ORARIO DI GIOCO 2 LUGLIO 2011

La finale del singolare femminile aprirà il programma sul Centre Court. A seguire la finale del doppio maschile (i Bryan contro Lindstedt-Tecau) e quella del doppio femminile

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Wimbledon (Inghilterra) – Maria Sharapova e Petra Kvitova scenderanno in campo alle 14 ora di Londra (le 15 per noi) e saranno le protagoniste di un pomeriggio del tutto speciale, in cui verrà eletta la sacerdotessa del tempio londinese. Per la russa, vincitrice qui nel lontano 2004, si tratta di un ritorno che per lunghi mesi (e anni) è parso un miraggio; per la ceca, classe 1990, sarà invece probabilmente la prima di diverse finali importanti, perché Petra ha il fisico e i colpi per prenotare un ruolo da primattrice nel prossimo futuro.

MARIA SHARAPOVA (5)PETRA KVITOVA (8)

Innanzitutto i numeri. Non c’era mai stata prima, nella storia del singolare femminile ai “Championships”, questa combinazione di teste di serie. Dal 1927 a oggi, solo due giocatrici partite con il pettorale numero 5 hanno vinto il torneo (Shirley Fry nel 1956 e Venus Williams nel 2000) mentre Karen Hantze Susman è stata l’unica a conquistare il titolo partendo come ottava favorita del seeding. La Sharapova non ha ceduto nemmeno un set e 34 giochi nel suo cammino verso la finale; due i parziali lasciati per strada dalla Kvitova (uno alla Pironkova nei quarti, l’altro alla Azarenka in semifinale) ma appena 36 i giochi concessi. Ci sono poco meno di 13 posizioni di differenza nel ranking medio delle avversarie affrontate dalle due finaliste: 74,5 per Maria contro il 61,6 per Petra. La siberiana ha dovuto vedersela con una sola top-20 (Shuai Peng) mentre la ragazza di Bilovec ha giocato contro la Wickmayer (19) e con una top-10, Vika Azarenka (5). E’ la finale più giovane dal 2004, quando l’allora diciassettenne Sharapova sconfisse la 23enne Serena Williams.

Tutto sommato, ritengo sia la finale migliore che il torneo potesse augurarsi. Si era detto, prima di lasciare la parola a racchette e palline, che le pretendenti al titolo erano molte e che mai come questa volta poteva succedere di tutto. Questo perché entrambe le dominatrici dell’ultimo decennio, vale a dire le Williams, arrivavano in debito di condizione e con un anno in più sulle spalle, aprendo più di uno spiraglio alle speranze delle rivali. Così è stato e a quel punto, dando uno sguardo alle due metà del tabellone, si poteva ipotizzare che nella parte alta emergesse la giocatrice più in forma e più adatta all’erba e nella parte bassa si materializzasse lo scontro più logico, fra le giovani migliori della stagione (eccezion fatta per la Wozniacki, allergica però agli slam). Come abbiamo ricordato in precedenza, Maria ha avuto la strada spianata dalle ripetute sconfitte delle giocatrici più titolate (Safarova, Stosur, Wozniacki e, per ultima, Bartoli) che le hanno dato in sorte avversarie di minor prestigio e ranking, e quindi più suscettibili ad avvertire la grande personalità della siberiana; però contro Peng, Cibulkova e Lisicki la Sharapova ha messo in mostra una grande condizione fisica e una tenuta mentale molto simile a quella che l’ha resa famosa. Molto importante, per lei, aver superato a più riprese il disagio psicologico derivante dalle frequenti incertezze al servizio, l’arma che più di tutte la tiene in apprensione. Ma quello che eventualmente concede alla battuta, si riprende in risposta e negli scambi da fondo, in cui ha evidenziato più giudizio (e quindi meno errori gratuiti) pur senza perdere troppo in spinta e profondità.

Detto questo, e ricordato che nell’unico precedente ha prevalso la russa (semifinale di Memphis, l’anno scorso), parrebbe che Maria partisse con i favori del pronostico. Invece ritengo che le redini della sfida siano più in mano alla ceca che alla russa, perché a mio avviso se entrambe giocheranno al 100%, Petra ha un servizio intrattabile e non è inferiore in risposta e negli altri colpi da fondo. La differenza potrà farla l’atteggiamento della ceca e qui ogni ipotesi è attendibile, in quanto il suo modo di vivere gli eventi sembra ancora del tutto privo di emozioni. Se ciò risultasse vero anche domani, nella partita più importante della sua ancor breve carriera, la Kvitova potrebbe davvero prendere il largo e diventare irraggiungibile. Ma il suo credo tattico molto semplice, improntato alla ricerca costante del vincente, diventerebbe un’arma a doppio taglio nel caso in cui tale spregiudicatezza si trasformasse in una fonte di regali per la Sharapova, che certo saprebbe approfittarne. Insomma, comunque vada a finire si scriverà una pagina importante per il tennis femminile, alla disperata ricerca di una leader che sappia cogliere gli attimi fuggenti nei tornei che contano. Il ritorno di Maria o la prima di Petra? All’erba spelacchiata del Centre Court di Wimbledon l’ardua sentenza.

Precedenti: Sharapova-Kvitova 1-0

2010  MEMPHIS  +SHARAPOVA 6-4/6-3

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