MURRAY SENZA PACE: ADDIO AL SOGNO BRITANNICO

Continua il digiuno di un britannico nello Slam verde. Battuto nella finalissima da Federer, Murray ammette: “con tutta una nazione che faceva il tifo per me, la sconfitta è dura da mandare giù”

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Londra (Regno Unito) – Tutte le emozioni tenute dentro per giorni sono esplose sul volto di Andy Murray dopo l’ultimo rimbalzo nella domenica finale di Wimbledon. Il numero quattro del mondo non è riuscito a trattenere le lacrime dopo la sconfitta contro Roger Federer e a bordo campo ha lasciato libero sfogo alle sue sensazioni. Andy ce l’ha messa tutta, ma alla fine non è riuscito a realizzare il suo sogno, anche se questa – in fondo – è stata solo la prima occasione.

Quali sono le tue sensazioni in questo momento?

E’ una sconfitta difficile da accettare. Ogni sconfitta lo è, ma questa in modo particolare. Oggi era una giornata particolare, c’era tutta l’Inghilterra a fare il tifo per me, un pubblico incredibile in campo e poi la mia famiglia, tutta la mia famiglia che mi ha sostenuto dal box. Quindi è difficile da mandare giù. Penso di aver comunque giocato un buon match, buoni colpi e giochi combattuti. Lui ha giocato davvero bene, in particolare negli ultimi due set, con il tetto chiuso è stato inarrivabile.

Qual è stata l’emozione che hai provato entrando in campo oggi?

Penso che il pubblico sia stato incredibile, c’era una vibrazione intensa sul Centrale, qualcosa che non ho mai provato prima. Spero sia stato comunque un buon match per loro, nonostante la sconfitta.

Quanto ti sei sentito vicino al traguardo?

Non so, non riesco a fare una riflessione a caldo. Credo comunque di aver giocato la mia migliore finale Slam oggi. Ho creato delle opportunità in campo, sono andato anche in vantaggio di un set, ma è stata una partita lunga e lui ha saputo riprendere in mano il filo del discorso e chiuderlo a suo favore. Non credo di aver sprecato qualcosa nel corso dell’incontro, come mi è capitato altre volte, ma penso di aver gestito bene le situazioni che si sono presentate, nel complesso sono contento della mia prestazione, anche di come mi sono preparato questa mattina prima di entrare in campo.

Cosa porti con te di positivo da questa esperienza?

Ho giocato meglio nel complesso e soprattutto in questa finale, credo che sia questa la cosa più importante. Per il resto coME inglese questo torneo non è mai facile per tanti motivi che fanno da contorno all’evento stesso, ma credo di essere riuscito a gestire meglio la situazione rispetto al passato. Questa è stata la mia prima finale a Wimbledon, quindi penso sia un bel passo in avanti nella mia carriera. Sto migliorando giorno dopo giorno, questa è decisamente positivo.

Molti aveva definito questa finale la tua miglior chance, cosa puoi rispondere ora a queste persone?

Prima di tutto che l’opportunità volata via e che non posso far tornare indietro il tempo. Comunque al di là di questo, non credo sia stata la mia migliore opportunità. Era la mia prima finale a Wimbledon e l’ho persa giocando contro il numero 1 del mondo, che ha già vinto sette titoli qui, se la volete chiamare migliore opportunità… Penso che Roger sia uno dei più grandi atleti di tutta la storia. Bisogna parlare delle cose giudicandole rispetto al contesto.

Sei sembrato molto provato a fine match, quasi disperato…

Credo che disperato non sia la parola più adatta, ma non posso dire che non mi sia impegnato per centrare l’obiettivo e quindi penso sia normale alla fine avere una sorta di crollo. Ho cercato di essere costante lungo tutto l’arco dell’anno, di lavorare con le persone migliori, facendo tanti sacrifici ed è normale che questa sconfitta mi tocchi nel profondo, aveva un grande valore per me questa finale.

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