IL QUARTO TRIONFO DI SERENA (?)

Pare davvero remota la possibilità che alla minore delle sorelle Williams possa sfuggire il titolo nella finale odierna contro la russa Vera Zvonareva. Cerchiamo di capire perché

Be Sociable, Share!

Londra (Gran Bretagna) – Se siete alla ricerca di grandi emozioni legate ad avvenimenti con esiti a sorpresa, tenetevi tranquillamente alla larga dal campo centrale dell’All England Lawn Club di Londra oggi pomeriggio, perché la finale dell’edizione 2010 del torneo femminile di Wimbledon si preannuncia tutt’altro che equilibrata. Alle ore 14 locali (le 15 in Italia) Serena Williams e Vera Zvonareva scenderanno in campo nel più classico degli incroci alla “Davide e Golia”: l’affermata campionessa contro l’improvvisata protagonista, diciassette finali Slam contro una, una fetta di storia di questo sport contro la variabile impazzita di questi ultimi 15 giorni. Non dovrebbero proprio esserci sorprese.

Perché Serena. La 28enne statunitense è apparsa da subito in una condizione eccezionale e i risultati sul campo non hanno celato la sua straordinaria forma fisica. Ha manifestato una superiorità rispetto alle sue avversarie sin dalle prime battute di gioco – durante la prima settimana ha sempre rifilato un 6-0 alle malcapitate avversarie – e, quelle poche insidie che le sono state create, vedi i primi set contro Maria Sharapova (ottavi di finale) e Petra Kvitova (semifinale), le ha sapute gestire con la fermezza della campionessa. Quello che ha sorpreso è stata dunque l’unione di due componenti fondamentali, come la saldezza mentale e l’eccellente forma atletica, che la rendono ancora più numero 1 del tennis attuale di quanto probabilmente non dica la classifica. E, ultimo ma non meno importante, Williams ha trovato nel servizio un’arma che ha creato un solco incolmabile tra lei e le altre protagoniste del torneo londinese. Se lo scorso anno a fine torneo fece segnare un record di 72 aces, quest’anno Serena è già giunta a quota 80 – in 6 partite – che fanno poco più di 13 aces a partita. Oppure, se consideriamo che la statunitense ha disputato 54 giochi di servizio (e 2 tie break) vuol dire che ogni volta che si è ritrovata a battere, partiva con almeno – almeno – un 15 di vantaggio.

Una Vera fatica. Meno semplice e più ricco di insidie è stato il cammino di Vera Zvonareva, soprattutto dai quarti di finale in poi, perché la moscovita, che in questo torneo mai era andata oltre i quarti di finale (2003-2004), ha vinto sistematicamente i primi turni in due set, comprese le partite contro Jelena Jankovic, costretta al ritiro, e Yanina Wickmayer. Il capolavoro di Vera si è però concretizzato proprio nei quarti, quando ha saputo rimontare, oltre ogni previsione, la belga Kim Clijsters, che fino a quel punto era sembrata una delle più serie candidate al successo finale. Superata l’ostica belga, Vera ha poi colto un’altra vittoria ad handicap (ovvero perdendo il primo set) contro la bulgara Tsvetana Pironkova, che le è valso la prima finale Slam; nella quale parte da netta sfavorita, anche se potrà comunque affermare, a prescindere da come andrà a finire l’ultimo incontro, di aver battuto Serena Williams nell’edizione di Wimbledon 2010. Scopriremo poi in che senso.

I precedenti…. In uno sport come il tennis, la storia scritta dai precedenti ha un peso molto indicativo e quanto ci viene trasmesso dagli incontri finora disputati non si allontana dalla più logica indicazione, che non abbiamo lesinato di proporvi fin dalle prime battute di questo articolo. Serena si è infatti aggiudicata cinque dei sette confronti, ed una delle due sconfitte è arrivata soltanto per il ritiro della sorella minore di Venus, nemmeno scesa in campo per il quarto di finale del torneo di San Diego del 2004. Sono state invece due le sfide che hanno già avuto luogo nei teatri di prove del Grande Slam: nel 2002, a Parigi, quando un’imberbe Vera, ancora diciassettenne, tolse un set a Serena prima di collezionare la miseria di un gioco nelle restanti partite (erano gli ottavi di finale), e più recentemente, nel 2007, a Flushing Meadows a livello di terzo turno, con Williams che superò in due set combattuti la russa (6-4 7-6). Soltanto l’ultima partita, Charleston 2008, è valsa per il titolo, come accadrà domani, e aveva visto ancora una volta trionfare la yankee, che domani dovrebbe senza grossi problemi ripetersi.

…e un recente incontro che lascia accesa la fiammella della speranza.
Anche se le due giocatrici, in realtà, già hanno incrociato la loro racchetta a Wimbledon, quest’anno, più precisamente nella giornata di mercoledì, quando Zvonareva, in compagnia di Elena Vesnina, ha superato le due sorelle Wiliams per 3-6 6-3 6-4 (mantenendo viva la tendenza di aggiudicarsi gli incontri in rimonta); confermando in questa maniera la sua condizione nel tabellone a coppie, nel quale ha raggiunto la finale, che disputerà sempre nella giornata di oggi, nel tardo pomeriggio (contro Vania King e Yaroslava Shvedova). Nella sfida andata in scena tre giorni fa, Serena aveva anche allarmato gli astanti per il fatto di essersi presentata in campo con un’ampia fasciatura alla spalla destra, che si è scoperto poi avere soltanto uno scopo precauzionale, come avrebbe poi dimostrato nel match contro Kvitova, a cui ha servito 7 aces ed un numero infinito di prime vincenti. Stando a quanto dice Pam Shriver, il servizio di Serena potrebbe essere il colpo più dominante nella storia del tennis femminile.

Cifre significative. In attesa che questo venga eventualmente assodato col tempo, per quanto permaniamo dell’idee che sia scorretto e fuorviante paragonare campioni (e indirettamente parti del loro gioco) di epoche differenti, Serena ha l’occasione per incrementare il suo bottino Slam, con un successo che la porterebbe a quota 13 – quinta giocatrice dell’era moderna dietro a Margaret Court (24), Steffi Graf (22), Chris Evert e Martina Navratilova (18) – e a 27 se si considerassero anche i 12 conquistati con Venus in doppio femminile e i 2 ottenuti nella competizione del “misto”. Un successo che appare scontato da ogni lato si provi ad analizzarlo e che dovrebbe anche consentire alla prima giocatrice al mondo di mettere in bacheca il quarto trofeo di Wimbledon, uno in meno rispetto alla sorella maggiore. Soltanto una grande Vera potrebbe impedirglielo, una Vera che dal canto suo potrebbe centrare una doppietta (singolo e doppio) di assoluto prestigioso, soprattutto se comparato al livello della tennista in questione, 21esima testa di serie in singolo e non compresa nel novero delle favorite in doppio. Comunque vada, sarà storia.

Be Sociable, Share!
Be Sociable, Share!

Lascia un Commento

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.