“RAFA” INCIAMPA SU ROSOL

A Wimbledon lo spagnolo viene clamorosamente sconfitto in cinque set dal ceco, numero 100 del mondo. È una delle sorprese più grandi della storia di Wimbledon. Negli altri incontri vince ancora Andy Roddick, soffrono, pur passando il turno, Mardy Fish, Jo Tsonga e Juan Martin Del Potro

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Londra (Regno Unito). Arriva alle 22.06 del 28 giugno 2012, una delle più grandi sorprese degli ultimi anni di storia del tennis e del torneo di Wimbledon. Lukas Rosol, numero 100 del mondo batte il numero due del mondo Rafael Nadal per 6-7(9) 6-4 6-4 2-6 6-4, eliminando uno dei più grandi favoriti per il successo finale. Una partita straordinaria quella del 26enne di Brno, giocata in attacco, senza paura, per tutta la durata dell’incontro. Nadal paga per aver scherzato troppo con il fuoco, lasciando troppo l’iniziativa ad un ragazzo semi-sconosciuto che ha trovato l’impresa della vita.

Rosol, chi era costui? Il ceco è poco più di un carneade. Chi ha dimestichezza con il circuito challenger avrà sicuramente più “confidenza” con il 26enne ceco, che a livello di grande slam ha giocato soltanto dieci partite, compresa quella di oggi, e a Wimbledon non aveva mai vinto una partita nel tabellone principale prima del successo contro Dodig al primo turno. Altissimo (1.96 m) e di conseguenza dotato di un ottimo servizio, il tennista ceco ha a disposizione due fondamentali pesantissimi, che oggi, rispetto ad altre occasioni, hanno avuto il “discreto” pregio di raggiungere velocità vertiginose, atterrando costantemente negli ultimi centimetri di campo.

Non il solito “Rafa”. Fin da subito si capisce che la giornata di Nadal non è delle migliori, i suoi colpi escono tutti corti e il diritto non è efficace come al solito. Molto meglio il servizio, che tiene a galla lo spagnolo in avvio di partita. Nel quinto gioco Nadal prova a staccare il suo avversario ed ottiene un prezioso break. Rosol però non si fa scoraggiare, ma anzi aumenta decisamente il ritmo spingendo “a tutta” da fondo campo. Il contro break è immediato e sul 6-5 in suo favore, il ceco si arrampica fino al set point, ma “Rafa” piazza un ace, quanto mai provvidenziale. Al tiebreak l’equilibrio la fa da padrone e per trovare un vincitore bisogna andare ad oltranza. Nadal annulla ancora due set point grazie al diritto anomalo e chiude il set per 11 punti a 9, con la terza palla set a sua disposizione.

Super Rosol. Vincere il tie break non basta a Nadal per prendere il comando della partita, come era successo al primo turno contro Bellucci. Rosol infatti continua a spingere come un ossesso sui colpi di Nadal che atterranno con troppa frequenza prima della linea del servizio. Pronti via il ceco strappa il servizio a Nadal e grazie ad una battuta granitica riesce a capitalizzare il piccolo vantaggio ottenuto, chiudendo per 6-4 un parziale in cui nei suoi turni di servizio, riesce a impostare sempre lo scambio sull’uno-due, impedendo a Nadal di imbastire la sua tela di scambi prolungati da fondo.

Chi si aspetta a questo punto un Rosol appagato dal fatto di aver spaventato il campione, o magari stanco, per una sfida comunque al di sopra del suo solito livello, sbaglia di grosso. Il ceco infatti non arretra di un millimetro, ma anzi continua nel suo piano di gioco, che prevede un solo imperativo: spingere a più non posso. Il terzo set assomiglia in maniera sinistra (per Nadal) al secondo. Rosol in apertura ottiene un preziosissimo break, nel terzo gioco. La dote conquistata si rivela ancora una volta sufficiente per condurre in porto anche il terzo parziale con lo stesso punteggio del primo. Nadal in questo set, riesce a rimanere attaccato grazie al servizio (14 aces nei primi tre parziale), ma nei turni di battuta del ceco, il numero due del mondo è assolutamente impotente e proprio non riesce a leggere il servizio del ceco. Nell’intera terza partita “Rafa” risponde praticamente sempre corto e riesce a vincere soltanto la miseria di quattro punti nei suoi turni di risposta.

“Rafa” si ribella. Al quarto set, Nadal capisce che a questo punto non si può più sbagliare e finalmente si fa più aggressivo, per togliere a Rosol il tempo per spingere, come ha fatto con profitto nei primi tre set. I primi giochi scorrono via velocemente, ma sul 3-2 in suo favore, lo spagnolo piazza finalmente la zampata. Un lob in difesa permette a Nadal di far breccia nel servizio di Rosol e conquistare due palle break, che mancavano dal secondo parziale. È buona la prima, complice il ceco, che mette lungo un rovescio in corsa. Il break fa girare la partita e Nadal chiude rapidamente il quarto parziale, togliendo ancora una volta il servizio ad un Rosol, che dimostra di aver subito anche psicologicamente il rientro di Nadal.

Si chiude il tetto e Rosol completa l’impresa. Il quinto set viene giocato con il tetto chiuso, per via dell’oscurità. La pausa di 30 minuti rinvigorisce  un Rosol, che sembrava al tappeto. Pronti via il ceco riprende a spingere come nei momenti migliori e  trova un clamoroso break nel primo gioco, complici gli errori di un Nadal tornato in campo tesissimo. Le condizioni indoor sembrano favorire il numero 100 del mondo, il cui servizio diventa ancora più insidioso. Rosol è in trance agonistica, paradossalmente riesce ad alzare ancora di più il suo livello, fulminando Nadal con le sue numerose accelerazioni. Sul 4-2 il ceco con due risposte straordinarie riesce a portarsi 0-30, ad un passo dal ko definitivo. “Rafa” però reagisce ed esce fuori dalle sabbie mobili grazie alla battuta. Neanche l’aver sciupato questa occasione scalfisce le sicurezze di Rosol che tiene a zero la battuta con quattro vincenti e si assicura la possibilità di servire per rendere reale quello che alla vigilia era assolutamente impensabile. L’ultimo game di Rosol è all’altezza di tutta la sua incredibile partita: ace, diritto vincente, ace, ancora ace(il 22esimo). GAME SET & MATCH! Una delle più grandi sorprese della storia di Wimbledon, Nadal non usciva al secondo turno dal 2005.

Ok gli americani. Vince ancora in tre set Andy Roddick, allungando a sette partite la sua striscia positiva. L’ex numero uno ha avuto vita abbastanza facile contro il tedesco, di origini asiatiche, Bjorn Phau, che si è arreso con il punteggio di 6-3 7-6(1) 6-3. Con questa vittoria. Andy si è guadagnato la sfida di terzo turno contro David Ferrer, settima testa di serie. Deve sudare invece le proverbiali sette camice il numero uno a stelle e strisce Mardy Fish, che, reduce dalla lunga assenza, dovuta al piccolo intervento al cuore cui si è sottoposto, ha dovuto superare un discreto test di resistenza rimanendo in campo per quattro ore contro il tenacissimo inglese James Ward, “capitolato” solo al quinto set per 6-3 5-7 6-4 6-7(3) 6-3. A dir la verità Fish si è complicato non poco la vita, visto che sia nel secondo, che nel terzo parziale ha sciupato un break di vantaggio, a conferma di come fisicamente e mentalmente, non sia ancora al 100%. Sospesa invece al terzo set la sfida tra i bombardieri Milos Raonic e Sam Querrey. Al sopraggiungere dell’oscurità, i due erano fermi sul punteggio di 7-6 Querrey, 6-7 Raonic, 3-3.

Tsonga e Delpo a sprazzi. Vanno avanti, pur senza offrire una prova eccezionale, sia Jo Wilfried Tsonga, che Juan Martin Del Potro. Il francese ha avuto bisogno di un set di carburazione, prima di avere la meglio  sullo spagnolo Guillermo Garcia Lopez, sconfitto per 6-7(3) 6-4 6-1 6-3. Il match ha avuto storia solo fino al 4-4 del secondo set, visto che da quel momento il francese ha preso il largo ed ha vinto senza difficoltà, tuttavia l’approccio al match di Cassius Jo non è stato dei migliori e contro un avversario migliore dello spagnolo, avrebbe potuto pagare più caramente la scarsa concentrazione iniziale. Juan Martin Del Potro invece, come già era successo al primo turno, dopo una partenza sprint, contro il giapponese Go Soeda, si è preso letteralmente un parziale di riposo, ma ha avuto comunque la meglio per 6-2 6-3 1-6 6-4. Il discorso fatto per Tsonga, vale anche per l’argentino, che se non avesse avuto di fronte il numero due del Giappone, bravo, ma leggerino, probabilmente non si sarebbe potuto permettere le pause avute oggi. Prova invece senza sbavature, quella di un altro gigante, come il croato Marin Cilic. Il tennista nativo di Medjugorie, ha disposto facilmente del polacco Lukasz Kubot, prevalendo per 7-6 6-2 6-1.

Dimitrov Ko. L’unico ritiro del secondo turno di Wimbledon arriva dal campo 12, dove il bulgaro Grigor Dimitrov, è costretto ad arrendersi a causa di uno strano mal di testa, accusato ad inizio secondo set. Strada libera quindi per il semifinalista del 2006 Marcos Baghdatis, che al momento del ritiro era avanti 7-5 4-1. Il tennista di Cipro sarà il prossimo avversario di Andy Murray.

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