IL RITORNO DEI FAB FOUR?

Oggi è il giorno dei quarti di finale maschili. Federer favorito su Berdych, pericolo Soderling per Nadal. Murray affronta Tsonga mentre Djokovic è atteso dalla rivelazione Lu. Semifinali fra Fab Four?

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Wimbledon (Londra) – Da oggi si fa sul serio. Non che gli altri giorni si sia scherzato, cosa altamente improbabile nel tennis. Ma oggi è il giorno dei quarti di finale e il torneo, inevitabilmente, entra nel rush finale. Scorrendo il tabellone, il fattore più interessante da sottolineare è senza ombra di dubbio la presenza di tutti e quattro i “Fab Four”, ossia Roger, Rafa, Novak e Andy, rigorosamente in ordine di seeding. Ed è tutto dire, visti gli ultimi tempi. La naturale flessione di Federer (a partire dalla primavera), contemporaneamente alla cronica incapacità di spiccare il volo da parte dei due giovanotti classe 1987, aveva legittimamente messo in discussione il reale valore di questo epiteto, “Fab Four”. Nato qualche anno fa sull’onda della scalata al ranking di Djokovic e Murray, che conquistarono e consolidarono le prime due posizioni alle spalle di Federer e Nadal, sembrava dovesse rimanere un marchio indelebile di competitività duratura negli anni, una sorta di garanzia di equilibrio ad alti livelli. Non è stato proprio così, a dire il vero, perché quasi sempre, nei grandi appuntamenti, ha fallito qualcuno di loro. Basti pensare che l’ultima volta in cui i magnifici quattro si sono ritrovati nelle semifinali di uno Slam risale agli Us Open 2008, ovvero quasi due anni fa. Riusciranno nel tempio del tennis a ridare valore a cotanta etichetta?

Federer-Berdych. Il programma sul campo centrale si apre con il match tra il numero 1 del seeding e la testa di serie numero 12. Roger, alla ricerca del settimo titolo a Wimbledon, è apparso in crescita nell’ultimo turno dopo un avvio stentato. Rimontati due set all’esordio al colombiano Falla e ceduto un altro set a Bozoljac nel turno successivo, ha poi ritrovato colpi e fiducia contro Clement e Melzer, regolati con quell’autorità che ha sempre contraddistinto le sue prestazioni sull’erba londinese. Percorso inverso, invece, è stato quello di Tomas Berdych: un inizio agevole a cui ha fatto seguito la durissima battaglia con Istomin e il set smarrito nel match contro Brands. I precedenti tra i due vedono Federer in netto vantaggio: 8-2. Il ceco, però, ha vinto l’ultimo incontro giocatosi in primavera a Miami e, da quando è seguito da Krupa, sembra aver acquisito maturità e consapevolezza dei propri mezzi.

Murray-Tsonga. A seguire, sul Centre Court, scenderanno in campo Andy Murray, numero 4 del tabellone, e Jo-Wilfried Tsonga, testa di serie numero 10. Lo scozzese è probabilmente il giocatore più in forma del torneo. Protagonista fin qui di un cammino da autentico schiacciasassi (l’unico a non aver ceduto ancora un set), l’idolo di casa sembra aver ritrovato d’incanto il suo gioco dopo una stagione fallimentare (eccezion fatta per Melbourne). Solido e incisivo al servizio, preciso e offensivo con entrambi i fondamentali, finalmente propositivo anche a rete. Davvero un gran bel Murray quello visto a Wimbledon. Affronterà, da favorito, Jo-Wilfried Tsonga, anch’egli autore di un buon torneo che lo ha visto penare contro Dolgopolov e lasciare un set al connazionale Benneteau. Contro questo Murray, però, non dovrebbe avere molte chances. Precedenti (tutti sul cemento): 2-1 per lo scozzese.

Djokovic-Lu. Il programma sul campo numero 1 si apre con il match tra il numero 3 del tabellone e l’unico giocatore ancora in gara non compreso tra le teste di serie. Djokovic, così come l’altro smarrito Murray, sembra un altro giocatore rispetto alla copia sbiadita che ci ha propinato per quasi l’intera stagione. E dire che le premesse non erano state incoraggianti: all’esordio, infatti, gli sono occorsi cinque set (rimontando da 1-2) per sbarazzarsi del belga Rochus. Le solite pause che si concede durante i match sembravano ancora una volta condizionare le sue prestazioni. Invece, da lì, il cammino di Nole è stato un crescendo globale: gioco, convinzione e la tanto anelata concentrazione. Ha vinto una bella ed insidiosa partita contro Hewitt e ora si appresta ad affrontare Lu, la rivelazione del torneo.  Il giocatore di Taipei ha eliminato negli ottavi Roddick, mettendo in mostra un gran servizio e fondamentali notevoli. Avrà smaltito la sbornia dell’impresa? Non ci sono precedenti tra i due giocatori.

Soderling-Nadal. A seguire, sempre sul campo numero 1, scenderanno in campo il numero 6 del tabellone e la testa di serie numero 2. Rafa, dopo un avvio soft su Nishikori, ha faticato non poco per avere ragione di Haase prima e Petzschner poi, sconfitti entrambi al quinto set. Ha vinto con disinvoltura negli ottavi su Mathieu benché rimane comunque la certezza che non si tratta del miglior Nadal. Dal canto suo, Soderling ha invece dominato nei primi turni i suoi avversari, salvo farsi quasi sorprendere dal coriaceo Ferrer, capace di trascinarlo al quinto set. Per la classifica, ma non solo, è l’incontro di maggior interesse tra quelli in programma oggi. Non è un mistero, infatti, che i due non si amino e i precedenti, seppur pochi, lo hanno quasi sempre testimoniato. Proprio qui, a Wimbledon nel 2007, è rimasta celebre la smutandata a mo’ di sfottò da parte dello svedese: una presa in giro che il maiorchino non prese bene. Robin ha poi messo fine al dominio incontrastato dell’iberico a Parigi, sconfiggendolo negli ottavi dell’edizione 2009, salvo poi subire una lezione sempre al Roland Garros nella finale di quest’anno. I precedenti vedono Nadal in vantaggio 4-2. Saranno ancora scintille?

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