MURRAY: NON MI ACCONTENTO

“L’obiettivo ora è vincere il prossimo match e arrivare in finale per la prima volta. Mi fa piacere questa quarta semifinale, ma è chiaro che voglio andare oltre perché non mi basta più”

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Londra (Regno Unito) – E’ stata una semifinale sudata quella guadagnata da Andy Murray contro David Ferrer. Lo scozzese infatti si è trovato di fronte un avversario indomito, che fino all’ultimo rimbalzo non ha lasciato scivolare via la speranza, portando il 24enne inglese alla ricerca del suo tennis migliore nel corso dei quattro set che hanno composto la partita.

Partire da un set e un break sotto non è stato affatto facile…

Sapevo che sarebbe stato un match difficile, penso che sia stato forse il più difficile della mia carriera, di sicuro diverso da tutti gli altri. Mi aspettavo lunghi scambi, ma tutto si è complicato anche a causa delle condizioni atmosferiche: la pioggia, la temperatura che da fredda è divenuta improvvisamente calda, infine il vento. Alla fine del primo set non stavo giocando bene, in particolare sul 5-3, ma con il passare dei giochi sono riuscito a riprendere in mano la partita.

Questa è la quarta semifinale che giochi qui, qual è il tuo stato d’animo?

L’obiettivo ora è vincere il prossimo match e arrivare in finale per la prima volta. Mi fa piacere questa quarta semifinale, ma è chiaro che voglio di più. Negli ultimi anni ho avuto buoni risultati qui, ma adesso non posso più ritenermi soddisfatto. Voglio andare oltre.

Come vivi la pressione di questo torneo? E’ davvero un fardello importante?

Non so dare un reale peso della pressione che mi porto ogni volta qui. Certo se dovessi fare attenzione a tutto quello che scrivono i giornali o che dicono in televisione forse sarebbe troppo alto il senso di responsabilità. La bravura sta anche in questo, ovvero nella capacità di allontanarsi emotivamente da quello che gira intorno e concentrarsi semplicemente sui consigli delle persone che formano la tua squadra. Alla fine è qualcosa a cui fai l’abitudine.

E’ cambiato qualcosa negli ultimi tempi?

Con il passare degli anni accumuli esperienza e questo, insieme ad un buon gruppo di lavoro, ti permette di focalizzarti sulle cose importanti e non (magari) sui giudizi espressi dagli addetti ai lavori, che probabilmente non hanno un quadro completo della situazione. Ti crei una sorta di bolla di protezione e ti concentri sui consigli che davvero ti possono essere utili per superare alcuni ostacoli e che ti permettono di avere il giusto livello di fiducia.

Pensi che la sfida contro Tsonga possa essere un’ottima chance per superare questo ostacolo?

Non so se questa è la migliore occasione degli ultimi anni. Penso che anche nel 2009, quando persi da Andy Roddick, la situazione fosse abbastanza favorevole. I precedenti erano stati quasi tutti a mio favore, ma lui in quell’occasione tirò fuori una performance eccezionale. So che sono in una buona posizione, ma devo fare di più rispetto alle altre volte.

Cosa vuol dire Wimbledon per te?

Quando ero piccolo non capivo l’importanza di questo torneo, invece anno dopo anno (e partita dopo partita), ho apprezzato sempre di più il fatto di giocare qui. Ho iniziato a passare sempre più tempo su questi campi ed ho compreso veramente la differenza d’impatto che ha questo torneo nel mondo del tennis.

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