RAFA E’ SEMPRE LI’

Nadal non ha lasciato scampo ad un Murray comunque colpevole di non aver sfruttato a dovere la propria occasione. Troppi errori per lo scozzese, rimandato ancora una volta agli esami di riparazione…

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Londra (Regno Unito) – E’ durata un set l’illusione britannica. Alla fine anche in questa occasione Andy Murray si è dovuto inchinare alla consistenza tecnica e tattica di Rafael Nadal, giunto alla sua quinta finale in sei anni sui terreni dell’All England Club. Nonostante il problema al piede, il maiorchino è riuscito ad esprimere un tennis quasi perfetto con pochissimi errori non forzati e un’ottima percentuale al servizio.

Quale sono le tue sensazioni dopo il passaggio di testimone con Nole?

Non importa molto la testa del ranking, l’ho detto un anno fa quando non ero numero uno e quando sono tornato in vetta nei mesi successivi. L’importante è essere in forma e non avere problemi. Oggi ho perso il numero 1 per merito di un tennista che ha avuto un ottimo avvio quest’anno e ha fatto risultati fuori dal comune. Forse in condizioni normali sarei ancora io il numero uno.

Le statistiche che hai messo a segno oggi parlano di un tennis quasi perfetto…

Le statistiche sono importanti ma non dicono molto. Andy ha giocato davvero bene nel primo e all’inizio del secondo. Io ho aspettato il mio momento, sono stato fortunato in avvio del secondo set quando lui non è riuscito a prendere quel dritto e poi lui ha iniziato a scendere di livello. Ci siamo avvicinati e poi ho iniziato io a salire nel mio gioco, penso sia stato il punto chiave del match. Non avrei mai pensato di arrivare a giocare la mia quinta finale qui, penso che sia un fantastico risultato per uno spagnolo come me.

Cosa hai detto ad Andy quando siete usciti dal campo?

Che ero dispiaciuto per lui, non sono  un robot. Andy merita di vincere un titolo Slam è l’unico tra i migliori che ancora non è riuscito ad arrivare a questo traguardo. Lui ha fatto tante finali, tante semifinali, ma ha sempre perso e non è facile reagire, lo capisco. Lui ha bisogno di un po’ più di fortuna credo in questo senso.

Quale sarà la chiave contro Nole domenica?

La chiave è giocare al meglio e avere un po’ di fortuna. Non credo ci sia qualcosa di particolare da fare se non dare il massimo in queste occasioni. Ovvio lui è in vantaggio perché ha vinto le ultime quattro finali contro di me in questa stagione. Io farò del mio meglio, giocare in maniera offensiva e non lasciargli spazi.

Cosa pensi del suo gioco?

Il suo gioco è completo, magari ora sta giocando meglio in difesa rispetto agli anni scorsi. Lui è molto veloce, sa muoversi tutto il campo e mettere a segno facilmente vincenti che fanno male, un po’ come sa fare anche Roger.

Stai scrivendo un’altra pagina della storia del tennis…

M’interessano i numeri e i record, ma non credo che sia questo il momento giusto di parlarne. Ho solo 24 anni, la mia carriera è ancora lunga. Della storia ne parleremo in futuro. Per oggi l’unica cosa che conta è la finale che giocherò domenica, una partita molto difficile. Quando appenderò la racchetta al chiodo allora potremo sederci e riflettere su quello che ho realizzato nella storia del tennis.

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