LE PAGELLE DEL TORNEO MASCHILE

Promosso a pieni voti Djokovic, Federer e Nadal sconfitti con onore. Male Berdych e Soderling

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Novak Djokovic 10 – The winner takes it all, come dicono gli anglofoni. E mai come oggi il motto si fa realtà per Novak Djokovic che porta a casa il titolo di Wimbledon, il primato mondiale, una supremazia psicologica sul doppiamente deposto Nadal e ricorda agli addetti ai lavori che il 2011 è il suo anno (o il primo dei suoi anni).
Eh si perché’ dopo il Roland Garros i commenti avevano rapidamente dimenticato il serbo, che appariva solo come terzo favorito del torneo inglese dopo i due suoi predecessori sul trono mondiale (Federer e Nadal, per chi si fosse distratto per un decennio). Forse proprio questa curiosa dimenticanza ha permesso a Nole di navigare senza eccessiva pressione verso la finale. Un po’ meno dominante rispetto ai primi mesi dell’anno, ha lasciato un set a Baghdatis e Tomic (e l’australiano per un attimo sembrava potere far suo il match all’inizio della terza partita), nonché’ un tie-break a Tsonga. Ma in finale Novak compie il suo capolavoro, ingabbiando per la quarta volta consecutiva Rafael Nadal, frustrato ed impotente al cospetto del suo successore, che si trasforma nella Kryptonite dello spagnolo. E così Djokovic aggiunge al suo repertorio un altro classico attributo dei numeri uno, la capacità di tirare fuori il proprio miglior tennis nei momenti che contano.

Rafael Nadal 8 – Dopo 56 settimane consecutive Nadal lascia la prima posizione mondiale al termine di un torneo che, fino alla dolorosa finale di oggi, sembrava invece restituire credibilità all’iberico dopo un 2011 scricchiolante, salvato dal successo del Roland Garros, ma ricco di prestazioni insoddisfacenti. Pur con qualche esitazione Rafa era infatti giunto in finale con autorevolezza ed a tratti con il suo miglior tennis, mostrato soprattutto nei primi due set con Fish e negli ultimi tre con Murray. Fatta eccezione per la finale, e tenuta in conto la superficie, Nadal ci era piaciuto più a Wimbledon che a Parigi. Ma nell’atto conclusivo lo spagnolo si è dovuto risvegliare e tornare all’amara realtà iniziata con questo 2011: Djokovic riesce a disinnescare il suo tennis, in modo analogo a quanto lui è riuscito a fare con Federer. A guardarlo in campo oggi, Rafa sembra lontano dal trovare contromisure. Il tempo ci darà la risposta finale a riguardo.

Andy Murray 9 o 5 – Ancora una volta sembrava la volta buona per Andy Murray e per il pubblico britannico. Uscito Roger Federer, Djokovic un po’ meno brillante che nella prima metà della stagione, Nadal ad un passo di distanza dalla sua migliore forma, Murray sembrava invece pronto a sbocciare definitivamente con il suo primo titolo dello slam. Ma, ancora una volta, la solidità mostrata contro il resto del mondo andava a sgretolati al cospetto di uno dei tre giocatori che lo precedono in classifica. E dire che la semifinale contro Nadal si era messa benissimo per lo scozzese, avanti di un set nel modo meno dispendioso e più fastidioso per l’avversario, con un break nell’ultimo game. Ma da lì Murray non ha potuto fare altro che subire la rimonta di un Nadal capace di alzare il ritmo ad un livello inaccessibile al nostro. E qui sta tutto il problema. Ancora non sappiamo se Murray vada considerato il migliore degli “altri”, destinato però alla resa quando i primi tre mostrano il loro miglior tennis, oppure il quarto dei “Fab fuor”, ancora in attesa del risultato che confermi questo ruolo. Se vogliamo credere nel primo scenario, Andy merita anche un bel 9 per la sua corsa fino alle semifinali e per il primo set contro Nadal. Se invece vale la seconda opzione, Murray va bocciato per l’ennesima volta. La media farebbe 7, se non vi piacciono i giudizi sospesi.

Jo-Wilfried Tsonga 9 – Tra un infortunio e l’altro, riecco Tsonga, che piazza la sua seconda migliore prestazione a livello statistico, forse la migliore a livello simbolico. Il francese è stato protagonista dei match più vivaci del torneo, il secondo turno contro Dimitrov ed il quarto di finale contro Federer. Il suo tennis forse non fa sognare (come dormire con tutto quel frastuono), ma colpisce impetuoso gli avversari ed il pubblico, anche quando le sue vittime sono idoli delle folle come Federer. Contro Djokovic, Tsonga è sembrato una versione minore del Terminator opposto a Federer, ma è difficile separare i demeriti del francese dai meriti di un Djokovic che si preparava alla consacrazione finale. Quindi Tsonga torna a casa con il secondo miglior voto del torneo, con il compito di capire come fare a portare a casa il suo primo titolo dello Slam.

Roger Federer 8 – Destino curioso per Roger Federer, per tanti anni sovrano elegante quanto dispotico del tennis mondiale ed ora vittima di incidenti da giocatore inesperto. Roger aveva attaccato l’edizione 2011 di Wimbledon con una sicurezza che sembrava quella dei tempi d’oro, confermando la buonissima impressione lasciata al Roland Garros. Aggiungendo il bonus erbivoro, per molti lo svizzero era il favorito numero uno del torneo. Il torneo sembrava confermare i pronostici, mostrando un Federer degno dei suoi anni migliori. Tutto questo fino al quarto di finale contro Jo-Wilfried Tsonga, con la devastante rimonta subita dopo il 6-4 7-6 delle due prime partite. Tre set persi con tre break subendo un totale di soli 21 punti nei propri game di servizio. Quasi una figura da novellino, in un match giocato sicuramente bene contro l’esuberanza del francese. E così Federer è uscito quasi domandandosi “cosa ho sbagliato stavolta?”. Ci viene da unirci alla domanda, e lasciamo Roger con un buon voto.

Mardy Fish 8 – Come la posizione raggiunta un classifica dall’americano che mantiene alta (o almeno altina) la bandiera a stelle e strisce. Che sia merito suo o colpa degli avversari, il bombardiere del Minnesota va oltre le premese del suo ranking pre-torneo (numero 10) e raggiunge i quarti di finale senza troppa fatica rifilando tre set a zero al finalista 2010 Tomas Berdych. Porta via pure un set a Nadal, pur senza dare mai l’impressione di poter rovesciare l’inerzia del match.

Feliciano Lopez 8,5 – Quando il pavido Feliciano si rivela capace di rimontare due set di svantaggio (sia pure ad un giocatore non eccezionale come Kubot) il voto deve tenerne conto. Aggiungiamo un successo in tre set su Roddick, che sull’erba non è mai facile da battere, ed otteniamo una prestazione da applausi per un giocatore che troppo spesso trova spazio nelle cronache per vicende extrasportive (proprio per questo non facciamo riferimento all’affaire Deliciano-Mrs. Murray).

Bernard Tomic 9 – Il giovane australiano si fa finalmente vivo fuori dal torneo di casa, e rinverdisce il legame tra tennis australe e campi in erba. Qualificazione, successi su Davydenko e, soprattutto, Soderling; rimontone su Andreev e parziale positivo contro Djokovic. Quattro elementi per una prestazione da incorniciare e che potrebbe aprire una carriera vera per il diciottenne di Gold Coast.

Grigor Dimitrov 7,5 – Sconfitto al secondo turno, merita comunque un bel voto per avere costretto ad un match tiratissimo il futuro semifinalista Tsonga. Ora deve migliorare un po’ il ranking per evitare sorteggi sventurati, ma il bulgaro inizia a fare intravedere il suo talento. Non sarà l’erede di Federer, ma anche lui potrà dire la sua nei prossimi anni.

David Ferrer 6 – Fa il suo dovere, come sempre o quasi. Cedere a questo Tsonga sull’erba non è certo un’onta, ne’ tutto sommato lasciare un set a Ryan Harrison.

Richard Gasquet 5,5 – Un po’ alla Ferrer, tutto facile per tre turni, poi netta sconfitta con Murray. Solo che da Gasquet sull’erba ci si aspetterebbe qualcosina di più. O almeno ci si aspettava qualche anno fa.

Mikhail Youzhny 7 – Fatica con Monaco, si riscatta con Devvarman ed Almagro, e poi crea più di un intoppo ad un Federer apparentemente in forma. Dopo una stagione molto infelice, un parziale risveglio per l’orsetto russo.

Simone Bolelli 7,5 – Continua a perdere nelle qualificazioni ed a brillare nel torneo principale. Questa volta supera ben due turni con annessa vittoria su Wawrinka. Speriamo solo che continui.

Andreas Seppi 6 – Dopo il successo di Eastbourne ci si poteva augurare qualcosa di più. Batte Montanes e gioca benino con Baghdatis senza però brillare nei punti più importanti.

Tomas Berdych 4 – Passa tre turni grazie ad un buon sorteggio, ma poi cede in tre set a Fish. Per il finalista del 2010 e per un giocatore da cui molti (troppi) si attendono sfracelli è un Wimbledon da dimenticare.

Robin Soderling 4,5 – Nel primo turno approfitta della testa di Petzschner, nel secondo dell’età di Hewitt, nel terzo crolla contro Tomic. Per uno come lui è una netta bocciatura.

Andy Roddick 5 – Il tempo delle tre finali sembra lontanissimo quando Andy cede nettamente a Feliciano Lopez. Bocciatura anche per lui, forse definitiva.

Gael Monfils 4,5 – Wimbledon caccia rapidamente il poco elegante transalpino per mano di Kubot.

Lukas Kubot 7,5 – Dopo Parigi, il polacco sorprende anche Londra con una lunga corsa partita dalle qualificazioni e giunta ad un passo dai quarti di finale.

Isner-Mahut 3 – I sequel non piacciono mai, e Mahut-Isner non fa eccezione. O, più prosaicamente, questa volta il match dei record non si ripete. Se qualcuno avesse truccato il sorteggio per rimettere i due di fronte, andrebbe cacciato senza dubbi.

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