MURRAY PUNTA AL TITOLO

Nel press round d’apertura di Wimbledon lo scozzese esce allo scoperto: è a Church Road per vincere, perché ha imparato molto dalla semifinale raggiunta l’anno scorso

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Wimbledon (Londra) –  A dodici mesi dalla sconfitta subita in semifinale per mano di Andy Roddick,  lo scozzese Andy Murray ha dichiarato di aver compreso la lezione sul campo e di averne fatto tesoro. Il giocatore, quarto favorito del seeding dello Slam inglese, inizierà la sua campagna londinese martedi contro il ceco Jan Hajek.

Nella conferenza stampa d’apertura del “Major” verde, il giovane suddito della Regina Elisabetta II (che dopo più di un decennio il 24 giugno farà capolino dal Royal Box del “Centre Court” ) ha espresso  tutte le sue ‘buone intenzioni’, senza dimenticare il cammino che lo scorso anno l’ha portato fino al  penultimo round: “Bisogna guardare sempre al torneo nella sua interezza: nei sei match che ho giocato ho espresso ottimi spunti di tennis, ma ovviamente questo non basta e devo migliorare. In generale non mi guardo mai indietro,  ma al termine di una prova così importante è normale fare il punto della situazione per capire cosa non ha funzionato e su cosa lavorare per migliorare”.

Murray ha poi proseguito affermando: “Per la prima volta lo scorso anno sono stato tra i favoriti per la vittoria, ci sono andato davvero vicino e questa è stata un’esperienza importante. E’ normale quando giochi qui sentire la pressione dell’evento, ma oggi inizio quest’esperienza con una convizione diversa perché sento che posso vincere il torneo”.

Lo scozzese ha quindi accennato all’influenza ‘del miglioramento nel ranking’ rispetto alla percezione di se stesso e del suo tennis: “Negli sport individuali devi essere in qualche modo egoista per concentrarti meglio su te stesso. Vincere questo torneo è il mio obiettivo, ma devo essere altamente concentrato per centrare il bersaglio: non guardare avanti nel draw, ma preparare ogni singolo incontro in maniera approfondita. Se giocherò bene il primo match, avrò ottime oppportunità di arrivare in fondo”.

Andy ha poi affermato che il lavoro realizzato dopo il torneo di Wimbledon lo scorso anno ha dato i suoi frutti lo scorso gennaio nella finale raggiunta agli Australian Open e, nonostante i suoi risultati recenti non siano stati brillanti, si sente un giocatore migliore rispetto al 2009: “Mi è mancato qualcosa ultimamente, ma cercherò di recuperarlo su questi campi perché è troppo importante: vincere davanti al mio pubblico non avrebbe prezzo”.

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