MARIA, PRESTAZIONE POSITIVA

Anche questo è un successo. La Sharapova analizza il suo ritorno in finale come un ottimo punto di partenza per i prossimi impegni agonistici, dopo le problematiche legate alla spalla

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Londra (Regno Unito) – La sconfitta brucia, tuttavia è meglio vedere quello che di positivo si è costruito nel mentre e proseguire il cammino del ritorno. Ci sono ancora molte cose su cui lavorare, ma Maria Sharapova è piuttosto soddisfatta di aver raggiunto nuovamente lo stage più importante del circuito, quella finale di Wimbledon da cui mancava dal 2004, anno della sua affermazione.

Quanto è stato difficile giocare contro di lei?

Ha espresso un tennis deciso, potente, mettendo a segno molti vincenti. E’ stata capace di trasformare punti di difesa in colpi d’attacco. E’ stata più aggressiva di me in campo, più profonda e questo ha fatto la differenza.

Ti assomiglia in qualche modo, avendo un gioco d’attacco che non mostra paure?

Che lei sia un’attaccante è chiaro, non è qualcosa d’inaspettato. Lei è capace di creare palle davvero pericolose, mettendole nei punti più lontani del campo. A volte è davvero molto brava.

Cosa ti ha messo in difficoltà?

Ha un servizio potente, che lavora bene anche sulla seconda. Penso che avrei potuto reagire un po’ meglio, ma lei è stata capace di direzionare la palla in maniera quasi perfetta.

Cosa pensi della tua prestazione di oggi?

Al di là della confitta, credo che quello di oggi per me sia un grande passo in avanti. Credo di essere migliorata molto nel corso della stagione e questo mi dà fiducia per i prossimi eventi. Considerando che qui negli ultimi anni non sono mai andata oltre il quarto turno, direi che un bel successo.

Della sua invece?

Beh è stata incredibile. A volte quando non hai esperienze precedenti può essere positivo, senti che non hai nulla da perdere e quindi riesci ad esprimerti ad alti livelli.

Comparandola ad Azarenka, Radwanska e Wozniacki, secondo te cosa la distingue dal resto della sua generazione?

Attacca di più, i suoi colpi sono più profondi, come anche il suo servizio.

Non pensi che il tuo servizio sia la cosa che ti abbia penalizzato oggi?

Non è stato solo quello, avrei potuto gestire meglio molte cose in campo oggi. Durante gli scambi avrei potuto mettere a segno più punti ad esempio… ma lei in definitiva ha fatto tutto meglio di me. Non sono stata capace di avvantaggiarmi del break conquistato nel secondo set: penso che se avessi preso il largo in quel momento le cose sarebbero anche potute finire in maniera diversa.

Dopo questa finale, quanta determinazione c’è in te nell’ottica Slam?

Io sono determinata a giocare, non solo per gli Slam, amo il tennis. Ovvio la finale di un Major ha un suo fascino speciale, ma quello che più conta ora è giocare e fare bene. Non ho vinto oggi, magari accadrà domani.

Quali sono i tuoi prossimi programmi?

Sono contenta di tornare a casa per un po’, sono stata in giro a lungo ultimamente. Fa bene staccare ogni tanto, in modo che poi la voglia di tornare a giocare sia sempre più forte.

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