L’AMMISSIONE DI RAFA

“Djokovic è stato superiore oggi, come negli ultimi tempi”. Lo spagnolo non cerca scuse per l’ennesima sconfitta, ammettendo che, sotto sotto, c’è da lavorare sul versante psicologico…

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Londra (Regno Unito) – La speranza a volte è più fugace di un batter d’ali: Nadal l’impressione di poter tornare in partita l’aveva data, netta e prepotente nel terzo set, salvo sciogliersi nuovamente nel quarto, quando un break di troppo ha chiuso le possibilità dello spagnolo e spalancato quelle del serbo verso il titolo.

Come puoi descrivere la partita di Nole?

Lui ha giocato davvero bene, specie nel secondo. Ha espresso un tennis migliore del mio oggi ed è per questo che è diventato campione. Io non sono stato capace giocare al mio solito livello. Devo essere sempre aggressivo per portare a casa match come quello di oggi, restare concentrato nei momenti chiave e oggi non ci sono riuscito.

Novak magari è riuscito a controllare meglio il tuo dritto..

Devo cambiare qualcosa contro di lui, magari a livello mentale. Nei momenti chiave del match non sono riuscito a giocare bene. In generale ho fatto bene lungo tutto l’arco dell’anno, mentre contro di lui non riesco a fare risultati. Lui questa volta ha giocato davvero bene, aggressivo, e è entrato in campo più tranquillo del solito.

Quanto ha pesato nel contesto l’esito delle finali precedenti?

Ho iniziato il match cercando di non pensarci troppo. Ma quando siamo arrivati sul 4-5 beh qualcosa è risalito non lo posso negare. Mi è mancato in qualche modo un passo in più, specie in avvio del quarto set, quando avrei dovuto capitalizzare le mie chance.

Quali sono le tue difficoltà?

Il gioco di per sé non è difficile, lui però è in un momento davvero ottimo della sua carriera, ma anche io non sto facendo male. Solo che tutto quello che faccio non è abbastanza per batterlo. Ho perso perché ho giocato contro il miglior tennista del mondo in questo momento. La mia esperienza mi dice però che questo livello non può essere però mantenuto a lungo. Aspetterò il mio momento per tornare in campo e batterlo, ma nel frattempo è chiaro che lavorerò per trovare soluzioni alternative.

Quanto pesa questa sconfitta?

Dopo aver giocato 8 finali quest’anno e aver vinto il Roland Garros di certo questa non è la sconfitta più difficile della mia carriera. In realtà non sono le sconfitte che fanno male, sono più i momenti difficili, quelli quando vai incontro agli infortuni, come mi è successo in Australia ad esempio.  Perdere o vincere fa parte di questo sport. Non sono felice, ma non ne faccio nemmeno un dramma. E’ la quinta finale consecutiva, che gioco qui a Wimbledon, dopo aver vinto 3 settimane fa il Roland Garros, quindi mi sembra un bilancio positivo.

Quali sono i tuoi prossimi programmi?

Mi riposerò il più possibile, specie per il piede, ma anche mentalmente, ho bisogno di recuperare. Dopo la Coppa Davis a marzo non ho mai staccato e quindi questo è il momento ideale per prendermi un periodo di vacanza . Quando tutto sarà risolto riprenderò ad allenarmi, in modo da farmi trovare pronto al via del tour americano.

Congratulazioni a Djokovic quindi..

E’ normale che sia numero 1, ha vinto tutto nella prima parte dell’anno. Non credo che ora inizierà a perdere d’improvviso. A me quello che interessa, più che il numero uno, è l’essere competitivo e pronto per il prossimo torneo.

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