ISNER FIRMA L’IMPRESA

La sfida dei record va allo statunitense che, per la prima volta nel quinto set, strappa il servizio al rivale nel 138esimo gioco, chiudendo per 6-4 3-6 6-7 7-6 70-68, dopo 11 ore e 3 minuti.

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E’ terminata con il punteggio di 6-4 3-6 6-7 7-6 70-68 in favore dello statunitense l’epica sfida fra John Isner e Nicolas Mahut. Lo yankee ha approfittato nel miglior modo possibile dell’interruzione di ieri sera, arrivata in un momento nel quale, nonostante avesse appena sprecato un match-point, era decisamente più “cotto” del suo avversario. La sfida è ripresa sul punteggio di 59-59 e Isner è stato bravo a concretizzare la prima occasione concessagli dal rivale, infilato con un rovescio lungolinea su una demi-volee troppo prevedibile. Mahut ha così fallito la vittoria della seconda maratona consecutiva, dopochè al secondo turno delle qualificazioni si era imposto 3-6 6-3 24-22 sul britannico Alex Bogdanovic. Al secondo turno, sempre che abbia le forze per scendere in campo, il gigante USA se la vedrà con Thiemo De Bakker, reduce anch’egli da un match interminabile, seppur in misura decisamente minore, che l’ha visto imporsi per 16-14 al quinto su Santiago Giraldo.

Di seguito un breve elenco di tutti i record dell’incontro:

– 217 gli aces totali: 112 per Isner, 105 per Mahut. Battuto Ivo Karlovic, fermo a 78.

– 11 ore e 3 minuti di gioco. Superate le 6 ore e 33 di Clement-Santoro al Roland Garros 2004.

– 491 i minuti del solo quinto e decisivo parziale.

– 183 game totali. Il record precedente era di 112 e apparteneva a 112 Gonzalez-Pasarell, Wimbledon 1969. Il solo quinto set è risultato sufficiente per abbattere questo primato, con i suoi 138 giochi, ovviamente superiori ai 40 di Roddick-El Ayanoui all’Australian Open 2003.

– 246 i colpi vincenti di Isner, 244 per Mahut.

– 980 i punti complessivi giocati, con il transalpino che, nonostante la sconfitta, ne ha conquistati 24 in più del rivale (502 contro 478).

– Il francese ha servito 65 volte per rimanere nel match.

Il problema del tie-break. Ad ogni torneo del Grand Slam, quando i match finiscono ad oltranza, torna a prendere corpo l’idea di inserire il tie-break anche nel set decisivo, cosa che accade solo allo US Open. Negli ultimi anni si è discusso molto su ciò, ma a mio modo di vedere incontri come questo possono solo rivelarsi un motivo in più per continuare sulla strada intrapresa, in quanto portano ‘ elevatissima visibilità al torneo (ma anche al tennis in generale) e regalano emozioni uniche.

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