ANDY CERCA ANDY

Lo scozzese si congederà per qualche tempo dal tennis. La sconfitta di ieri va analizzata a freddo, in maniera da recuperare quei gap che non permettono ancora il grande salto

Be Sociable, Share!

Wimbledon (Londra) – “Thanks everyone for the great support you gave me the last few weeks. Really appreciate it“. Con queste parole oggi Andy Murray ha ringraziato, tramite la sua pagina di Twitter, tutte le persone che in queste due settimane hanno sostenuto il suo cammino nei Championships, ‘dolorosamente’ terminato sulla barriera spagnola. Lo scozzese visto ieri in conferenza stampa sembrava uscito più da un incontro di pugilato… che da un campo da tennis. Con lo sguardo di chi sa di aver deluso le aspettative, ancora una volta Murray si è trovato a dover giustificare una sconfitta senza sapere, lui per primo, la motivazione dietro la débacle.

Analizzando il suo gioco, il numero 4 del ranking non ha trovato particolari sbavature, ma sicuramente dall’altra parte della rete c’era un Nadal in grande spolvero, che non gli ha lasciato molte possibilità. Molti si chiedono cosa sarebbe successo se nel tie-break del secondo set Andy fosse riuscito a portare a casa quel game: magari avrebbe guadagnato un po’ di sicurezza che gli avrebbe permesso di lottare almeno con un po’ più convinzione.

Riavvolgendo il nastro a due settimane fa, quando Tim Henman dichiarò che allo scozzesse sarebbe servita una dose maggiore di cattiveria e convinzione, possiamo dire che i consigli del ‘fratello maggiore’ non sono stati messi in pratica, o meglio non si è riuscito ad aggirare l’ostacolo emotivo naturale, a cui va aggiunto quello derivante dal giocare lo Slam ‘di casa’.

Qualche mese fa – ha dichiarato il giocatore ieri in conferenza stampa – nessuno mi avrebbe dato alcuna chance in questo torneo. Stavo giocando male e non riuscivo a portare a casa nessun risultato positivo. Invece qui sono riuscito ad esprimere buoni livelli di gioco e non posso che essere deluso per il match di oggi. C’è sempre tanta pressione quando gioco qui, ovvio non è una scusa valida per quello che è successo, ho giocato bene per tutto il torneo e le partite le voglio vincere in primis per me stesso, ma anche per i ragazzi del mio team e ovviamente per tutta l’Inghilterra“.

La stampa non è stata tenera con Murray: le colonne dei maggiori quotidiani inglesi hanno puntato il dito contro il presunto gap, più psicologico che tecnico, analizzando sconfitte simili subite nei match precedenti. In particolare il riferimento è legato alla finale degli Australian Open lo scorso gennaio quando, contro Roger Federer, si trovò un altro break non convertito da digerire. Un punto che si è trasformato in una sorta di metafora della situazione attuale del giocatore.

Tuttavia non sono solo negative le note per il povero Andy, sia Tim Henman, sia Boris Becker hanno dato il loro punto di vista in merito alla questione. “Sono rimasto impressionato dal gioco di Murray – ha dichiarato Becker alla Bbc – tanto che se Rafa non avesse giocato così bene, Andy avrebbe vinto. Lo scozzese dovrebbe essere contento di quello che ha dimostrato durante il torneo, è stato sfortunato ad incontrare Nadal nel suo ‘giorno migliore’“.

A lui in qualche modo ha fatto eco Henman che ha aggiunto: “Perdere in semifinale a Wimbledon è un’esperienza terribile, non c’è cosa o parola che ti possa consolare. Ho provato la stessa sensazione per ben 4 volte e anche se la gente dopo cerca di dimostrarti tutto il suo sostegno, non basta. Non basta perché dentro di te senti di aver mancanto un appuntamento importante e che per un altro anno il tuo sogno è volato via. Andy deve ritrovare le forze e concentrarsi perché ha ancora tanto da fare e da dimostrare“.

Ora Murray si prenderà una pausa di riflessione, ma all’orizzonte si profilano già gli US Open, prova d’appello per dimostrare ancora una volta che le qualità ci sono, ma che nel frattempo è cresciuta anche una sana cattiveria agonistica che lo porterà oltre il ponte del prossimo tie-break.

Be Sociable, Share!
Be Sociable, Share!

Lascia un Commento

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.