LA RINASCITA DI SERENA

“Ogni titolo che ho vinto A Wimbledon ha un suo sapore speciale, ma questo è unico perché rappresenta il mio ritorno”

Be Sociable, Share!

Londra (Regno Unito) – Da ‘Desperate housewives‘ ai difficili giorni in ospedale, Serena Williams è un fiume di parole incontenibile nella conferenza stampa che la celebra nuovamente regine di Wimbledon.

La trentenne americana, dopo essersi imposta contro la polacca Agnieszka Radwanksa, non riesce a contenere la sua gioia e nell’incontro con la stampa ha rivestito perfettamente il ruolo di ‘One Woman Show“.

Se qualcuno 15 anni fa ti avesse pronosticato la vittoria di cinque titoli a Wimbledon cosa avresti detto?

Gli avrei creduto! Gli avrei detto fantastico, è una bellissima notizia. Tornando però alla realtà, posso dire che quella di oggi non è stata una partita semplice. Dopo aver perso il secondo set ho cercato comunque di mantenere la calma, perché penso di essermi un po’ innervosita nel corso del secondo parziale. E’ stato un errore da parte mia ed ho cercato di rimettermi subito in carreggiata.

Perché ti è salita l’ansia?

Non c’è una ragione precisa. Semplicemente sono scesa un po’ di livello, rispetto al primo set, sono stata meno aggressiva e lei proprio in quel momento ha iniziato a giocare davvero bene. Ha messo in pratica un tennis perfetto per questa superficie, rimandando tante palle indietro e io sono entrata un po’ nel panico. Normalmente non mi succede, però questa volta è stato differente.

Tra la tua vittoria qui due anni fa a oggi sono successe tante cose, puoi farne un riassunto dandoci il tuo punto di vista?

Ci sono stato tanti momenti difficili. Mi ricordo i giorni passati distesa senza potermi muovere, rimasi lì due giorni, senza fare niente. Pregavo intensamente di avere la forza di passare quel momento. Non ho mai mollato, ma è stata dura vivere con un tubo che ti passa per il corpo, ma era necessario perché avevo avuto una trombosi. Ci sono state tante cose negative, oltre al grande spavento, ci sono state anche due operazioni al piede, quindi passare questa serie di sventure mi ha richiesto molta energia. Venire qui oggi e tornare a vincere è qualcosa di eccezionale, specie se pensiamo che giusto un anno fa il mio ranking era sceso oltre la 200esima posizione. La sconfitta ai French Open mi ha fatto male, anche perché avevo vinto sia a Charleston, sia a Madrid e anche a Roma le cose erano andate bene, al di là del ritiro. Fino a quel momento non avevo subito una sconfitta sulla terra e sono arrivata a Parigi fiduciosa. Quando invece sono uscita sconfitta al primo turno, per me è stato un momento davvero difficile, ma sono rimasta a Parigi ed ho iniziato a lavorare con Patrick e questo mi ha ridato la gioia in campo.

In campo hai menzionato Esther, dicendo che senza di lei non ce l’avresti mai fatta. Qual è stato il suo aiuto nel tuo percorso?

Esther, Val e Jim mi sono stati accanto in ogni momento quando ero in ospedale: da quando sono entrata a quando sono usciti non hanno mai lasciato la mia stanza. Loro non erano obbligate a stare là e questo mi ha profondamente colpito. Tutti mi sono stati accanto scherzando, cercando di tenermi il morale alto per non farmi mollare. Sono rimasti lì su una sedia, mentre io ero stesa nel letto. Questi sono ricordi che non mi lasceranno mai e loro sono persone che in qualche modo hanno fatto la mia fortuna.

Cosa significa questo titolo per te?

Ha un significato unico, eccezionale, anche perché stiamo parlando di Wimbledon. Lo volevo con tutta me stessa e alla fine ce l’ho fatta. Ogni titolo che ho vinto ha un suo sapore speciale, ma questo è unico perché rappresenta il mio ritorno.

Ma sei davvero così vulnerabile come hai detto?

Sono una persona normale e mi piaccio per come sono. Mi commuovo sempre quando guardo i film, mi sono commossa anche l’altro giorno guardando Desperates Housewifes (ride), forse devo smettere di vederlo…

Be Sociable, Share!
Be Sociable, Share!

Lascia un Commento

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.