L’URLO DI MARIA

La Sharapova torna in finale a Wimbledon dopo sette anni. Sconfitta la Lisicki per 6/4 6/3

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Londra (Gran Bretagna) – Maria Sharapova raggiunge Petra Kvitova nella finale della 125esima edizione di Wimbledon. La siberiana campionessa dei Championships nel 2004 ha sconfitto nella seconda semifinale Sabine Lisicki con lo score di 64 63 in un’ora e 27′ di gioco. Per la quinta volta in carriera Masha si qualifica dunque per una finale Slam, dopo quelle vincenti di Wimbledon 2004, Us Open 2006, Australian Open 2008 e dopo quella persa contro Serena Williams nel 2007, sempre nella terra dei canguri.

Svanisce invece il sogno di Sabine Lisicki, entrata nel tabellone grazie all’invito degli organizzatori dei Championships (era sopra le 100 alla compilazione dell’entry list) e capace di arrivare al penultimo round dopo un torneo fantastico nel quale ha sconfitto fra le altre Na Li e Marion Bartoli. La Cenerentola della 125edizione di Wimbledon esce di scena, nascondendosi il volto nel variopinto asciugamano della kermesse, per non far vedere al mondo le sue emozioni. Non sappiamo se sotto la spugna ci siano lacrime di gioia, per l’eccellente torneo arrivato dopo un lungo periodo di riabilitazione per il grave infortunio alla caviglia sinistra, o lacrime di delusione, per non aver raggiunto la partita che tutte le tenniste vorrebbero giocare.

Durante l’ora e mezzo di gioco però, più volte la 21enne tedesca si è lasciata andare in sorrisi educati e divertiti. Segno – forse – che nella sua testa il torneo l’aveva già vinto e che oggi c’era solo da accumulare esperienza. Contro una campionessa come la Sharapova, avrà pensato, c’è solo da imparare, e quindi la vittoria non era così importante. Di occasioni ce ne saranno…

O no? Non ci sbilanciamo ovviamente sul futuro della Lisicki che però, le va dato atto, ha diverse qualità che la potranno far ulteriormente salire in classifica (è 62esima, ma lunedì prossimo tornerà a ridosso della 22esima, suo best ranking). Ottimo servizio (best acewoman del torneo), ottimo dritto e, soprattutto, un bel modo di stare in campo. Con sorrisi e grinta Sabine si è fatta largo fino al penultimo round. E se ci è riuscita a Wimbledon, può farlo dappertutto. Questi i lati positivi della sorpresa del torneo femminile. Oggi invece, sono state tante, troppe, le pecche della tedesca.

Ci concentriamo sulla prestazione della Lisicki perché a nostro avviso la Sharapova ha fatto di tutto per perdere la seconda semifinale di giornata. E l’avrebbe persa, se solo avesse trovato dall’altra parte della rete una tennista convinta di poter davvero portare a casa il match. La siberiana è partita malissimo, è andata sotto 3 a 0 e nel quarto game ha dovuto contrastare una palla break. Come erano arrivate fino a quel punto? In poco meno di 15′ minuti di tennis a senso unico, nei quali la Lisicki spingeva da fondo, teneva con autorità lo scambio, aspettava l’errore inevitabile di una Maria versione camomilla e stava prendendo le misure al servizio dell’avversaria.

In realtà non era facile per la tedesca capire la battuta della Sharapova, perché fra doppifalli (13, ci torneremo) e servizi vincenti (2 ace e 69% di punti con la prima) era davvero difficile prendere il ritmo alla risposta. Dopo aver riaddrizzato quel quarto game, la Sharapova ha rimesso le cose in parità controbreakkando la Lisicki e poi, nel nono gioco, ha approfittato del calo al servizio della rivale, centrando il break confermato nel decimo e ultimo gioco del parziale. Dopo 42′ è così terminato il primo set, nel quale è stata tanto brava la Sharapova a rimanere concentrata (come lei stessa ammetterà nel dopogara) quanto ingenua la Lisicki a non continuare a pressare la rivale, troppo fallosa negli scambi prolungati.

Il servizio della siberiana ha fatto acqua da tutte le parti anche nel secondo set. In tutto l’arco dell’incontro non c’è stato un game in cui Maria non ha commesso almeno un doppio fallo e anche sul 5-2 nel secondo parziale, a partita ormai chiusa, la russa ha regalato il game del 5-3 con il 13esimo doppiofallo. Che poi la numero 5 del tabellone abbia preso il comando del gioco nel secondo set, è dato di minor rilievo. Non si possono dare tanti meriti ad una tennista così esperta se dall’altra parte della rete c’è una tennista che non gioca come dovrebbe.

Perso il primo set infatti, la Lisicki è sparita dalla partita. Aveva cominciato bene con il servizio, ma la tedesca si è poi appassita game dopo game, chiudendo con “zero” ace. Una miseria inaccettabile, per la miglior battitrice del torneo. Così come è inaccettabile perdere tre giochi al servizio senza praticamente giocare (solo quattro punti in tre turni alla battuta). Queste debolezze, ovviamente più mentali che tecniche, hanno permesso alla Sharapova di dominare il match, fino al 64 63 conclusivo.

La Lisicki ha tutte le attenuanti del caso per una prova che a tratti è stata imbarazzante. Ma sui prati di Wimbledon i sogni, spesso, prendono corpo, e oggi Sabine non ci ha fatto mai sognare. Sabato invece, la Sharapova sarà a caccia del suo secondo titolo a Londra. Meno di 48 ore per la sua partita contro la Kvitova. Maria, vuoi consiglio? In questo tempo che ti rimane, fai qualche centinaio di cesti al servizio. La ceca risponde bene e, al contrario di te, di turni al servizio ne perde davvero pochi…

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