PARLA L’ITALIA CHE VINCE

Due vittorie dal sapore diverso. La Pennetta ha confermato ancora una volta il suo valore battendo senza problemi la Medina Garrigues, mentre Seppi ha ritrovato morale e gioco contro Almagro.

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Wimbledon (Londra) –  C’è chi torna alla vittoria e chi si conferma. Stiamo parlando di Andreas Seppi e Flavia Pennetta che nel primo turno di Wimbledon hanno superato agevolemente i rispettivi avversari. Se non ha sorpreso tanto la vittoria della brindisina, che oramai ci ha abituati ad un passo da top, discorso diverso bisogna fare per l’altoatesino, da mesi in crisi di risultati.

La prima a ‘scendere in campo’ è stata Flavia che ha raccontato così il suo match con la spagnola Anabel Medina Garrigues: “Ci conosciamo da tempo, siamo amiche. durante il match penso di essere stata anche abbastanza aggressiva, anche se non da subito. Certo tra il 5-2 e 5-4 mi sono un po’ irrigidita, non perché mi abbiamo chiamato fuori il rovescio. Qui fanno tanti errori in generale e certo non m’innervosisco per quello.

Anche oggi il pubblico è stato molto caldo nei suoi confronti, ma la brindisina ha assicurato che tra i suoi sostenitori non c’erano stranieri: “I miei supporter? Tutti italiani, Londra è piena d’italiani!” Mentre sulla debalce dell’amica Schiavone ha raccontato: “Non ho visto la partita di Francesca, ma la sua avversaria è forte su questa superficie. La sua palla passa filo alla rete e non era facile per lei fare dei cambi. Non c’ho parlato ma sicuramente era tesa in campo, nervosa per non poter variare il gioco. Io oggi non mi sentivo tesa, a parte il minimo indispensabile, ma di certo la sua sconfitta non ha influenzato il mio stato d’animo. In generale penso che potesse essere ancora un po’ stanca, so che significa essere sotto i riflettori, per me è stata più o meno la stessa, io sono stata più fortunata perché quando sono diventata Top Ten non ero in Italia e se fossi tornata il giorno stesso e l’avrei vissuta in maniera differente, ma fortunatamente al mio ritorno la cosa era già scemata.
E sul possibile scontro con la compagna di doppio Gisela Dulko: “Certo mi dispiace incontrarla ma quando entri in campo devi staccare la spina. Io ho vinto un paio di volte con lei, una volta anche sull’erba. Ci siamo scontrate forse nel 2005 quando poi persi dalla Pierce”.

Il turno successivo è toccato ad Andreas, molto atteso in sala conferenze. Seppi ha mostrato la sua contentezza sia per la vittoria in sé, sia per averla ottenuta sull’erba, superficie su cui si sente particolarmente ad agio. “Due anni fa a Wimbledon ho giocato un buon torneo e quindi sono sempre contento quando torno qui. Oggi ho giocato bene, ho servito bene, specie nei momenti importanti.Il tie break del secondo set è stato fondamentale anche perché dopo ha iniziato il terzo nervoso e sapevo che se fossi riuscito a brekkarlo subito, poi sarei riuscito ad andare via… ed è stata quella la chiave del match.
E sul suo prossimo avversario, Tobias Kamke, ha affermato: “Si ho giocato con lui a Wimbledon nel 2007, o nel 2008, ed ho vinto in 4 set. Anche quella volta proveniva dalle qualificazioni. Su questa superficie è molto ostico perché ha un gioco piatto e pulito come il mio, ha un gioco solido e se ha vinto contro Garcia-Lopez che è in ottima forma in questo momento, beh c’è da fare attenzione. Il suo colpo migliore sicuramente è il rovescio… a due mani… si appoggia bene, il dritto non me lo ricordo benissimo ma mi sembra si perda un po’ di più. Sul servizio, beh ora non ricordo.

Sul suo stato di forma generale Andreas ha dichiarato: “Sicuramente i risultati non sono favorevoli, ma penso che tennisticamente sto anche meglio rispetto a due, tre anni fa o almeno è quello che sento anche se non riesco a raggiungere i risultati che vorrei. Sicuramente non è facile e spesso quando entro in campo non gioco come vorrei giocare perché sto troppo attento al punteggio o allo stile. Sto cercando di giocare più rilassato e speriamo di ritrovare risultati e vittorie, anche perché come ho già detto fisicamente sto meglio.

E sul suo rapporto con la superficie: “Penso che l’erba mi fa sicuramente giocatore meglio, perché t’impone un tennis semplice. Per me è sempre molto buono questo periodo e anche per i tornei successivi spero di ritorvare il punteggio. Io la prima vittoria Atp l’ho avuta proprio sull’erba, ad Halle, ed ho già dei bei ricordi per questo. Il periodo che si gioca su questa superficie cerco di sfruttarlo al massimo perché mi piace abbastanza.

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