SEPPI E IL PIACERE DI GIOCARE SULL’ERBA

Dopo il primo titolo in carriera conquistato la scorsa settimana a Eastbourne, Andreas confessa sensazioni positive che spera di portare con se a lungo…

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Londra (Regno Unito) – Prova convincente per Andreas Seppi sull’erba di Wimbledon. Dopo la vittoria riportata ad Eastbourne, l’altoatesino si sente maggiormente tranquillo rispetto alle sue possibilità. Un traguardo a che ha portato fiducia e positività, l’inizio (forse) di qualcosa di più importante…

La vittoria di oggi è una conferma dopo il primo titolo in carriera…

L’erba mi è sempre piaciuta, mi sono sempre divertito su questa superficie, ma mai mi sarei aspettato di vincere un torneo anche perché sono pochi gli appuntamenti in calendario. Prima di Wimbledon ci sono giusto due tornei, ma già da Halle mi sentivo bene, poi è arrivata la prima vittoria e sono giunto a Wimbledon davvero tranquillo.

Qual è il tuo pensiero rispetto al match di oggi?

Penso di aver fatto una partita solida, senza grandi errori. Ho servito bene nei momenti importanti e sono contento di aver vinto in tre set. Penso che vincendo partite acquisti sicurezza e oggi ero abbastanza tranquillo, anche nei momenti importanti. Ho fatto molti punti sul servizio e non credo di avergli lasciato troppe opportunità.

Nel prossimo turno affronterai Baghdatis…

Baghdatis sa giocare sull’erba ha già fatto semifinale qui, riesce a tenere la palla sempre abbastanza bassa ed è pericolo. Sarà un match duro ma cercherò di entrare in campo sfruttando tutte le mie possibilità.  Certo rispetto al passato non ha più la stessa consistenza, ma ha iniziato l’anno bene, in seguito è calato un po’, ma già la scorsa settimana ha dimostrato che può essere davvero pericoloso. Se è in forma può battere chiunque.

Come ti ha cambiato il tuo primo titolo?

Ognuno ha le sue reazioni quando si raggiunge un risultato bello come questo, a me ha dato sicurezza nei miei mezzi, ma fa parte di un cammino che non può fermarsi ad una vittoria: sono la serie di successi consecutivi a fare la differenza. Sicuramente la vittoria ti da una grande carica e non credo sia normale che dopo si possa migliorare e puntare ad altri risultati positivi. A volte è come una chiave che si gira e ti sblocca.

Quali sono state le tue emozioni quando hai visto avvicinarsi il traguardo?

Solo nel momento in cui sono arrivato in finale ho iniziato a pensarci, ma sono rimasto tranquillo perché sapevo che non sarebbe cambiato nulla. Certo un po’ di tensione c’è stata, ma alla fine tutto è andato bene.

Pensi valga più una vittoria come la tua o un ottimo risultato contro un Federer o Nadal?

Quando batti un top player è sempre un ottimo risultato, ma vincere un torneo non è una cosa che fanno tutti. E’ qualcosa in più di un buon risultato. Se poi perdi 8 finali e finalmente raggiungi il traguardo penso che il valore sia ancora più grande.

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