CARO, WIMBY E I SOGNI DA BAMBINA

Vittoria netta oggi per la Wozniacki contro la Razzano. Caroline prosegue così il suo cammino verso il sogno Slam, sperando al più presto di mettere a tacere le voci che la vogliono ancora “incompleta”

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Londra (Regno Unito) – Una regina senza scettro. Ecco come appare ancora oggi agli occhi di molti Caroline Wozniacki, numero 1 del ranking mondiale Wta senza aver vinto uno Slam. La danese fa ancora “fatica” a farsi  apprezzare appieno, ma quest’anno vuole dare filo da torcere per realizzare il sogno coltivato sin da bambina.

Pensi che la vittoria in uno Major darebbe maggiore consistenza al tuo ranking?

Non credo sia questo il problema. Se sono al numero uno è perché lo merito, perché ho vinto diversi tornei, cinque solo dall’inizio dell’anno. Sono giovane e competitiva, il tempo per lo Slam arriverà.

Le aspettative esterne non ti mettono più pressione durante questo evento?

Tutte sono qui per vincere, ma allo stesso tempo tutte vogliono raggiungere il numero 1 mondiale. Io per ora ho questa seconda opzione tra le mani e voglio mantenerla tale il più a lungo possibile. Ovviamente farò di tutto per arrivare in fondo anche qui.

Quando hai sognato per la prima volta di vincere Wimbledon?

Ero una bambina, credo avessi nove anni, promisi a me stessa che sarei diventata la numero 1 al mondo e avrei vinto un Grande Slam. Aver raggiunto già uno dei due obiettivi così giovane penso sia un ottimo traguardo.

Sei cresciuta guardando Wimbledon in televisione?

Si, credo sia stato il primo torneo che ho visto in vita mia. Ha una valore speciale per me, mi diverto a giocare qui. Sono cresciuta guardando le partite di Martina Hingis, è stata lei il mio punto di riferimento.

Cosa fa secondo te la differenza in questo torneo?

Sono due settimane speciali, le tradizioni, il fatto di giocare sull’erba, l’abbigliamento rigorosamente bianco, la pioggia, tutto fa parte del gioco.

Quando hai iniziato la tua carriera pensavi fosse più difficile diventare la numero 1 o vincere uno Slam?

Beh quando sei piccola la prima cosa che vuoi è diventare la numero 1, non importa in quale sport. Dopo inizi ad apprendere le regole e allora cresce anche la voglia, sia diventare numero uno, sia nel caso del tennis di vincere uno Slam.

Sta diventando difficile giocare con tutti questi ritardi causati dalla pioggia?

Penso di non aver avuto troppi problemi a causa della pioggia. Ieri sapevo che avrei iniziato a giocare tardi, quindi comunque gli orari della mia giornata sono stati più lenti. Sapevo poi che la possibilità di non giocare non era da escludere.  Alla fine queste cose sono da prendere con leggerezza, meglio avere un match cancellato, che spostato su un altro campo e rimanere in attesa, forse, per nulla.

Come ti trovi sull’erba?

Ho l’impressione di giocare bene, servo bene, mi muovo altrettanto bene, in generale sono soddisfatta. Nel 2006 qui ho vinto il titolo junior, due anni fa ho vinto a Eastbourne. Credo quindi di poter fare buoni risultati anche su questa superficie, anche se quella dove mi trovo senza dubbio meglio è il veloce.

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