fino al 4-4, anche se dietro al punteggio di parità si nasconde un particolare imbarazzante per Chardy, incapace di vincere anche un solo punto sul servizio di Djokovic. Nel nono game arriva inesorabile il break per il numero 2 del mondo, che sfrutta a dovere gli errori dell’avversario e si porta a servire per il set. In questo frangente arrivano addirittura due punti per Chardy, ma rimangono un modestissimo contentino per il francese mentre Djokovic porta a casa il 6-4.

Gli ultimi 3 game del primo set rappresentano l’inizio di un parziale di 7-0 per Nole che lo porta sul 4-0 nella seconda partita. Il serbo non ha bisogno di fare miracoli al cospetto di uno Chardy che prosegue la sua sfilza di errori e finisce per chiudere per 6-1 i 25 minuti di gioco della seconda partita.

Ormail match è un monologo, o forse lo è sempre stato. Anche il terzo set è rapido ed indolore per il numero 2 del mondo. Il punteggio è nuovamente 6-1 e regala il primo dei sei passi che porterebbero Nole al numero uno del mondo. Il secondo potrebbe portare un avversario più fastidioso come Kevin Anderson, sempre che l’altissimo sudafricano superi Ilya Marchenko nel primo turno.

Vince anche Robin Soderling, che pure non era stato trattato troppo bene dal sorteggio. Il numero 5 del tabellone aveva infatti pescato Philipp Petzschner, estroso bavarese decisamente adatto all’erba dove ha colto la finale ad Halle ed ha sfiorato il successo su un certo Nadal lo scorso anno. Complici le classiche incertezze del tedesco nei momenti decisivi, Robin è riuscito a controllare il punteggio, chiudendo il match per 6-4 6-4 2-6 7-6(5).

La riedizione della sfida tra Isner e Mahut delude i cabalisti che si aspettavano qualcosa di paragonabile al 70-68 al quinto set dello scorso. Quest’anno i due si sono limitati a tre set, sia pure con due tie-break. Quello che non cambia è il nome del vincitore, John Isner che quest’anno riceverà molta meno attenzione mediatica, ma potrà disputare il secondo turno in condizioni fisiche accettabili, a differenza dello scorso anno.

In una giornata in cui i favoriti non hanno faticato troppo, il nostro sguardo si è soffermato su alcuni ritorni di giocatori dal passato prestigioso, come Fernando GonzalezDavid Nalbandian e James Blake. Il risultato più eclatante è quello ottenuto dal cileno, praticamente assente dai campi dallo scorso Agosto (a parte qualche apparizione minore nello scorso mese), che ha eliminato Alexandr Dolgopolov con il punteggio di 6-3 6-7(8) 7-6(3) 6-4. L’ennesima opportunità sprecata dal talentuoso ucraino è l’altra faccia della medaglia di una nuova speranza per “mano de pedra” che a 30 anni si riscopre tennista di rango.

Sorprende assai meno il successo di David Nalbandian, le cui sporadiche apparizioni collocano comunque al numero 28 del seeding. L’argentino ha sconfitto in tre set Julian Reister e si candida per sfidare Roger Federer al terzo turno.

Il caso di James Blake è un po’ diverso, sia per l’esito sfortunato del suo match odierno, che per il fatto che l’americano ha disputato un buon numero di match negli ultimi tempi, sia pure con risultati decisamente infelici che legittimano la definizione di assente dal tennis di vertice. Eppure oggi James sembrava avere ritrovato la scintilla vincente, rimontando due set di svantaggio a Marcos Baghdatis, giocatore di certo adatto all’erba londinese. Ma il quinto set ha tradito le speranze di Blake e dei suoi tifosi, a cui rimane solo la sensazione di potere interrompere il periodo disastroso, ma soprattutto la certezza di avere sprecato un’altra chance.

Vince, a sorpresa, l’esperienza di Lleyton Hewitt, che supera in quattro set Kei Nishikori, fresco semifinalista a Eastbourne. La gioventù prevale invece nel match tra Bernard Tomic e Nikolay Davydenko. L’australiano prosegue infatti la sua corsa, partita dalle qualificazioni, rifilando un 7-5 6-3 7-5 al numero 29 del tabellone. Nonostante tutto non si può però parlare di vera sorpresa alla luce delle difficoltà del russo nel recupero da un infortunio che lo ha estromesso dal gotha del tennis e dello scarso amore tra Kolya e l’erba.

Vince in cinque set anche Mikahil Youzhny contro Juan Monaco, scopriremo solo nel seguito del torneo se l’erba di Londra risveglierà l’orsetto russo, finora decisamente in ombra nel 2011. Un’altra maratona condanna Conor Niland, ventinovenne irlandese in cerca di una sfida con Roger Federer che avrebbe potuto nobilitare una carriera operaia. Purtroppo per Conor, il 4-1 pesante con cui conduceva nel quinto set su Adrian Mannarino non è bastato. Il “braccino” si è fatto sentire ed ha consentito al francese di vincere gli ultimi cinque games conquistando così il ruolo di secondo avversario di Roger.

Michael Llodra dall’alto della sua diciannovesima testa di serie, ha spento le speranze di James Ward, recente semifinalista al Queen’s. 6-3 7-6(4) 6-3 il punteggio che ha sancito l’eliminazione dell’inglese, che avrebbe potuto sperare in un sorteggio migliore. Lotta, ma non ottiene l’expoit, l’altro inglese Daniel Evans, che si arrende solo in quattro set (e perdendo due tie-break) al numero 20 Florian MayerDavid Ferrer impone, fin dal punteggio di 6-4 6-4 6-4, la sua regolarità al bizzarro Benoit Paire.

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