LE CUBISTE ISNER E MAHUT

Il match dei record tra Isner e Mahut è andato ben oltre il tennis o lo sport. Un’interminabile rave party, con i due protagonisti ad intrattenere un pubblico sempre più numeroso

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Wimbledon (Londra) – 22, 23 e 24 Giugno 2010: l’All England Lawn Tennis Club è rimasto sconvolto da un evento a sorpresa. Programmato, certamente, ma sconvolgente nella sua evoluzione. Come tutti ormai sapete, Isner e Mahut sono stati, e saranno ancora oggi, protagonisti del match più lungo mai disputato, e nel frattempo han portato a casa un bel cestello di record, compreso quello dell’acido lattico. Oltre ai primati cadevano tutte le regole. Più che un incontro di tennis, il campo 18 si è trasformato nella sede di un rave party.

Inizia il rave. Man mano che la voce si spargeva, tutti volevano partecipare, sugli spalti londinesi, nella sala stampa, nelle proprie case. Abbandonando per una volta Federer e tutto il mainstream tennistico, gli spettatori e gli addetti ai lavori cadevano uno dopo l’altro, ipnotizzati dall’insensata martellante danza messa in scena dall’allampanato americano e dal francese dalla capigliatura supportata dal gel.

Emozioni, ma non per loro. Il pubblico si divertiva, sia pur stanco e frastornato mentre le ore passavano. L’adrenalina scorreva mentre le cifre del tabellone crescevano senza sosta fino a sfidare tutti i software, non predisposti per mostrare tali cifre insensate. In mezzo allo spettacolo loro, Isner e Mahut, non sembravano divertirsi altrettanto. Come le cubiste in una discoteca, per loro l’evento del campo 18 non era un divertimento inatteso, ma un lunghissimo straordinario al termine di una serata lavorativa. In trance ma professionali, seri ma trasfigurati, i due ripetevano i loro ritmici gesti, ciascuno saldo nelle proprie cifre stilistiche. Il pubblico li osservava, ma più che amarli li scrutava come si fa con le cubiste, o come animali in uno spettacolo circense. Tra le svariate sensazioni riservate da questo sconcertante incontro, mancava l’empatia. le cubiste ballavano, il pubblico le seguiva, fino alla fine, ma i due mondi rimanevano distinti. Non belle le nostre cubiste, o almeno meno belle di quanto sembrano durante la festa.

Nessuna recita. Chi cercasse una qualunque smargiassata, un ammiccamento, un segnale che i due stessero deliberatamente continuando un match assassino per le loro gambe in cerca di una pagina (o due, o tre.. ) nei libri dei record era destinato alla delusione. Le cubiste non cercano una serata di emozioni, loro sono lì per fare il loro dovere. Tutto molto diverso rispetto a precedenti episodi di questo tipo. Ricordiamo il match tra Santoro e Clement al Roland Garros nel 2004, 6 ore e 33 che appaiono una bazzecola dopo il rave di Inser e Mahut. In quel pomeriggio i due commedianti francesi apparivano consapevoli dell’evento, ammiccavano al pubblico e lo intrattenevano come due consumati attori. Niente a che vedere con la trance di Mahut e Isner, che ha permesso ai due di mantenere l’isolamento dal mondo per i milioni di game che hanno disputato, interrotti solo dalle forze dell’ordine che han ritenuto di sciogliere l’assembramento illegale alle 21.10. Forse solo per evitare di avere un vincitore: che senso ha parlare di vittorie e sconfitte in una festa di questo tipo?

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