RAFA L’ERBIVORO

Un raggiante Rafa Nadal festeggia il suo secondo Wimbledon in una conferenza stampa in cui ribadisce come è riuscito a domare l’erba

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Wimbledon 4 Luglio 2010 – Cala il sipario sull’edizione 2010 dei Championships londinesi. L’ultima parola è per il trionfatore del singolare maschile, Rafael Nadal, che rimpingua il suo albo d’oro, e conferma di essere tornato più forte che mai. E’ un Rafa raggiante, e che ribadisce come la determinazione sia la sua stella polare. Ripercorriamo le sue parole nell’ultima conferenza stampa di questo torneo.

Pau Gasol mi ha chiesto di dirti hola. Congratulazioni. Puoi confrontare quanto ha fatto lui, vincere il campionato per due anni consecutivi con i Lakers, e le due vittorie consecutive per te a Wimbledon?

Grazie mille. Tutto è difficile, ed è molto difficile confrontare due sport diversi, no? Ma ci sentiamo continuamente con lui. Sicuramente avere sportivi come Pau, incredibili sia in campo che fuori, è molto importante per il nostro paese.

E’ ancora più speciale per te tornare e vincere per la seconda volta?

Ogni vittoria è speciale, non ti pare? Eè difficile dire che una è più speciale dele altre. L’altra vittoria qui è stata più drammatica nel modo in cui l’ho raggiunta. E il primo tirolo è sempre molto, molto speciale.

Dopo un anno difficile per me, tornare nel mio torneo preferito al mondo e giocare bene di nuovo, portando nuovamente a casa il trofeo è stato fantastico. Vorrei ringraziare l’organizzazione e il pubblico, perche’ quando mi trovo in campo sono loro a rendere il tutto incredibile.

Come ti senti ad essere così amato dal pubblico di Wimbledon?

Credo sia probabilmente il pubblico migliore del mondo. Qui sento maggior rispetto. Hanno un grande rispetto per tutti i giocatori. Parlando di me, il pubblico è sempre stato fantastico con me, specialmente due giorni fa quando ho giocato con Andy Murray, un giocatore britannico. Chiaramente il pubblico tifava per lui, ma allo stesso tempo sentivo il loro appoggio. E’ incredibile. Posso solo dire grazie.

Ti aspettavi un match diverso o più duro oggi?

Non posso dirlo, perche’ non mi aspetto mai nulla prima degli incontri. Mi aspetto solo di fare del mio meglio in ogni punto e provare a combattere in ogni punto come se fosse l’ultimo. Non penso se il match sarà difficile, se vincerò o perderò. Non penso a cose del genere, ma solo al mio gioco, e a giocar bene un punto dopo l’altro senza mai pensare al punto successivo.

Come hai modificato il tuo gioco per trovarti così a tuo agio sull’erba e vincere due volte Wimbledon?

Non so. La cosa principale secondo me è che per giocare bene devi trovare la tua via. Se vuoi veramente giocare bene su una superficie e sei un buon giocatore, alla fine troverai un modo per giocarci. Giocare sull’erba è sempre stato il mio sogno, e giocare qui è stato uno degli obiettivi della mia vita. Credo che la mia dote più utile qui siano gli spostamenti. Mi muovo molto bene, e questo è un aspetto fondamentale del gioco.

Sicuramente negli ultimi tempi il mio servizio è migliorato. Sull’erba è importante essere aggressivi.

Quanto sei affamato di una vittoria allo US Open? Quanto è importante per te vincere quel torneo?


Beh, ora sono felicissimo di aver vinto Wimbledon. Molto (sorridendo). Lo US Open è tra un mese. Ora mi devo solo riposare e godermi questa fantastica annata.
E’ stato molto difficile  per me tornare al mio meglio. Ci sono riuscito, per questo vivo un momento molto importante ed emozionante. Voglio godermelo. Sicuramente continuerò a lvorare per arrivare allo US Open pronto per vincerlo. Sicuramente lo US Open è uno degli obiettivi per il resto della mia carriera. Ma ora mi godrò la spiaggia, la pesca il golf, gli amici, le feste e Maiorca.

Sei noto per giocare tutti i punti con grande intensità e concentrazione. Sembra che nei punti decisivi, come le palle break oggi, tu sia veramente concentrato e sappia alzare il livello del tuo gioco. Ci puoi parlare di cosa fai nei punti cruciali?

Oggi ero un po’ più nervoso del solito. Sono stato un po’ fortunato in alcune delle palle break. Ho giocato due buoni dritti, e ho vinto uno scambio con un rovescio tagliato su cui lui ha mandato il rovescio in rete.

Quindi non so che dire. Io provo a fare il mio meglio in ogni momento, ogni allenamento, ogni punto. La cosa importante è essere sempre presenti, in ogni momento. Se sei sempre concentrato, sarà più facile annullare tutte le palle break.

Hai parlato dell’importanza degli spostamenti. Oggi correvi come un coniglio, o come un giaguaro, come preferisci. Anche se non ti piace parlare di infortuni, ci hai parlato di ginocchia, di problemi vari. Ma nessuno corre come te.

No, non ho avuto alcun problema oggi, e negli ultimi quattro incontri. Questo è quanto. Se non stessi bene, sarebbe impossibile essere dove sono oggi.

C’è un allenamento speciale che fai per essere più veloce e reattivo di chiunque altro?

No, semplicemente in tutta la mia vita mi sono allenato con il 100% di intensità su ogni palla in ogni allenamento. Credo sia per questo che oggi sono così veloce. Forse oggi non mi alleno con la stessa intensità di quando ero ragazzo. Da ragazzo mi allenavo come un pazzo, credetemi.

Ti aspettavi un ritorno del genere?

No, sicuramente no. Ve lo dico di nuovo. Io vado avanti un giorno per volta, e mi sveglio ogni mattina con il sogno di allenarmi e di migliorare, di giocare bene ancora. Negli ultimi sei o sette mesi del 2009 non ero pronto per giocare al mio livello. Potevo lottare, ma non giocare come ora. La cosa positiva è che in quei sette mesi non ho perso al primo o l secondo turno. Non ero pronto a vincere, ma comunque ero lì, semifinali, quarti di finale e una finale a Shanghai. Anche giocando male, non avevo risultati troppo negativi. E’ importante per mantenere la convinzione.

Così quando la stagione è finita e sono tornato a Maiorca per allenarmi, sentivo la differenza. Avendo ottenuto risultati discreti pur giocando male, il recupero mi sembrava più semplice. Pensavo che mi sarebbe bastato allenarmi duramente e che se fossi migliorato avrei avuto la possibilità di tornare a vincere.

Hai sorpreso il pubblico con il tuo salto mortale alla fine. Te lo eri preparato o è stato spontaneo?

Non ci avevo pensato per niente. E’ stata una reazione spontanea.

Vincere il Roland Garros e Wimbledon consecutivamente secondo alcuni è la cosa più difficile nel tennis. Ci sei riuscito due volte. Ti sembra un risultatato speciale?

Non succede da quando lo fece Borg, ed ora è successo tre volte in tre anni. Come è strana la vita.

Quanto è difficile trasportare sull’erba il modo in cui hai giocato la stagione su terra?

E’ sicuramente difficile. Ma la cosa importante è credere di potere giocare bene sull’erba dopo avere vinto il Roland Garros. La stagione su erba per me è molto importante, quindi subito dopo aver vinto il Roland Garros, il lunedì ero al Queen’s perche’ sono quanto è difficile adattarsi alla sperficie. L’obiettivo di ogni giorno era di essere pronto per Wimbledon. E’ difficile, ma l’esperienza ti aiuta molto.

Hai detto di essere stato nervoso. E’ stato diverso giocare qui? Finora in finale avevi sempre giocato con Roger. E’ stato diverso giocare da favorito?

Beh, se non sei nervoso nella finale di Wimbledon, non sei umano…

Gli appassionati ricorderanno questo torneo per la tua vittoria, ma anche per Isner e Mahut. Che messaggio hai per loro?

Ho visto l’incontro, è stato incredibile. Voglio solo congratularmi per quello che hanno fatto. Hanno mostrato uno spirito positivo al pubblico, ai giovani, perche’ hanno avuto un atteggiamento positivo e combattivo in ogni punto per dieci ore, pazzesco.

Tutti gli amanti del tennis devono ringraziare entrambi i giocatori. Grazie.

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