NADAL IN FINALE: MURRAY K.O.

Il numero uno del mondo piega lo scozzese in quattro set: 5-7 6-2 6-2 6-4. Domenica, contro Djokovic, andrà a caccia del suo 11mo titolo in uno Slam.

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Londra – Rafael Nadal è in finale a Wimbledon. Il numero 1 del mondo ha sconfitto Andy Murray in quattro set: 5-7 6-2 6-2 6-4. Domenica lo spagnolo sfiderà Djokovic.

Primo set. Conclusa la prima semifinale, è la volta di Andy Murray e Rafael Nadal. Alle 17:43 italiane si inizia. Bando alla tensione, Murray inizia in modo impeccabile al servizio: due aces e due servizi vincenti. Lo spagnolo risponde tenendo a zero il suo turno di battuta. Piccolo campanello d’allarme durante il cambio campo sul 2-1, quando Andy richiede l’intervento del medico per un fastidio all’inguine. Rientrato in campo dopo aver assunto un antidolorifico, Murray sembra comunque in grado di proseguire l’incontro. Il numero 4 Atp martella col dritto sul rovescio di Rafa che, però, tiene bene lo scambio (affidandosi sovente al back) e ne scoraggia le discese a rete infilzandolo un paio di volte. Nei primi dieci giochi il punteggio segue i servizi in modo inesorabile ma sul finire del set le cose cambiano. Prima è il maiorchino, sul 5-5,  ad arrivare ai vantaggi sul servizio del suo avversario; sul 5-6, però, Murray vola sullo 0-40 e chiude al secondo set point (back di rovescio in rete di Nadal ) dopo 54 minuti. Lo spagnolo ha pagato caro i due errori gratuiti (sui 4 totali) commessi nell’ultimo gioco; per lo scozzese il doppio degli errori (8) ma più punti dal servizio (6 aces a 1). Identico il numero dei vincenti (14).

Secondo set. Sulle ali dell’entusiasmo, Murray inizia bene anche nel secondo parziale. Lo scozzese sballotta Nadal da una parte all’altra del campo ma non concretizza il momento favorevole quando, avanti 2-1 e 15-30 sul servizio Rafa, sbaglia tre dritti consecutivi (il primo a campo aperto). E nel gioco successivo l’harakiri è servito: un doppio fallo e uno smash lungo regalano a Nadal il break. Ora è un altro match. Lo spagnolo acquista fiducia e solidità, lo scozzese appare poco lucido. L’ennesimo errore di Murray consegna il doppio break allo spagnolo che va a chiudere il set 6-2 dopo 36 minuti. Tre statistiche significative: numero di errori gratuiti (0 per Rafa, 12 per Murray), calo dello scozzese al servizio (50% di punti con la prima) e alla risposta (20% sulla seconda di Nadal).

Terzo set. L’emorragia di Murray non si arresta e lo scozzese subisce il break (il terzo di fila) anche nel primo game del terzo set, nonostante avesse precedentemente annullato due palle break con una volèe di rovescio e un ace. Lo scambio è ora saldamente nelle mani di Nadal: lo spagnolo non sbaglia più nulla e in difesa è impenetrabile, mentre Murray è eccessivamente falloso e non riesce più a sfondare. Nel settimo gioco lo scozzese perde ancora la battuta, infilato sulla palla break da un passante incrociato di dritto di Nadal. E’ il preambolo alla fine del set, chiuso 6-2 in poco meno di 30 minuti. Prosegue la flessione al servizio di Murray (48% di prime contro l’80% di Rafa), mentre lo spagnolo è quasi perfetto (appena un errore gratuito contro i 6 di Andy).

Quarto set. Il primo game del quarto set sancisce di fatto la fine del match. Il numero 4 del mondo, infatti, cede ancora il servizio in apertura spianando praticamente la strada al suo avversario. Nadal è padrone assoluto del campo e disegna traiettorie incredibili con entrambi i fondamentali. Punto nell’orgoglio, Murray prova a reagire ma senza alcun esito: nel quarto game, infatti, Rafa annulla con coraggio due palle break. Saranno le ultime chances per lo scozzese di rientrare nel match. Sul 3-5 Andy annulla con un ace il primo match point ma nel gioco successivo  deve definitivamente inchinarsi all’ennesimo dritto vincente di Rafa che chiude 6-4 l’ultimo parziale.

Curiosità. Rafa, che aveva sempre sconfitto Andy a Wimbledon (quarti 2008, semifinale 2010), conduce ora 12-4 negli scontri diretti (5-2 negli Slam). Lo spagnolo, alla tredicesima finale Slam (quinta ai Championships), non perde una semifinale nei Majors dagli Us Open 2009. In caso di vittoria finale, Nadal diverrebbe con Borg l’unico tennista in grado di realizzare per tre volte la doppietta Roland Garros-Wimbledon. Murray, primo britannico dai tempi di Perry a centrare tre semifinali consecutive a Wimbledon, non riesce a sfatare il tabù che vede in Henry Austin l’ultimo britannico in finale ai Championships (nel remoto 1938). Per lo scozzese sfuma la caccia al primo titolo in uno Slam: fin qui ha collezionato tre sconfitte in altrettante finali contro Federer (Us Open 2008, Australian Open 2010) e Djokovic (Australian Open 2011).
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