OCCHI PUNTATI SU FOGNINI-RAONIC

Nel primo incontro programmato alle ore 13:00 sul campo numero 14, il gigante canadese sfida il nostro numero uno in un match sulla carta equilibrato ma pieno di incognite

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Londra. Le primissime giornate di Wimbledon sono sempre speciali: l’erba dei courts ancora verde, i campi pieni zeppi di giocatrici e giocatori dalla mattina alla sera e un’atmosfera da primo giorno di scuola ancora più magica del solito. Per gli appassionati italiani, inoltre, i primi giorni sono gli unici che garantiscono con certezza di trovare ancora in campo i nostri tennisti migliori. La mia attenzione, dunque, non poteva non concentrarsi sul match di un azzurro, quello che aprirà il programma sul campo 14 e che vedrà di fronte Fabio Fognini e Milos Raonic.

Milos e l’incognita verde. Astro nascente del tennis internazionale, il canadese di origine montenegrina è esploso quest’anno nel tennis che conta. A venti anni e mezzo, il gigante Milos è già salito al numero 26 del ranking mondiale grazie ad un fulminante avvio di stagione, e, al suo esordio sui sacri prati dell’All England Club, è la trentunesima testa di serie. Colpi potenti e un servizio spesso devastante, Raonic ha certamente nel cemento la sua superficie migliore, mentre il suo rendimento sull’erba è ancora un’incognita. A parte la sconfitta rimediata quest’anno nei quarti ad Halle (sconfitto da Philipp Petzschner), Raonic non ha praticamente giocato altri incontri ufficiali sull’erba, per cui la sua adattabilità alla superficie più antica del tennis è tutta da valutare.

Fabio e l’incognita fisica. Il discorso per il nostro Fognini è un po’ diverso. Alla sua terza partecipazione ai Championships, Fabio, tre anni più anziano del suo rivale, ha già dimostrato di potersi adattare bene ai prati: lo scorso anno, proprio a Wimbledon, aveva estromesso dal torneo nientedimeno che lo spagnolo Fernando Verdasco, allora ottava testa di serie, raggiungendo il terzo turno. Il problema per il neo numero uno d’Italia e 34 ATP, è la condizione fisica: Fognini non gioca un match ufficiale da quell’incredibile ottavo di finale al Roland Garros vinto, da zoppo, contro Albert Montanes, e, proprio in seguito a quello sciagurato infortunio al retto femorale sinistro, ha ripreso ad allenarsi solo da dieci giorni dopo tanta fisioterapia e riposo. Difficilmente dunque il ligure sarà al meglio della forma…

Sfida inedita. Tra i due tennisti non ci sono precedenti. Se Fabio sarà in condizioni accettabili c’è la possibilità di assistere ad un incontro con buoni risvolti spettacolari: entrambi i rivali, infatti, amano prendere l’iniziativa e sono il possesso di un bagaglio tecnico completo. Sui prati sono ancora più importanti i colpi d’inzio gioco: per Fabio sarà molto importante servire e rispondere bene, per mettere sotto pressione la terribile battuta di Raonic. L’azzurro inoltre dovrà provare a comandare il più possibile il gioco e spostare il possente tennista di origine montenegrina, la cui mole lo rende abbastanza vulnerabile in difesa. Fabio dovrà, per una volta, essere più saggio dell’avversario, e sfruttare la sua maggiore adattabilità all’erba. Il nostro non parte favorito ma, se la gamba sinistra lo sosterrà a dovere, può anche farcela.

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