OCCHI PUNTATI SU NADAL-DEL POTRO

Nona sfida a livello pro tra il giovane argentino e il numero uno del mondo. Delpo ha i colpi per dare fastidio ad un Rafa parso come al solito concentratissimo. Un match da non perdere anche per i suoi possibili risvolti storici

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Londra. E dopo il tradizionale riposo domenicale, ecco il denso appuntamento con l’altrettanto tradizionale super Monday: il lunedì dedicato agli ottavi di finale maschile e femminile. Tra le sedici sfide in programma spicca certamente il match, il terzo sul Centre Court, che opporrà il numero uno del mondo e campione uscente Rafael Nadal a Juan Martin Del Potro, sempre più avviato verso il pieno recupero ad altissimi livelli.

Delpo: solo buon sorteggio? Attualmente al numero 21 del ranking dopo un recente passato da top-4, il campione degli US Open 2009 pare davvero in buonissima forma. Se qualcuno, come il sottoscritto, nutriva qualche dubbio sulla sua adattabilità ai prati, deve necessariamente ricredersi: basta chiedere al nostro Cipolla, al belga Rochus e al francese Simon (15) tutti e tre spazzati via in maniera abbastanza agevole dal servizio e dai bolidi da fondocampo del ventiduenne di Tandil. Ora le alternative sono due: o gli avversari fin qui incontrati non erano di livello assoluto, oppure i tre secondi turni ottenuti nelle tre precedenti partecipazioni ai Championships, sono da ritenersi altrettanti passi falsi…

Rafa l’erbivoro. Per verificare l’effettiva consistenza e il reale stato di forma di Del Potro, ventiquattresima testa di serie, non c’è avversario migliore (peggiore?) di Rafa Nadal. Il defending champion, giunto in ottavi senza perdere alcun set, pare davvero concentrato ad arrivare fino in fondo anche quest’anno. Certo, i suoi sfidanti Russel (90 ATP), Sweeting (62 ATP) e Muller (92 ATP) non sono sicuramente giocatori di prima fascia, però Rafa, senza mai esprimersi al massimo, sembra aver ancora una volta recuperato in maniera incredibilmente veloce la condizione nel passaggio dalla terra all’erba. A leggere il tabellino di Nadal a Wimbledon, inoltre, c’è da restare impressionati: in sei partecipazioni il venticinquenne tornado spagnolo conta ben quattro finali!

Precedenti: conduce Rafa. I due giocatori si sono affrontati otto volte a livello professionistico. Nadal è in vantaggio per 5-3 ma è interessante vedere in che condizioni sono maturati questi parziali. Lo spagnolo, fenomeno di precocità, ha vinto le prime quattro sfide di cui tre giocate nel 2007 (una sull’erba del Queen’s con un doppio 6-4) e una nei quarti a Indian Wells nel 2009. Delpo si è invece aggiudicato le successive tre, giocate tutte nel 2009, una nei quarti a Miami, e due sul cemento americano (Toronto e US Open) dopo che Rafa era stato fuori per infortunio per un paio di mesi. L’ultimo confronto tra i due si è disputato quest’anno: in semifinale a Indian Wells, Rafa ha vinto con un doppio 6-4. Per la verità il maiorchino si è aggiudicata anche un’altra partita contro Del Potro, quella che si sarebbe dovuta giocare sulla terra di Madrid quest’anno, e che invece non si è mai giocata per ritiro dell’argentino.

Cade il re? Per entrambi è il primo test davvero serio del loro Wimbledon. Del Potro è un tennista che, in forma, è capace di impensierire tutti, Nadal compreso. I suoi colpi piatti e potentissimi ed il suo servizio a tratti devastante, ne fanno un giocatore che ama comandare gli scambi dall’inizio alla fine. Se l’erba fosse veloce come qualche anno fa, forse JMDP partirebbe addirittura favorito, anche se il suo gioco di volo non è poi così efficace. Su questa erba veloce sì, ma non velocissima, Nadal ha la possibilità di far valere le sue terribili rotazioni e di buttare fuori dal campo gli avversari. L’argentino dovrà necessariamente servire molto bene, per guadagnare punti gratis ed impedire al rivale di ingabbiarlo nella sua trama di colpi da fondo. E dovrà rischiare, Delpo, fare tanti vincenti e puntare a tenere in mano il pallino. Sempre. Se saprà fare questo con continuità, potrebbe anche scapparci la sorpresa. C’è comunque da attendersi un match molto bello che potrebbe anche rappresentare un momento importante per la storia del tennis. Superfluo ricordare, infatti, che una sconfitta di Rafa porterebbe Djokovic al numero uno del mondo.

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