DA LI A LU

Dopo la cinese Li, ha conosciuto le luci della ribalta anche il tennista di Taipei Lu. Ha un passato travagliato, ma anche un futuro roseo che comincia con i quarti da giocare mercoledì a Wimbledon

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Wimbledon (Londra) – Il suo nome è Yen Hsun Lu, impronunciabile al di fuori della Cina e di Taipei, da dove viene questo tennista 27enne (compirà gli anni il prossimo 14 agosto) che sembra uscito dal nulla. Così, ai Championships, la sorpresa del giorno si fa chiamare Rendy, tanto per non sentire storpiato il proprio nome. Un nome che da oggi, potete crederci, non abbandonerà più la bocca dei tanti appassionati che in questi giorni stanno seguendo col fiato sospeso le mille avventure in scena sui campi color smeraldo dello Slam inglese.

La sua vittoria odierna Rendy l’ha dedicata al padre che non c’è più. Ha scrutato a lungo il cielo dopo aver piegato la resistenza del tosto Andy Roddick, e poi ha indicato un punto lì, oltre le nuvole (a dir il vero assai rare in questi giorni sull’All England Lawn Tennis Club), quasi avesse davvero individuato il genitore grazie al quale si è avvicinato al gioco della racchetta.

Suo papà allevava pollame, mentre lui – grazie anche agli insegnamenti ricevuti nell’ultimo anno dal suo coach australiano Mark Woodforde – è diventato un ottimo giocatore professionista pronto a sfondare per la prima volta il muro dei top-50.

Finalmente libero da infortuni e virus, che ne hanno ritardato l’esplosione, ora Rendy vuole dimostrare al mondo di che pasta è fatto. Ha cominciato con successo proprio oggi.

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