LACRIME E SORRISI

Cercata, voluta, trovata. La vittoria all’esordio di Wimbledon di Serena aveva tanti significati, e lei non ha nascosto la commozione per essere tornata al successo nel torneo più amato

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Non si può dare nulla per scontato e Serena Williams l’ha imparato sulla propria pelle: tornata a calcare ufficialmente il campo Centrale di Wimbledon , dopo i dubbi vissuti negli ultimi mesi, la minore delle Williams è apparsa in netta ripresa, soprattutto a livello morale.

Quali sono state le tue emozioni a fine match?

In realtà non credevo di poter provare delle emozioni particolari, pensavo semplicemente al fatto che sarei uscita dal campo, ma l’emozione ha preso il sopravvento. Ho pensato a tutte le cose che sono successe in questi mesi e al rischio di non poter essere qui. Non ero sicura di poter venire , quindi la vittoria di oggi è qualcosa di davvero importante. Non sono una che scoppia a piangere facilmente, forse è stato qualcosa che mi è andato a finire nell’occhio… Scherzi a parte penso che sia normale dopo 12 mesi passati lontano dai campi avere queste emozioni, anche perché la mia vita è cambiata molto, sono successe cose che mai avrei immaginato ed essere di nuovo qui è incredibile.

Pensi di aver giocato meglio delle tue aspettative oggi? Lei non era un’avversaria facile…
No non lo credo, ho detto solo che sono contenta della vittoria. Avrei potuto fare cose migliori in campo, ho commesso molti errori. Sono entrata in campo e me la sono giocata, anche se la pressione era davvero tanta.

Comparando con altri momenti emozionanti della tua carriera, come puoi descrivere quello che hai vissuto oggi?
Penso che la prima grande emozione sia stata quando ho vinto gli Us Open nel 1999, dopo ci sono stati momenti particolari, ma nulla di estremamente forte. Quindi quello di oggi credo sia stato il più emozionante, specie perché è capitato dopo un “semplice” primo turno. Ma non è tanto la vittoria in sé a fare la differenza, ma il fatto di essere lì e di avere l’opportunità di giocare ancora. Ho rischiato di vedere il torneo seduta da lontano, ma non avendo mollato sono ancora qui a giocarmela.

Come ti senti ora fisicamente?
Bene anche se devo migliorare il gioco perché non voglio certo fermarmi al primo turno. Ora però posso tirare un sospiro di sollievo, in allenamento sono andata meglio rispetto al match di oggi, quindi ho la certezza sia di essere in forma, sia di essere in ripresa nel mio gioco.

In avvio sei andata sotto perché eri nervosa?
Non credo dipenda da quello, più che altro dalla mancanza di partite alle spalle. Forse ero un po’ tesa, ma di certo non nervosa.

Come pensi che ricorderai questa giornata in futuro?
Penso che ne avrò sempre un ricordo positivo, perché sono stata capace di “tornare”. Dopo questo posso fare di tutto, anche un bambino volendo (ride). Il campo ovviamente ha influenzato tutte le mie emozioni, il Centrale è un posto speciale, non poteva esserci per me un ritorno più bello di questo.

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