ANDY, ORA TUTTE LE “FICHES” SUL TAVOLO VERDE

Poker di semifinali raggiunte a Wimbledon dall’idolo di casa Andy Murray. Battuto un eccellente Ferrer a suon di ace e determinazione. Contro Tsonga lo scozzese si giocherà l’ennesima chance di arrivare al big match dello Slam dei prati

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Wimbledon (Londra) – Quasi due ore di paura, ma poi un boato di gioia ha accompagnato Andy Murray nella corsa verso la sua quarta semifinale consecutiva a Wimbledon. Due ore di paura, in cui il suo avversario David Ferrer è apparso inattaccabile, andando avanti di un set e andando a servire per il secondo. Fallita l’occasione, lo spagnolo si è addirittura procurato un set point. Perso il set, si è disunito, dando modo a Murray di avanzare la sua posizione sul campo e guadagnarsi meritatamente il match.

Primo set in cui Ferrer è sempre stato avanti ed ha avuto le migliori occasioni. Due palle break già nel secondo gioco, non sfruttate, e due palle break annullate da lui stesso nel gioco successivo. Poi lo strappo, nel quarto gioco: Murray tiene troppo bassi i ritmi del palleggio ed affonda poco. Ferrer va a nozze con questo tipo di gioco e manovra senza troppi problemi lo scambio. Sul 5-3 va al servizio per chiudere il set, recupera da 0-30, si procura un set point ma lo fallisce con un rovescio lungo. E’ la rinascita di Murray: finalmente con i piedi più dentro al campo, lo scozzese inizia a spingere sull’acceleratore, si procura il contro break e poi impatta prima sul 5-5 e poi sale al tie-break. Anche qui è costretto a rincorrere, dopo il 2-0 iniziale. Va sotto prima 4-2 e poi 5-3, recupera fino al 5-5 ma con un atteggiamento ancora troppo remissivo perde il punto col servizio che lo avrebbe portato al set point. Al set point ci va invece “Ferru”, che chiude il set con il servizio a disposizione dopo oltre un’ora di battaglia.

Secondo set dal copione simile, ma dall’esito opposto. Dopo una palla break annullata in apertura da Ferrer, sarà proprio lo spagnolo ad avere le migliori occasioni di strappare la battuta allo scozzese, che si concretizzeranno in 3 occasioni break nel corso del settimo gioco. Murray farà gli straordinari e riuscirà a mantenersi in testa sul 4-3. Non riuscirà a fare lo stesso nel gioco successivo, quando cederà il servizio consegnando allo spagnolo la possibilità di servire per andare due set a zero sul 5-4. Ancora una volta, come nel primo, al momento di chiudere Ferrer tirerà un po’ indietro il braccio, consentendo la rimonta a Murray. Saranno addirittura tre gli errori gratuiti del valenciano nel decimo gioco, tutti col dritto. Al tie-break, di nuovo in vantaggio Ferrer, prima 3-0, poi 5-2, ed un set point sul 6-5. Murray lo annulla con la combinazione servizio dritto e successivamente si procura lui il set point. L’ultimo punto del secondo set è sfiancante, ma lo conquista lo scozzese, che tra il boato del pubblico riporta le sorti del match in situazione di parità.

Lo scotto di aver sprecato una chance importante di andare avanti di due set si ripercuoterà inevitabilmente nello spagnolo, che nonostante sia stato lui ad avere due occasioni break (nel quarto gioco) apparirà maggiormente appesantito nei recuperi e meno preciso da fondo campo. Il tutto si tradurrà in una presa di campo da parte di Murray, che opererà il break nel corso del nono game, chiudendo a zero col servizio nel gioco successivo.

Livello che torna ad essere di nuovo altissimo nel quarto set, dopo i primi games di studio. Ancora una volta, è prima Ferrer ad avere le chance, due palle break nell’ottavo gioco che lo avrebbero portato avanti 5 a 3. Nel gioco successivo le due palle break (consecutive) sono per lo scozzese, due occasioni che l’avrebbero portato a servire per il match sul 5-4, ma ben salvate da Ferrer. Sul 5-5 arriva una breve interruzione per pioggia. Alla ripresa, Murray fa suo il tie-break. Può esultare a braccia alte, e con lui esulta tutta la Gran Bretagna.

Venerdì si giocherà per la quarta volta la semifinale, questa volta da favorito, contro Jo-Wilfried Tsonga: che sia la volta buona per la prima finale?

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