CHI VINCERA’?

Mentre il pubblico inglese è in coda fin da ieri sperando di assistere alle semifinali maschili, inganniamo l’attesa cercando di pronosticare come potranno terminare

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Wimbledon 2 Luglio 2010 – Volge al termine il torneo di Wimbledon, ed arriva il venerdì dedicato alle semifinali maschili. Il pubblico inglese attende fiducioso Andy Murray accampato ai cancelli dell’All England. Per ingannare l’attesa, ci dedichiamo al più classico gioco dei pronostici.

Sfumata la riproposizione dei cosiddetti “fab four” a causa dell’eliminazione di Roger Federer per mano di Tomas Berdych possiamo concentrarci sulle due sfide di domani senza pensare a particolari primati o considerazioni pseudo-statistiche. Due semifinali a nostro parere di difficile lettura, anche perche’ durante il torneo tutti e quattro i semifinalisti hanno palesato debolezze ed incertezze, a dispetto del risultato raggiunto.

Berdych-Djokovic. La prima semifinale, nell’ordine del tabellone e in quello cronologico, vede contrapposti Berdych ed il numero 3 del mondo (2 da lunedì) Novak Djokovic. Iniziamo da un’occhiata ai precedenti, che non smentiscono il ranking: il serbo si è aggiudicato in due set entrambe le precedenti sfide. Di certo però Berdych sembra negli ultimi tempi cresciuto a sufficienza da compensare il divario mostrato nelle precedenti sfide.

La corsa di Berdych. Veniamo ora al torneo finora disputato. Tutto sommato entrambe le corse mostrano luci ed ombre, anche se, logicamente, nelle ultime fasi le luci hanno prevalso. Berdych ha iniziato piuttosto bene, superando in tre set prima Golubev e poi Benjamin Becker, ma nel terzo e quarto turno ha dovuto sudare le pene dell’inferno per superare il turno. Soprattutto contro Istomin, superato per 6-7 7-6 6-7 6-3 6-4, ma anche nel 4-6 7-6 7-5 5-3 contro Brands, c’è voluta un po’ di cooperazione degli inesperti avversari per proseguire la corsa. Poi è venuta la vittoria che tanto ha innervosito Roger Federer. Per quanto lo svizzero abbia di certo difettato nello stile, c’è della verità nelle dichiarazioni dell’ex numero uno, che ha sostenuto di avere regalato lui il match all’avversario, anche a causa di problemi fisici. La verità sta nel fatto che Federer in questo torneo non ha mai mostrato il suo miglior tennis, e solo delle prestazioni pessime di Clement e soprattutto Melzer hanno illuso che Roger stesse recuperando il suo tennis. Sia chiaro, battere Federer a Wimbledon rimane un’impresa, almeno da un punto di vista psicologico, ma Berdych non ha dovuto raggiungere livelli altissimi per portarla a termine. Per esempio, a nostro parere il ceco ha giocato decisamente meglio a Parigi rispetto a questo torneo.

Il cammino di Nole. Anche per Nole non è stata una passeggiata arrivare in semifinale. Due i momenti di principale sofferenza: il primo turno in cui un giocatore in declino come Olivier Rochus è stato avanti per due set ad uno, e gli ottavi di finale in cui Hewitt ha commesso un suicidio sportivo contro un Nole debilitato da dolori all’addome. Il resto della corsa è stato più semplice, con vittorie in tre set su Dent, Montanes e Lu, scarico dopo la vittoria su Roddick che ha certamente alleviato il tabellone del serbo. Tutto sommato, queste cinque partite non ci illuminano sulle condizioni del serbo, reduce da un’annata non particolarmente entusiasmante, ma danno buone indicazioni dal punto di vista mentale. Nole sembra tornato concreto come i campioni sanno essere, ed ha sfruttato tutte o quasi le occasioni che gli si sono proposte.

Il pronostico. Gli elementi che abbiamo raccolto ci fanno propendere per un successo di Novak Djokovic in tre o quattro set. Una delle chiavi di lettura principali sarà il modo in cui Berdych avrà metabolizzato il successo su Federer, anche se la maggiore freschezza di Nole potrebbe risultare decisiva.

Rafa, tutto bene o tutto male? E’ destino che di Rafa Nadal non si possa parlare che per iperboli. Ad ogni sconfitta molti pronosticano la fine della sua carriera, tirando in ballo un fisico provato da un tennis troppo atletico. Ad ogni vittoria, si nega ogni possibile difficoltà, fisica, tecnica o mentale, e si descrive lo spagnolo come un Golia indenne agli attacchi di qualsivoglia Davide. Per nostra fortuna, non facciamo parte di nessuna delle due scuole, e consideriamo Rafael Nadal un giocatore “normale”, per quanto possa essere normale un tennista che ha colto i suoi risultati.

La corsa di Rafa assomiglia alle due che abbiamo visto, con un’alternanza di prestazioni solide e di match molto complessi. Due semplici vittorie contro Nishikori e Mathieu sono state inframezzate da due rimonte da due set ad uno per l’avversario, prima contro Haase e poi contro Petzschner. In entrambi i match Nadal ha commesso ingenuità che contraddicono gli stereotipi in cui è costretto, mostrando un nervosismo rivelatore di qualche problema. Contro Soderling, lo spagnolo è invece riuscito ad incanalare nel modo migliore le sue energie, ed ha lasciato poco spazio all’isterico svedese. In sostanza un Nadal in crescita durante il torneo, ma non al suo meglio, indipendentemente dalla superficie, un fattore ormai sempre meno rilevante.

Murray tranquillo, ma non troppo. Forse il meno quotato dei quattro semifinalisti (Berdych gode comunque di una fama di potenziale campionissimo), Murray ha invece raggiunto la semifinale in modo tranquillo, fatta l'(importante) eccezione dei quarti di finale, in cui lo scozzese è stato veramente ad un passo da uno svantaggio di due set a zero. Solo grazie a qualche omaggio di Tsonga si è ritrovato in parita ed ha potuto chiudere con due set facili. Prima c’erano state quattro vittorie in tre set contro Hajek, Nieminen, Simon e Querrey, l’ultima effettivamente piuttosto significativa vista l’ascesa costante dell’americano. Ma è difficile parlare di Murray a Wimbledon senza tenere conto degli aspetti psicologici, della sua tensione per un titolo che quasi tutti i tifosi britannici non hanno mai visto con i propri occhi. Tensione che emerge in tutti i match, a tratti come forza propulsiva per superare le difficoltà, a tratti come fardello che rende difficile ogni passaggio. Finora il bilancio è certamente positivo, anche se il tennis di Andy continua a non convincere completamente e il vizietto di lasciare l’iniziativa all’avversario è sempre dietro l’angolo.

Il pronostico. Tutto sommato, anche se le circostanze per Murray sembrano le migliori degli ultimi anni, e anche se una parte di noi crede nell’exploit dello scozzese, ci sembra che il pronostico debba privilegiare il numero uno del mondo. Pronostichiamo Nadal in quattro set, anche se i festeggiamenti di Murray al termine del “proprio” set saranno probabilmente uno dei momenti più lirici della giornata.

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