SERENA ORCO, AGNIESZKA VITTIMA SACRIFICALE?

Agnieszka Radwanska e Serena Williams si contenderanno la 126ma edizione di Wimbledon. La polacca e l’americana hanno vinto le due semifinali, contro Kerber e Azarenka, utilizzando “armi” diametralmente opposte ma ugualmente efficaci. Nel match-clou sarà Serena la super favorita

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Sono dunque Agnieszka Radwanska e Serena Williams le invitate al gran ballo della finale di Wimbledon. Saranno loro due che sabato pomeriggio, nell’atto conclusivo della 126esima edizione dei Championships,  si contenderanno il tanto agognato piatto d’argento. La polacca e l’americana hanno battuto in semifinale, rispettivamente, Angelique Kerber e Victoria Azarenka.

Pronostici rispettati, o quasi. I risultati di oggi, rispecchiano quelle che sono le gerarchie del circuito WTA e i successi di Agnieszka e Serena, non rappresentano assolutamente delle sorprese. Sebbene la classifica suggerisse la superiorità della sola Radwanska (numero 3), sulla Kerber (numero 8 ),  anche la Williams(numero 6), a dispetto del ranking, che la vede quattro gradini più in basso rispetto alla Azarenka, era considerata favorita abbastanza netta nella sua semifinale, per via di quella supremazia tecnica assoluta, che tutti le riconoscono quando mette in campo il 100%, cosa che generalmente accade (e anche oggi è accaduta) nei momenti cruciali dei tornei più importanti.

Intelligenza vs forza. Sono state due vittorie abbastanza nette, entrambe giunte in due parziali e se Serena non avesse accusato quel piccolo passaggio a vuoto, costatole il break di vantaggio a metà del secondo set, probabilmente avrebbero avuto anche con lo stesso identico punteggio (6-3 6-4). Quel piccolo incidente di percorso ha costretto invece Serena a ricorrere al tie break per avere ragione della Azarenka in due sole partite. Successi simili nel punteggio dunque, ma quanto mai agli antipodi per quanto riguarda le armi vincenti utilizzate dalle due finaliste. Dovendo riassumere tutto in una frase, potremmo dire che quella della Radwanska è stata la vittoria dell’intelligenza, mentre quello della Williams, è stato il trionfo della forza bruta.

La numero tre del mondo è riuscita infatti a venire a capo della Kerber, tirando fuori il meglio dal suo tennis geometrico, fatto di angoli esasperati e palle senza peso, giocate nei momenti più opportuni. La tedesca è rimasta imbrigliata nella ragnatela della Radwanska, essendo stata costretta a comandare lei lo scambio, senza potersi appoggiare sui colpi avversari, come le era successo ad esempio nel match di quarti di finale contro la Lisicki. La partita di oggi, per certi versi ha ricordato il quarto di finale perso dalla Kerber contro la Errani al Roland Garros, quando la tedesca non era riuscita a trovare il modo per potersi esprimere al meglio a causa delle palle sempre diverse che gli proponeva la nostra giocatrice. La Radwanska ha utilizzato pressappoco la stessa tattica, giocando meno cambi di ritmo,rispetto a quanto fatto dalla Errani, disegnando però di più il campo in tutta la sua ampiezza, grazie allo sfruttamento di quegli angoli tipici del gioco della polacca, che in passato hanno fatto parlare della Radwanska, come la nuova Martina Hingis. Alla superiorità tecnico tattica che si è vista in campo, si deve aggiungere anche una supremazia “mentale” della Radwanska, molto più lucida nei momenti caldi, rispetto ad una Kerber decisamente rigida, probabilmente perché troppo consapevole dell’occasione che aveva davanti a sé.

Finale anticipata. L’altra semifinale è stata di livello decisamente superiore e probabilmente non sbagliava chi aveva definito quella tra Williams e Azarenka la finale anticipata. Serena ha vinto, come le è accaduto in tutto il torneo, soprattutto grazie al servizio, colpo con il quale, oggi, ha toccato dei picchi di rendimento assolutamente straordinari. La più giovane delle sorellone del Michigan ha messo a referto la bellezza di 24 aces, superando il suo record personale di 23, fatto registrare sempre in questo torneo, al terzo turno contro Jie Zheng, in una partita che però era finita 9-7 al terzo set.  Quando la battuta viaggia a questi livelli, è inutile dirlo, non ce n’è per nessuno e la Azarenka ha già fatto un’impresa a cogliere un break a metà del secondo set, nell’unico gioco in cui “Serenona” ha messo in campo poche prime. Sta chiedendo e ottenendo molto la Williams dai colpi di inizio gioco in questo torneo, come è ovvio che sia, visto che la mobilità laterale è ormai sempre minore e per dare il massimo l’americana ha bisogno di colpire da ferma o quasi. La Azarenka è stata bravissima e generosissima a correre da una parte all’altra del campo e ad essere decisamente poco fallosa (solo nove errori non forzati), ma purtroppo per lei non è riuscita a muovere Serena e così ha dovuto giocare praticamente sempre in difesa ed incassare di conseguenza gli inevitabili vincenti (45).

Davide contro Golia. Non potevamo avere due finaliste più diverse tra loro, due stili di vita e di gioco così agli antipodi, come quelli della polacca e dell’americana. Se Agnieszka infatti è un personaggio schivo, poco appariscente, che gioca un tennis ragionato, tattico, fatto di geometrie ben precise e schemi collaudati, che bilanciano il difetto di potenza dei colpi, Serena è esuberante, teatrale, a volte eccessiva e la potenza eccezionale del suo gioco ben rispecchia la sua personalità dominante. Ma differente non è solo lo stile, ma anche il bagaglio di esperienza che Radwanska e Williams porteranno con loro in finale. Per la numero 3 del mondo(che in caso di vittoria diventerà numero uno) infatti, quella di sabato sarà la prima finale slam della carriera, con la storica possibilità di regalare alla Polonia il primo titolo major di sempre. Serena invece giocherà la sua diciottesima finale in un torneo del grande slam, la settima a Wimbledon, con alle spalle 13 successi, quattro dei quali sui “sacri” prati dell’All England Club.  Anche i precedenti non lasciano presagire nulla di buono per la Radwanska, che nelle due precedenti sfide con la Williams, ha raccolto la miseria di quattro games in entrambe le occasioni. Di fronte a queste cifre ed al livello di tennis espresso dalle due, il pronostico non può che pendere tutto dalla parte di Serena Williams.l

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