L’ERBA DI ROMINA

Romina Oprandi elimina la numero 3 delle qualificazioni ed è a un passo dal tabellone principale. Sconfitte Floris e Dentoni, mentre sorprendono le giapponesi

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16 Giugno 2010 – Per il torneo di qualificazione femminile il mercoledì è un giorno cruciale, in cui si disputano tutti i secondi turni e prendono forma le sfide che qualificheranno dodici tenniste al tabellone principale. Tre le azzurre in campo, ma solo una esce vincitrice, Romina Oprandi, mentre Anna Floris e Corinna Dentoni devono rimandare di un anno i loro sogni di gloria all All England Club. Emule dei loro compatrioti calciatori, sorprendono le ragazze giapponesi, che mandano ben tre rappresentanti al terzo turno nel giorno in cui cadono Jelena Dokic e Simona Halep

Romina ritorna al futuro. Quattro anni dopo la sua unica partecipazione ai Championships, Romina Oprandi cerca di ripercorrere la stessa via e, chissà, di migliorarla. Nel 2006 Romina, reduce dai quarti di finale del foro italico, superò le qualificazioni prima di arrendersi nel primo turno alla stessa Kuznetsova che aveva fermato la sua corsa al Foro Italico. Dopo quattro anni a tratti terribili, la Oprandi torna a Wimbledon, e ritrova la via del successo. Dopo la Kapros, Romina ha oggi eliminato con facilità la numero 105 del mondo (e tre del tabellone cadetto) Ksenia Pervak col punteggio di 6-3 6-4. Il turno decisivo presenta per la nostra numero 140 del mondo Ekaterina Ivanova, ventiduenne numero 158 del mondo, che oggi ha superato l’australiana Shannon Maree Golds. Un solo precedente, non particolarmente benaugurante per Romina. Le due si sono affrontate nella finale dell’ITF di Mestre del 2008, in cui la Oprandi fu costretta al ritiro.

Floris e Dentoni rimandate. Si ferma bruscamente la corsa di Corinna Dentoni, eliminata dalla gapponesina Misaki Doi per 6-4 6-2 al termine di un incontro equilibrato solo nella prima parte del primo set, e poi controllato con una certa facilità dall’asiatica, che si avvicina a replicare la qualificazione raggiunta al Roland Garros. Per la diciannovenne Misaki il terzo turno ha il nome della bielorussa Anastasiya Yakimova, che oggi ha sorpreso Simona Halep, numero 6 del torneo, e soprattutto giocatrice in grande ascesa, a dispetto del 6-4 6-1 subito oggi pomeriggio.

Con un punteggio egualmente severo (solo a set invertiti) viene eliminata anche Anna Floris, strapazzata da Lisa Whybourn, diciannovenne britannica numero 410 del mondo senza grandi risultati nel suo (esile) ruolino di marcia. Il prossimo turno, contro Andrea Hlavackova ci dirà se il risultato di oggi va considerato una vittoria della britannica o piuttosto una sconfitta dell’azzurra, o della sua inesperienza erbivora.

Giardino giapponese. Oltre alla già citata Doi, altre due tenniste giapponesi si portano ad un solo passo dal tabellone di Wimbledon. Si tratta di Karumi Nara, che ha regolato per 7-5 6-4 l’ex promessa austriaca Tamira Paszek e affronterà la ostica Stephanie Dubois, e di Junri Namigata, che ha estromesso la testa di serie numero 10 Ekaterina Bychkova guadagnandosi una sfida contro Monica Niculescu, oggi vincitrice sulla Diatchenko.  In particolare Nara e Doi, classe 91, rappresentano insieme alla più affermata Ayumi Morita, la nouvelle vague del tennis nipponico, che vede ancora come leader Kimiko Date, che vanta venti anni di esperienza in più.

Le altre. Nel resto del programma spicca la sconfitta di Jelena Dokic, superata dall’esperta Julie Ditty in rimonta per 5-7 7-5 6-2. Julie si giocherà il tabellone principale contro la connazionale Mattek-Sands, numero 4, vincitrice nonostante il 6-0 subito nel secondo set contro la russa Nina Bratchikova. Torna alla vittoria, per altro nettissima, Severine Beltrame (ex Bremond), che ha lasciato solo due games alla numero 5 Shuai Zhang, ed affronterà Shenay Perry. Per la ex numero 34 del mondo uno sprazzo di sereno in una carriera che sta sprofondando (la trentenne di Montpellier è solo numero 195 dell’ultima classifica). Altri turni decisivi tra la numero uno Kanepi e la diciassettenne Tomljanovic, Pivovarova e Danilidiou, Lucic e Krajicek, Garcia Vidagany e Arn, Llagostera Vives e Manasieva

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