ERRANI: SULL’ERBA NON CI SIAMO!

Si ferma al 3° turno l’avventura di Sara a Wimbledon: l’azzurra è stata dominata dalla Shvedova con un sonoro 6-0 6-4. Per la Errani, che non ha fatto un punto nel 1° set, il traguardo della seconda settimana ai Championships rimane tabù

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Wimbledon – Era indicato come un match a rischio, quello più problematico per le azzurre impegnate oggi nel terzo turno a Wimbledon. Difficile, però, pensare ad una simile stesa. Già, perché altrimenti non è definibile la lezione di tennis riservata da Yaroslava Shvedova alla nostra Sara Errani, dominata e rispedita a casa con un sonoro 6-0 6-4. Dopo un primo set da incubo, la romagnola ha provato a rientrare in partita nel secondo parziale ma nulla ha potuto contro un’avversaria oggi semplicemente superiore. La Shvedova, anche lei autrice di un ottimo Roland Garros (fermata ai quarti da Petra Kvitova), strappa così il pass per gli ottavi e attende ora Serena o Jie Zheng. Per la Errani, ora sotto 3-1 nei precedenti con la kazaka, il traguardo della seconda settimana londinese rimane un miraggio.

L’inizio del match rivela una trama degna del peggior film horror per ‘Sarita’. La kazaka sciorina subito tutto il suo repertorio: aces, serve&volley, dritti vincenti, rovesci vincenti! Una grandinata tanto inattesa quanto furiosa che rende l’azzurra inerme, quasi tramortita. Alla Shvedova riesce di tutto, compresa una difficilissima veronica e un ace con la seconda (è già il quarto in cinque giochi). E poi ancora due sassate di dritto e, udite udite, il primo set è già finito: 6-0 in appena 15 minuti di gioco. Sì, in un quarto d’ora: roba da Guinness dei primati. Ma il punto non è quello, c’è di peggio: la Errani non ha vinto un solo punto nel set, il parziale in favore della Shvedova è 24-0! E dire che la romagnola ha commesso un solo errore, ma ciò non basta contro una giocatrice straripante, che ha messo a segno addirittura 14 vincenti e di certo mai vista in questa condizione. Il quesito è uno: posto che Sara possa e debba fare di più (specie alla battuta), è pensabile che la sua avversaria riesca a mantenere un livello di perfezione assoluta, tirando sempre e solo vincenti?

La risposta non tarda ad arrivare e, per nostra fortuna, è quella che ci aspettiamo. Il primo punto del secondo set va subito alla Errani, non sarà l’unico: due errori di Yaroslava e un lob millimetrico di rovescio consegnano il break all’azzurra, che poi consolida il vantaggio e con un dritto vincente si porta sul 2-0. C’è partita, almeno quello. L’uragano Shvedova torna a travolgere Sara, che prova a difendersi dall’assalto della kazaka azzardando un improbabile serve&volley: 2-2 e tutto da rifare. Ora l’inerzia del match è nuovamente girata e la ventiquattrenne di origine moscovita ha ripreso in mano il comando delle operazioni: piovono aces, dritti vincenti, rovesci vincenti. Alla Errani si può imputare la scarsa profondità del palleggio, che consente alla sua avversaria di giocare con i piedi ben piantati sulla linea di fondo e martellare a suo piacimento. Quando capisce di dover rischiare di più, si procura due palle break (sul 3-3) ma deve comunque inchinarsi al coraggio della Shvedova, che piazza un rovescio incrociato al volo, una volée vincente e un ace. L’azzurra rimane in partita fino al 5-4, quando sul suo servizio subisce due rovesci vincenti e un passante di dritto che proiettano la kazaka agli ottavi di finale. Meritatamente.

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