MARIA VS PETRA, A 24 ORE DALLA FINALE

Tra tennis, sogni e desideri, ecco la vigilia delle due finaliste di Wimbledon 2011. Sharapova contro Kvitova, un duello serrati tra volontà e colpi mancini…

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Londra (Regno Unito) – Maria contro Petra, ovvero il vento dell’est che torna a soffiare con prepotenza. La finale di Wimbledon propone un nuovo duello tra una “matura” 24enne e una “giovane” 21enne alla ribalta,  le quali in queste ore stanno vivendo una vigilia che accomuna in qualche modo i loro sentimenti.

Come procede questa giornata? Avete in mente qualcosa di speciale prima di domani?

MARIA: No niente di particolare, magari quello davanti a me sarà un lungo pomeriggio d’attesa, ma per il resto la solita routine. Magari guarderò un po’ le semifinali maschili…

PETRA: Oggi arriveranno i miei per sostenermi nella giornata di domani. Per il resto sono tranquilla, non vedo l’ora di scendere in campo e anche la scorsa notte ho dormito senza problemi.

Esperienza vs prima volta, quali sono le vostre sensazioni?

MARIA: Sono maturata rispetto al 2004, o almeno credo. In questi anni ho messo da parte molta esperienza,  non solo a livello tennistico ovviamente. Ricordo comunque che in quella occasione, dopo il match, l’unica cosa di cui avevo veramente voglia era riposarmi. Ero esausta. Festeggiai giusto con la mia famiglia, non sono un tipo che ama troppo feste ed eccessi.

PETRA: Io domani scenderò in campo sicuramente più leggera, perché comunque da parte mia non ho nulla da perdere. Certo non entro in campo per arrendermi senza combattere, anzi al contrario vado per cercare di vincere. Sono positiva. Per Maria è ovviamente un vantaggio avere alle spalle un’esperienza importante come quella del 2004. Ma domani la storia sarà completamente diversa.

Raccontatevi un po’…

MARIA: Beh negli ultimi tempi il tennis ha preso, come dire, il sopravvento sulla mia vita. Scherzi a parte, è ovvio che non giocherò per tutta la vita e al di fuori del rettangolo verde una delle cose più importanti per me è la mia famiglia. Loro mi sono stati accanto in maniera incantevole in questi anni, al di là dei momenti difficili che ho vissuto. Di certo ho ancora da scoprire molte cose della vita e sono contenta di poterlo fare con qualcuno accanto. Se non fossi diventata tennista penso che in questo momento starei per finire l’università, qualcosa legato all’architettura credo. Altrimenti mi sarei data alla ginnastica artistica, da piccola era il mio sogno.

PETRA: Vivo in una piccola città della Repubblica Ceca, dove abitano circa 6000 persone. E’ un posto piccolo, tranquillo. Sono cresciuta tennisticamente a Prostejov e lì ho avuto l’opportunità di allenarmi nel centro più importante della Repubblica Ceca. E’ vero è lo stesso dove si è allenata anche Martina Hingis, ma non ci siamo mai ritrovate sul campo insieme, al massimo abbiamo scambiato quattro chiacchiere negli spogliatoi, nulla di speciale. A differenza di altri giocatori, prima dei match rimango piuttosto tranquilla, al massimo parlo con il mio allenatore o con i fisioterapisti.

Domani, tecnicamente parlando, la differenza tra voi due potrebbe farla la qualità mancina di Petra…

MARIA: Di certo il fatto di essere mancina l’aiuta perché la forza proviene da un lato a cui solitamente non siamo abituati e questo comprende di fatto anche il servizio, il che sull’erba è un grande vantaggio.

PETRA: Con un po’ di fortuna sarà la mia arma in più per domani. Cercherò di fare male soprattutto con il servizio. Mi piace l’erba e penso che il mio gioco si adatti molto bene a questa superficie.

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