ITALIA VERDEROSA

Questo bizzarro accostamento cromatico rende bene l’idea di quanto sia stata lieta la giornata per le tenniste azzurre impegnate nelle qualificazioni di Roehampton. Non lo stesso si può dire per gli uomini, ma la partita Mahut-Bogdanovic…

Be Sociable, Share!

Londra (Gran Bretagna) – Se i risultati di Pennetta e Schiavone ad Eastbourne vi hanno fatto presumere che la stagione sull’erba delle nostre ragazze potrebbe essere avara di soddisfazioni, per farvi un’idea completamente diversa è sufficiente spostare la propria attenzione poco più a Nord, sui campi del “Bank of England Sports” di Roehampton, dove tre italiane esordivano oggi nel tabellone femminile delle qualificazioni per il torneo di Wimbledon e tutte e tre sono riuscite a strappare il visto per il secondo turno. Qualcuna a fatica, qualcuna più nettamente, sta di fatto che un bilancio di 3 vittorie e 0 sconfitte è davvero una primizia assoluta, essendo ben noto, come certi Soloni sono usi ricordare, che tutto ciò che non è terra battuta risulta un pochino indigesto ai nostri portacolori.

Dentoni, esordio ok. Ed allora spazio alle artefici di questa giornata da ricordare, a partire da chi, alla vittoria, c’è giunta più sorprendentemente rispetto a tutte, ovvero Corinna Dentoni. La tennista toscana era sfavorita, vuoi per la scarsa attitudine all’erba, vuoi per il valore dell’avversaria, contro la diciottesima testa di serie Lilia Osterloh, vecchia (ops) volpe da prati, che nell’edizione di 10 anni fa dei Championships riuscì addirittura ad issarsi fino agli ottavi di finale. Un decennio, però, pesa sulle spalle dell’ex-top50 californiana e il maggior vigore fisico dell’atleta allenata da Stefano Parini ha avuto la meglio, nonostante un passaggio a vuoto nel secondo set, perso per 6-2 dopo aver vinto il primo per 6-4, ed un leggero calo in dirittura d’arrivo, quando Corinna ha rischiato di venire risucchiata in una volata che avrebbe potuto darle un grosso dispiacere, evitata con un nuovo 6-4. Per la più giovane tra le atlete azzurre in gara a Roehamtpon lo scopo è quello di migiorare la sua prestazione del 2008, quando si arrese, nel turno di qualificazione, ad una tennista che avremmo poi conosciuto molto bene, soprattutto gli aficionados degli Internazionali d’Italia, Maria Jose Martinez Sanchez. La strada è comunque lunga: innanzitutto domani c’è da superare l’ostacolo nipponico costituito dalla minuta Misaki Doi e poi eventualmente, nel turno finale, l’attende o la rumena da tempo sulla rampa di lancio Simona Halep – brava a salvarsi contro Youlia Fedossova per 6-7 7-6 6-2 – oppure la bielorussa Anastasiya Yakimova, che già un dispiacere le ha inferto nel corso delle qualificazioni del recente Roland Garros.

Oprandi e Floris, la prima è giusta. A distanza di quattro anni, Romina Oprandi è tornata ad assaporare l’odore dell’erba inglese: nel 2006, la tennista nata in Svizzera era riuscita a cogliere la qualificazione che sta da oggi inseguendo e, se il buongiorno si vede dal mattino, c’è da stare tranquilli sul fatto che la sua per ora unica esperienza all”All England Tennis Club” possa non rimanere isolata. Se pur è vero che Aniko Kapros, l’avversaria odierna, non brilla dal punto di vista fisico, era comunque difficile ipotizzare che dopo un’assenza durata quattro anni Romina potesse imporsi con tale sicumera, mostrata nel doppio 6-1 inflitto alla malcapitata ungherse. Più faticosa, ma comunque conclusa positivamente, la prima esperienza, in quello che per molti resta il torneo con più fascino su piazza, di Anna Floris, capace di vendicarsi di Mona Barthel, tedesca entrata come alternate, che un mese prima, a Praga, l’aveva sconfitta in tre set. Tre partite, a dire il vero, le sono volute anche oggi, ma questa volta la giocatrice sarda è riuscita a chiudere meglio, come si evince dal 6-2 con cui si è aggiudicata la frazione conclusiva. Il settore di Anna, in verità, potrebbe indurre ad un cauto ottimismo, anche se Lisa Whybourn, sua prossima avversaria, pur rendendole quasi 300 posizioni in classifica, da buona britannica conosce molto meglio questi campi dell’azzurra, così come Naomi Cavaday, che affronterà l’unica testa di serie presente tra le otto, Andrea Hlavackova, nel match che svelerà l’eventuale avversaria nel turno decisivo della sarda; per la Oprandi il prossimo incontro sarà contro la russa Ksenia Pervak, mentre poi, in caso di esito vittorioso, il suo cammino si imbatterà in quello della giocatrice che uscirà vincitrice dalla sfida Ivanova-Golds. Attendiamo speranzosi, ma la giornata di oggi ci ha detto anche altre cose.

Bocciati i ragazzi. E già, perché la pioggia oggi non ha imperversato e il programma, sui campi in erba perfettamente allineati della splendida struttura inglese, ha potuto avere il suo regolare svolgimento. E se tanti sorrisi arrivano dalle ragazze, non altrettanto si può dire dei nostri connazionali nel settore maschile: finisce sul nascere il torneo di Francesco Aldi, l’unico azzurro che ha esordito oggi, che ha colto due giochi per set contro il tedesco Bastian Knittel, mentre ci riserva amarezza l’esito del secondo incontro di Flavio Cipolla, caduto contro lo spagnolo Santiago Ventura col punteggio di 6-4 6-3. Aspettando che domani l’ultimo azzurro, ovvero Riccardo Ghedin, saggi la condizione di Adrian Mannarino sulla via del terzo turno, diamo una rapida occhiata a chi, oggi, questo terzo turno lo ha già conquistato.

Mahut-Bogdanovic, la storia infinita.
Su quel campo 16 più passava il tempo, più gli spettatori sembravano increduli: ne avevamo parlato ieri delle velleità del tennista francese Nicolas Mahut, probabilmente il tennista con maggiori possibilità nel main draw tra quelli presenti a Roehampton in caso di qualificazione. Non avevamo, però, tenuto in considerazione che, dall’altra parte, nel turno successivo, avrebbe trovato il britannico Alex Bogdanovic, il quale, sospinto dal suo pubblico, non ha sicuramente nascosto di voler allungare a nove la striscia di presenze nel tabellone principale di Wimbledon, dopo le otto wild card consecutive. Voleva, insomma, dimostrare che tutti quegli inviti non erano dovuti alla pochezza dei suoi connazionali, ma anche alle sue indubbie capacità sull’erba. E il suo intento sembrava credibile dopo il primo set vinto per 6-3, ma la risposta transalpina arrivava immediata, con il medesimo risultato. E in maniera simmetrica avanzavano i due nella frazione successiva, soltanto che la media lunghezza, ai due, non bastava, sarebbe stato necessario andare oltre, molto oltre, sfiorando le tre ore di gioco per dirimere la questione “set finale”. Soltanto durante il gioco numero 45 (quarantacinque) della terza frazione, il transalpino Mahut, dei due il più attivo alla risposta, strappava finalmente il servizio a Bogdanovic e chiudeva da par suo la disputa col clamoroso punteggio di 3-6 6-3 24-22. Ed ora Nicolas è atteso dal ben più riposato Stefan Koubek. Tra i match di terzo turno, già determinati, curiosità emerge da quello che vedrà impegnati Evgeny Kirillov e Guillermo Alcaide, dato che regalerà la prima presenza Slam assoluta al vincente – dopo che nessuno dei due prima del 2010 aveva mai preso parte a qualificazioni di questo livello – mentre alcuni giocatori messisi in luce in questi ultimi mesi, come il tedesco Julian Reister e il lituano Ricardas Berankis, confermano le belle parole spese su di loro: i prossimi avversari saranno Brendan Evans e il già citato Santiago Ventura. Conferma la sua undicesima testa di serie Marsel Ilhan, non la terza Somdev Dev Varman, eliminato dal dritto mancino di Ryler Deheart, che cercherà di superare l’empasse da ultimo turno di quali, dove ha perso a Parigi, contro il serbo Ilija Bozoljac.

Mentre le altre ragazze.. Piuttosto regolare si è mostrata questa prima giornata del torneo femminile. Tra le migliori, almeno in base al ranking, saluta Johanna Larsson, seconda favorita, che, pur partita a razzo (4-0), ha ceduto alla distanza alla più avvezza Sesil Karatantcheva, già mostratasi a suo agio la scorsa settimana sull’erba di Birmingham: 4-6 6-3 6-4 il risultato finale. Netta la sconfitta della favorita numero 8, la terraiola Patricia Mayr, contro la ceca Eva Birnerova (6-2 6-3), mentre lascia anche la nona del seeding, Sophie Ferguson, sorpresa in tre set dalla nipponica Kurumi Nara. Il Giappone ha trovato diversi motivi d’orgoglio oggi: oltre a Doi e Nara, si qualifica per il secondo turno anche Junri Namigata, autrice dell’impresa sulla lunga distanza del torneo in rosa: le sono “bastati” ventisei giochi nella frazione decisiva per rispedire a casa la giovane Karolina Pliskova. Certo, per Mahut non si tratta propriamente di un’impresa.

Be Sociable, Share!
Be Sociable, Share!

Lascia un Commento

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.