GRAZIE LO STESSO JOHN

Appena 1ora e 10 minuti bastano e avanzano all’olandese De Bakker per avere la meglio 6-0 6-3 6-2 su un provato John Isner, bravo ad onorare il torneo fino in fondo dopo il match epico dei giorni scorsi. Prova convincente invece per Novak Djokovic e Lleyton Hewitt che liquidano in 3 set Montanes e Monfils.

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Wimbledon (Inghilterra) – Nessuno poteva chiedere di più a Jonh Isner, protagonista insieme al francese Mahut del match più lungo e leggendario della storia del tennis. La fatica e la sofferenza di 3 giorni infiniti ha il sopravvento, consegnando all’olandese De Bakker una vittoria al secondo turno comoda e prevedibile. Bravo comunque l’americano a rimanere in campo fino alla fine, ricevendo oltre a quelli del pubblico anche i complementi dal suo avversario.

Pura presenza. Nessuno forse si ricorderà tra 30 anni di questa partita e della vittoria agevole di De Bakker in un anonimo secondo turno del torneo più famoso al mondo. Ma tutti invece  ricorderanno per molto, moltissimo tempo il nome dello sconfitto, che da adesso in poi potrà vincere o perdere, senza alcuna importanza, perché ogni volta che John Isner  scederà su un campo da tennis ogni accostamento o riferimento al suo match da leggenda con Mahut sarà doveroso. Troppa la stanchezza fisica e mentale di Isner per poter pensare di poter vedere un match alla pari contro un’avversario fresco e senza alcun match sulle gambe da oltre 2 giorni.  Primo set di fatto inesistente, con un 6-0 in appena 15 minuti che vale più di ogni altro commento.

Il cuore non basta. Nei restanti due set Isner prova a fare  quel poco che le sue energie gli permettono di fare, piazzando, quando ne ha la possibilità, dei buoni vincenti, sia di dritto che di rovescio. L’olandese sa benissimo che ormai è una questione di tempo, limitandsi spesso a gestire con calma lo scambio, senza rischiare più di tanto. Anche il servizio abbandona l’eroe americano che  incredibilmente non piazza nessun ace in tutto il match, lasciando ampi margini a De Bakker anche in risposta. I break arrivano inevitabilmente all’inizio di entrambi i set, mettendo ben presto i titoli di coda a questo match  inedito, in cui alla fine ad essere contenti sono entrambi i giocatori. Onesto e  lucido l’americano in sala stampa:

”Ieri sera ero esausto, mi mancava ogni energia e ho dormito il più possibile per recuperare. Stamane ho provato a vedere come stavo, ma sapevo di essere totalmente scarico e non avere chance .Appena ho tirato il primo servizio ho subito capito che non potevo spingere più di tanto e che questo mi avrebbe maggiormente condizionato. Tra l’altro ho una grossa vescica al piede e un forte torcicollo che mi hanno limitato tantissimo, lui ha fatto la sua onesta gara senza rischiare troppo, ma io più di cosi non potevo fare. Con Nicholas rimarrà per sempre un legame,è inevitabile, lui è un ragazzo semplice e tranquillo, ci conoscevamo poco prima di questo match e sono sicuro che ben presto ci ritroveremo insieme a riderci su. Adesso, dopo questa incredibile settimana  andrò subito a casa a Tampa, per riposarmi  almeno 4 o 5 giorni .Poi non so cosa farò, devo ancora pensarci, magari  un po’ di vacanza con qualche amico, andrò a pesca, vedrò un po’ di sport in tv, non so devo ancora pensarci”

Super Nole. Passa senza patemi al 4° turno Novak Djokovic, alla quarta vittoria su quattro contro o spagnolo Montanes, in cui ha concesso in carriera solo un set. Nella prima sfida in un torneo dello slam, la prima al di fuori di un campo in terra battuta, Nole ha regolato il suo avversario in meno di 2 ore, in maniera più netta di quanto il punteggio non dica, 6-1 6-4 6-4. Partenza a razzo per il serbo,molto più solido da fondo, contro un avversario costretto a rincorre quasi ogni palla per poter intraprendere uno scambio degno di tal nome. Troppa la differenza di ritmo e di gioco tra i due, con lo spagnolo che necessità di tutto il primo set per iniziare ad adattarsi a una superficie non prettamente sua. Il 6-1 finale è la logica conseguenza di una set con un unico protagonista in campo.

Autorità serba. Più partita nei restanti due set, in cui il pallino del gioco è sempre in mano del serbo,mentre lo spagnolo riesce a malapena a prendere un po’ più di confidenza con l’erba. Un break per set in apertura, basta e avanza a Nole, contro un avversario che non vedrà l’ombra di una palla break in tutto il match, chiudendo con appena il 20% di punti fatti in risposta. Partita che vola via tranquilla per Djokovic in assoluto controllo sui suoi turni al servizio, mentre lo spagnolo oltre a soffrire il ritmo imposto dal serbo, non riesce a proporre alcuna contromossa, soprattutto su un tipo di palleggio ben diverso da quello sul rosso, in cui riesce maggiormente ad esprimersi. Un doppio 6-4 per il n 3 del mondo chiude una gara che Djokovic commenta così:

“Alla fine sono soddisfatto e contento del mio match, all’inizio del torneo ho un po’ sofferto in risposta,uno dei miei migliori fondamentali, poi pian piano le cose sono migliorate e ho potuto gestire al meglio le mie prestazioni fino ad oggi, dove ho tenuto bene il controllo per tutto il match .In questi due giorni devo lavorare molto con il mio staff, per essere al top nella seconda settimana del torneo.  Questi ultimi  2 mesi non sono stati brillantissimi per me, ma  adesso mi sento meglio e sono  molto motivato per una seconda parte di stagione spero da protagonista.”

Grinta australiana. Soffre, rischia ma alla fine vince anche Lleyton Hewitt, autore di una buona prova, sopratutto di carattere, contro un’avversario che di carattere ne ha senza dubbio meno. 6-4 7-6 6-4 il punteggio finale. Monfils  spreca molto, sopratutto nel secondo e nel terzo set, cosa non consigliabile contro il cinico e tenace australiano. Il primo break del match, giunto all’ottavo gioco, porta Hewitt sul 5-3, decidendo di fatto il primo set contro un francese poco attento in risposta.  Equilibrio estremo invece nel secondo set, dove Monfils, dopo aver annullato 3 palle break, ha la grande occasione nel tiè-break. Il francese infatti parte  avanti 3-1, si fa agganciare 3-3, fa scappare Hewitt sul 6-4 ma è bravissimo a piazzare un break di 4 a 1 e portarsi al set point sul 8-7 in suo favore. Si va punto a punto fino al 9 pari, con altre 2 occasioni d’oro sprecate dal trasalpino  per chiudere il set, poco propositivo però  con appoggi in campo troppo corti, tipici da braccino. Prorpio su uno di questi l’australiano piazza un dritto all’incrocio e una volèe perfetta che gli regalo il set per 11 punti a 9.

C’amon Rusty. Nel terzo sembra non esserci più partita , quando Hewitt con un break in apertura vola rapidamente sul 4-1 esultando alla sua maniera. Il francese, dall’alto della sua estrosità, ha un sussulto e trova l’aggancio sul 4-4, prima di crollare nuovamente al servizio e spalancare le porte del 4°turno all’australiano.

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