SALE LA FEBBRE MURRAY

Titoli cubitali, prezzi alle stelle e chilometri d’inchiostro per elogiare la prestazione dello scozzese che, ancora una volta, prende sulle spalle il drappo inglese per tentare di guidare la patria alla vittoria finale

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Londra (Regno Unito) – Sale la febbre da Murray a Wimbledon. Dopo la (sofferta) vittoria di ieri contro David Ferrer, l’Andy nazionale è infatti in fase di lancio su tutte le prime pagine dei quotidiani inglesi, vista l’occasione ghiotta all’orizzonte e  una semifinale con un avversario (potenzialmente) domabile.

L’uscita di scena di Rafael Nadal ha sicuramente agevolato il compito dello scozzese nella corsa all’ultimo stage della competizione, tuttavia Murray, dopo aver raggiunto la sua quarta semifinale, sa bene che non può più accontentarsi di questo mezzo successo e vuole (deve) arrivare fino in fondo.

Le buone intenzioni espresse dallo scozzese in conferenza stampa hanno quindi acceso la miccia (e le penne) di tutti i giornalisti presenti all’All England Club, pronti a scommettere che questa sia davvero la volta buona, perché è Andy a crederci per primo e la prestazione di ieri contro Ferrer ha dimostrato che il carattere sta venendo fuori.

La febbre sale e anche i prezzi, tanto che si vocifera che in caso di esito positivo contro Jo-Wilfried Tsonga, i biglietti per la finale di domenica potrebbero anche raggiungere vette epiche: un tagliando potrebbe valere anche 25mila sterline, della serie cose da pelle d’oca.

Tuttavia sarebbe il caso di rimanere con i piedi per terra e proprio per questo, anche sui giornali d’oltremanica, si offre spazio a commenti esterni, forse più credibili perché meno ‘attaccati’ al momento, anche se – pure tra i grandi del tennis – ci sono voti favorevoli e altri meno incensanti.

Della prima specie sono le analisi fatte oggi sul Daily Telegraph da Boris Becker, il quale afferma che se Murray dovesse riuscire a mantenere l’attitudine dimostrata nella seconda parte dell’incontro di ieri anche nei prossimi match, domenica potrebbe finalmente alzare il trofeo tanto agognato.

Sono rimasto impressionato – ha affermato Becker nel suo articolo – dalla capacità di Andy di alzare il suo livello lungo tutto il corso dell’incontro. Fino ad arrivare a giocare davvero come un campione. Murray ha dimostrato lungo tutto il corso del torneo di saper superare gli scogli che si è trovato davanti, riuscendo sempre a chiudere velocemente nei momenti cruciali (cfr. il match contro Baghdatis che rischiava di essere stoppato a causa della tarda ora, a Wimbledon non si gioca oltre le 23, ndr)”.

La differenza sottolineata dall’ex numero 1 tedesco è nella gestione dei nervi da parte dello scozzese: se Andy ci aveva  infatti abituato a cali interni al match, che spesso ne avevano compromesso l’esito come nel caso della semifinale in Australia contro Djokovic, oggi lo scozzese può soffrire un break in avvio, ma alla fine ha più costanza di rendimento e il recupero è decisamente più veloce.

In sintesi Becker crede che, piano piano, stiano venendo fuori i frutti del lavoro del duo Murray-Lendl e che grazie al miglioramento del servizio, nei momenti cruciali, lo scozzese ha buone chance di oltrepassare quel limite auto-imposto negli ultimi quattro anni.

Meno ottimista è apparso invece sul sito della Bbc Rod Laver che, nell’intervista rilasciata a John McEnroe, ha sottolineato che Murray per puntare al titolo ha bisogno di maggiore aggressività in campo, perché nei momenti cruciali le sue risposte sono ancora troppo deboli.

Lui  – ha affermato l’ex leggenda del tennis – cerca di allungare lo scambio pensando di metterlo così in qualche modo al sicuro, in realtà quello che dovrebbe fare è essere più aggressivo e non lasciare alcuna iniziativa al suo avversario. A volte invece si limita a rimandare la palla dall’altra parte del campo, lasciando così un margine di ripresa al suo contendente. Deve abbandonare questa abitudine e rendersi pronto a puntare i piedi nei momenti cruciali”.

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