IL GRANDE IMPEGNO GIOVA A DAVID

“lavoro tanto ogni anno per migliorare il mio tennis, ma non ho fatto nulla di speciale negli ultimi tempi che possa spiegare questi traguardi. Di sicuro sono fortunato perché non ho mai avuto infortuni seri in carriera”

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Londra (Regno Unito) – Per la prima volta in carriera David Ferrer ha raggiunto i quarti di finale a Wimbledon, dimostrando ancora una volta l’ottimo stato di forma che ha contraddistinto la sua stagione sin da inizio anno.

Lo spagnolo di Javea ha infatti sempre ben figurato in questo 2012, raggiungendo i quarti di finale agli Australian Open (sconfitto dal futuro campione Novak Djokovic) e le semifinali al Roland Garros (dove è stato battuto da Rafael Nadal); inoltre ha portato a casa già quattro titoli tra Auckland, Buenos Aires, Acapulco e s-Hertogenbosch, dimostrando potenzialità su tutte le superfici, visto anche che sull’erba olandese aveva già trionfato nel 2008.

Oggi, con un’ottima prestazione, ha estromesso dalla corsa Juan Martin del Potro, ma Ferrer è uno che preferisce rimanere con i piedi per terra e analizzare ogni situazione con la giusta distanza: “Non lo so se quella di oggi sia stata la mia miglior partita sull’erba, ma di sicuro una tra le migliori. Per quanto riguarda la stagione fin’ora credo di si”.

Una vittoria giunta per la consistenza dimostrata sul campo, ma agevolata in qualche modo dalla chiusura del tetto: “Si le condizioni sono differenti, ma in senso positivo dal mio punto di vista, perché la palla senza le pressioni esterne gira meglio. Amo giocare indoor e il successo di oggi in tre set ha dimostrato che me le cavo bene in quelle condizioni. Con il tetto chiuso non soffriamo le condizioni atmosferiche e in qualche modo diventa più facile giocare”.

Ad attenderlo ora, come nei quarti del Roland Garros, Andy Murray e la superficie dovrebbe dare un buon vantaggio allo scozzese una volta in campo: “C’ho giocato due settimane fa sulla terra e l’ho battuto, ma di sicuro qui lui parte favorito e so che dovrò dare il massimo per riuscire a batterlo. E’ un match molto importante, stiamo parlando di un quarto di finale a Wimbledon, ma non voglio caricarmi troppo di pressioni, anche perché è lui a giocare in casa, quindi le aspettative sono maggiori per lui che per me, anche se io sono l’unico spagnolo rimasto in gara”.

Nelle ultime 3 stagioni, Ferrer ha mostrato moltissimi progressi in campo, ma più che un fattore tecnico, per lui è una questione mentale: “Non lo so, io lavoro tanto ogni anno per migliorare il mio tennis, ma non ho fatto nulla di speciale negli ultimi tempi che possa spiegare questi traguardi. Di sicuro sono fortunato perché non ho mai avuto infortuni seri in carriera”.

Non ho cambiato tanto – ha proseguito David – però mi son concentrato di più sulla prima di servizio, ho cercato di focalizzarmi maggiormente anche a livello mentale oltre che tecnico su questo fondamentale”.

Parlando poi del suo gioco sull’erba ha poi spiegato: “Penso che sia la risposta il punto chiave del mio gioco su questa superficie, anche perché il mio servizio non è molto potente. E’ chiaro che qui la battuta fa la differenza, perché ti può portare tanti punti gratuiti”.

Ferrer, nel panorama internazionale, può essere descritto come il campione silenzioso: capace di affermazioni importanti, ma lontano dal rubare la scena agli altri.

Il mio unico vero obiettivo in questo momento è restare tra i primi 8  della race per fare il Masters di fine anno, anche perché sarebbe la mia quarta partecipazione, la terza consecutiva e alla mia età credo sia un successo. Domani scenderò in campo e farò la mia partita contro Murray, senza andare troppo in là con i pensieri. Preferisco vivere giorno dopo giorno. In generale penso sia normale che si parli maggiormente dei primi quattro del mondo perché fino ad oggi sono loro che hanno fatto la differenza in questo sport”.

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