ROMINA, MIRJANA E LE ALTRE DIECI

Quattro anni dopo l’ultimo vittorioso tentativo, Romina Oprandi si qualifica. Ritorna in tabellone Mirjana Lucic, semifinalista nel 1999

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Roehampton (UK) 17 Giugno 2010 – Termina il torneo di qualificazione femminile e 12 tenniste raggiungono le loro colleghe già ammesse al tabellone principale. Tra queste spicca, per noi italiani, il nome di Romina Oprandi, che rinverdisce un ricordo vecchio di quattro anni. Eravamo nel 2006, Romina era nel pieno della stagione della sua esplosione, che l’avrebbe portata fino al numero 46 del mondo. Come gli appassionati ricorderanno, l’ascesa di Romina fu bruscamente interrotta da problemi fisici, che prima rallentarono la sua attività e poi la spinsero ad una lunga pausa. Poi un rientro faticoso, un braccio che non voleva decidersi a tornare a posto, e fino ad oggi solo i fan più fedeli speravano in un ritorno ai livelli del 2006. Fino ad oggi, appunto, perche’ con questa qualificazione la Oprandi torna ai livelli che le competono, e sperare diventa lecito.  Il ritorno di Romina non è l’unico, e neanche il più clamoroso in una giornata che regala a Mirjana Lucic una nuova partecipazione nel torneo in cui undici anni or sono colse la semifinale.

Un match tirato. Dopo la vittoria piuttosto facile di ieri contro la numero 3 Pervak e la passeggiata del primo turno contro la Kapros, oggi Romina è stata per la prima volta messa a dura prova dalla russa Ekaterina Ivanova, che segue la nostra tennista di 18 posizioni (158 contro 140). A complicare l’incontro un forte mal di schiena ereditato dai giorni precedenti.

A dispetto del punteggio equilibrato di 6-3 3-6 6-4, va sottolineato che Romina ha gestito con autorità il vantaggio in entrambi i set vinti. Nel primo ha infatti colto il break decisivo in apertura, poi bissato nell’ultimo game. Il secondo set è stato una sorta di intermezzo di follia in un match altrimenti controllato dalla Oprandi. Una lunga serie di break e controbreak ha condotto al 6-3 finale. Nel terzo set, dopo un inizio sulla falsariga del set precedente, Romina ha conquistato il vantaggio decisivo nel terzo game, gestendo poi senza troppe difficoltà i propri turni di servizio per chiudere al decimo game grazie al terzo di tre match point consecutivi. Salgono così ad otto le tenniste italiane nel tabellone principale (Schiavone, Pennetta, Errani, Vinci, Garbin, Brianti, Camerin le prime sette).

Mirjana con la macchina del tempo. Tra le qualificate spicca un nome, quello di Mirjana Lucic, che smuove ricordi lontani. Viene quasi il dubbio di trovarsi di fronte ad un’omonima della giocatrice che proprio a Wimbledon giunse in semifinale nel 1999, superando Monika Seles e Nathalie Tauziat prima di arrendersi dopo un match combattuto a Steffi Graf, che attendeva ancora di sposare Agassi. E invece parliamo della stessa ragazza, che sedicenne raggiunse il suo best ranking, e che, dopo avere segnato diversi record di precocità fu costretta a lasciare il mondo del tennis, schiacciata dagli abusi di un padre padrone, dalla conseguente depressione e da un destino comune a tanti giovani che sperimentano troppo presto il successo. Ci sono voluti anni per lasciarsi alle spalle tutti questi problemi, e solo nel 2007, a venticinque anni, la croata è tornata in campo.  Il ritorno non è stato semplice, e oggi, tre anni dopo, arriva il vero ritorno di Mirjana Lucic. Ora numero 181 del mondo la croata torna a giocare Wimbledon dopo sette anni lasciando solo cinque game a Michaella Krajicek.

Altri ritorni. Impallidisce, a confronto con la storia della Lucic, il ritorno della greca Eleni Daniilidou, che sette anni fa raggiungeva la tredicesima posizione mondiale ma che oggi stagna poco sopra la duecentesima posizione, ha oggi ritrovato lo smalto di un tempo rifilando un “double bagel” (6-0 6-0) ad Anastasia Pivovarova. Non merita quasi nota a confronto la vittoria della  numero uno Kaia Kanepi, portabandiera dell’Estonia. Per la venticinquenne baltica si parla di recuperare un ranking di numero 18 del mondo di un’anno fa. Recupero che sembra a buon punto, visti i recenti risultati e i  tre games lasciati all’inesperta Tomljanovic.

Il vecchio continente. Analizzando le dodici qualificate, spicca il successo registrato dal vecchio continente, che si aggiudica nove posti nel tabellone principale. Curiosamente le nove europee rappresentano tutti paesi diversi, senza che tra essi ci siano Francia, Germania, Regno Unito e Russia. Oltre alle giocatrici menzionate, si qualificano infatti Llagostera Vives (Spagna), Yakimova (Bielorussia), Arn (Ungheria), Niculescu (Romania) e Hlavackova (Repubblica ceca), che ha gelato le speranze della locale Whybourn, tornata a casa con tre games. Uniche extraeuropee le due statunitensi Mattek Sands e Perry, che onorano il loro ruolo di teste di serie e Karumi Nara, unica superstite del terzetto nipponico impegnato oggi, brava ad estromettere la canadese Dubois.

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