RODDICK IL ROMANTICO

Andy Roddick torna in campo forte delle emozioni vissute lo scorso anno durante la finale, ma nonostante un certo romanticismo che aleggia nell’aria vuole rimanere con i piedi piantati ‘nell’erba’

Be Sociable, Share!

Wimbledon (Londra) – Al di là dei cinque set, al di là del lungo tie-break che ha deciso le sorti del torneo 2009, Andy Roddick sa bene che l’esperienza vissuta contro Roger Federer lo scorso anno  a Wimbledon, non ha lasciato dentro solo il rammarico di un risultato non raggiunto, ma gli ha regalato un certo feeling positivo legato soprattutto all’affetto dei fan dimostratogli nel corso del match.

Un’arena come quella di Wimbledon, specie dopo le difficoltà vissute da Federer lo scorso anno, avrebbe potuto essere nettamente a favore dello svizzero, reale beniamino delle corti inglesi. Invece nel silenzio religioso, che ben si addice ad una finale d’erba sullo Slam, alcune voci si sono levate per sostenere il campione americano: “Ro-ddick, Ro-ddick, Ro-ddick”. Fatto che, nel quadro delle opzioni possibili, ha sicuramente influenzato la resistenza di Andy l’americano.

E’ stato un momento che non dimenticherò mai – ha confidato Roddick  al New York Times – uno dei momenti più belli della mia carriera“.

Nella galleria dei quasi vincitori, l’ex numero 1, è in ottima compagnia: negli anni 30 il tedesco Gottfried von Cramm perse ben 3 finali consecutive, mentre in tempi più recenti troviamo Ken Rosewall, Ivan Lendl, Tim Henman, Goran Ivanisevic e a Patrick Rafter. Ma Roddick, finalista già tre volte, ha alle spalle una lunga carriera ricca di soddisfazioni e non solamente a Londra: “Qualcosa è cambiato dopo la finale dello scorso anno – ha proseguito il giocatore – e questo a essere sincero mi ha sorpreso perché le mie quotazioni sono cresciute molto, anche se non ho mai fatto nulla per nascondere il mio valore. Ho avuto la sensazione di non esser riuscito a farlo arrivare all’esterno, condizione che è mutata dopo il torneo quando le persone hanno cominciato a valutarmi in maniera diversa“.

Tra le caselline vuote, nel box ‘aspettative di una carriera’, ad Andy manca solo Wimbledon visto che fino ad oggi ha già collezionato il numero uno del ranking, gli Us Open e la Davis, anche se non è per lui un cruccio: “Comunque vada non penserò mai di aver fallito la mia carriera se non vincerò il titolo prima di ritirarmi. Ovvio se vi riuscirò avrò soddisfatto tutte le mie aspettative. Potremmo costruire elocubrazioni romantiche sul valore che questo titolo potrebbe avere per me, ma in questo momento devo giocare ancora il primo turno e il cammino che ho davanti è davvero lungo, quindi meglio concentrarsi sul primo round che per i titoli di coda c’è tempo”.

Be Sociable, Share!
Be Sociable, Share!

Lascia un Commento

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.