SEPPI A CASA

Andreas trova Kamke in giornata di grazia e, dopo un avvio promettente, è costretto a salutare Wimbledon. Dopo la vittoria su Almagro, ancora un passo falso per l’altoatesino in crisi d’identità

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Wimbledon (Londra) – Niente da fare. Neanche contro il modesto (sulla carta) Tobias Kamke, Andreas Seppi fa valere il suo migliore (sulla carta) pedigree. Con il punteggio di 3/6 6/2 6/3 6/4 il numero 128 del ranking si impone dunque nel match contro l’altoatesino, che proprio su questi campi aveva battuto il tedesco nell’unico precedente. Nel 2008 quella vittoria diede una buona fiducia all’azzurro, che poi ebbe la meglio in 5 set su Serra e nel terzo turno si arrese a Marat Safin, in quella che al tempo fu giudicata come una delle sue migliori performance. Quanto tempo è passato da quel match, in cui Seppi, con una prestazione solida, costante e a tratti da padrone del cambio, mise in seria difficoltà il russo, arrivato poi in semifinale.

Kamke, il tedesco che non ti aspetti. Il Seppi del 2010 è però lontanissimo parente di quel giocatore di un paio di stagioni fa. Abbiamo ormai speso fiumi d’inchiostro sulle cause di una stagione da incubo per il talento altoatesino, incapace sistematicamente di cambiare ritmo alla partita e anzi in costante balia di qualsiasi avversario. Eppure oggi Andreas non aveva neanche cominciato male, contro il carneade Kamke. Con un avvio in controtendenza rispetto al solito, Seppi ha aggredito il campo, contando su una battuta che lavorava bene e un dritto in grande spolvero.  E, amministrando con calma il break conquistato in apertura, dopo 36′ l’azzurro si aggiudicava il primo set per 6/3. Considerando che dall’altra parte della rete Kamke era in palese imbarazzo, ci stavamo sfregando le mani per la fortuna di un secondo round facile facile.

Cala la notte. E invece il match si è complicato in modo tanto inaspettato quanto repentino. Dal secondo set in poi il tedesco  ha preso a martellare con un dritto giocato a tutta spalla, che lasciava solchi a 10 cm dalla linea di fondo. Anche con il servizio Kamke trovava una buona continuità, mentre proprio questi due fondamentali tradivano Andreas, che ha subito il break nel quarto e nell’ottavo gioco. Il leit motiv non è cambiato neanche nel terzo e nel quarto parziale, nel quale Seppi non ha mai comandato lo scambio contro un avversario che forse non aveva mai giocato così bene come oggi. Nel quarto set poi, solo il braccetto di Kamke ha allungato oltre tempo il match, e solo al sesto match point il teutonico ha potuto alzare le braccia al cielo. Complimenti a lui, che corona il sogno di una vita spingendosi fino al terzo round dei Championships. Per Seppi, invece, è già ora di fare le valigie. Peccato, dopo la vittoria su Almagro, ci avevamo sperato…

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