SKY, OCCHI SU WIMBLEDON

L’evento londinese sarà monitorato minuto dopo minuto dalla tv satellitare

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Roma – Dici tennis, dici Sky e non puoi fare a meno allora di pensare a Wimbledon. Puntuale come un orologio svizzero (non quello di Federer, si badi bene), l’emittente che fa capo a Rupert Murdoch non ha lasciato nulla di intentato per l’emissione dell’edizione 2011 dello Slam su erba che prenderà il via oggi sui campi verdi dell’All England Club. Saranno infatti ben 6 i canali adibiti alla trasmissione della kermesse londinese (precisamente dal 203 al 208), con i campi principali sempre disponibili, oltre a quelli, tra i secondari, che garantiranno una migliore programmazione. Senza scordare che, ove possibile, i nostri rappresentanti, galvanizzati dopo una settimana da 10 e lode sull’erba, verrano monitorati con dovizia di particolari, attraverso i consolidati studi pre-match e gli inviati sul posto, che cercheranno di intercettare anche i big della manifestazione.

Wimbledon e Sky.
Inutile negare che lo Slam londinese sia quello che, tra appassionati e non, richiama il maggior numero di fedeli e non è un caso che, proprio a questa kermesse, Sky abbia, col tempo, riservato le varie innovazioni tecnologiche che denotano l’emittente che da 8 anni ha preso il posto di Telepiù e Stream. Ed è quindi naturale che la creatura di Murdoch rivolga uno sguardo sempre attento all’emissione di questo prodotto, sin dai tempi in cui – e si era ancora nel 2004 – c’era la possibilità di scegliersi il campo da vedere attraverso l’interattività fino ad ora, in cui ogni campo sarà in alta definizione e le finali potranno essere seguite, a chi munito, in 3D. Ed inoltre ci saranno i vari  “avvisi”, ovvero le segnalazioni quando su altri campi, rispetto a quelli in cui lo spettatore sarà al momento collegato, vi saranno dei set point oppure dei match point. Come detto, oltre ai campi principali, Sky aprirà una finestra sui campi secondari, tra quelli coperti da telecamere, in cui vi saranno le partite più interessanti. Insomma una copertura più che soddisfacente per l’ultimo Slam rimasto alla redazione sportiva del colosso del magnate australiano.

Già, perchè dal 2005, considerando Eurosport parte integrante del proprio pacchetto, la tv satellitare ha deciso di lasciare a questi l’emanazione dei tre Slam di cui è proprietaria dei diritti (Australian Open, Roland Garros e U.S. Open), tenendosi l’unico major mancante al canale paneuropeo di matrice transalpina. Una scelta che suscitò ai suoi tempi non poche polemiche tra gli spettatori, nella maggior parte impauriti dal fatto che le coperture televisive di Eurosport non erano all’altezza di quelli di Sky Sport (ora, con il doppio canale, questo gap è stato quantomeno limitato), ma che editorialmente non faceva una grinza  – perché mandare su due canali la stessa cosa? Ma non era solo questo, in verità, a spaventare.

In Italia, quando dici le parole tennis e tv, è piuttosto difficile non citare due mostri sacri del giornalismo sportivo, vale a dire Rino Tommasi e Gianni Clerici. Rino e Gianni, una coppia che ha fatto le fortune non solo di questo sport, ma dell’intero panorama giornalistico mondiale, consentendo alle partite di diventare un vero e proprio avvenimento. Da qualche tempo, complice anche la veneranda età (Clerici compirà a breve 81 anni, Tommasi, Tommasi ne ha 77) e la volontà, soprattutto di Clerici, di commentare solo “live”, le loro apparizioni tv sono diminuite, limitandosi a rari appuntamenti, tra cui appunto Wimbledon.

Da quest’anno, però, i due non fanno più parte della pur valida batteria di telecronisti che racconteranno la “due settimane” di tennis londinese. Il giornalista veronese, meno di un mese fa, con una lettera apparsa su “Il Fatto Quotidiano”, ha lanciato diverse accuse all’emittente di Murdoch, che aveva asserito come, oltre ai limiti d’età, i contratti, in particolar modo quello di Rino, erano divenuti piuttosto munifici rispetto al numero di cronache che venivano condotte. Tommasi, risentito, ha lamentato di non essere stato nemmeno contattato e lasciato così a casa dopo un rapporto quasi ventennale (se si considera l’anno di inizio il 1992, quando fu creata Telepiù), in cui aveva rivestito cariche di una certa importanza – buona parte dei giornalisti sportivi di Sky, ora, furono assunti da lui su Telepiù. Altro motivo di sconforto, continuava Tommasi, era la mancata presenza sul posto dei telecronisti, che da quest’anno conduranno in toto dagli studi di Milano.

Di sicuro, fa dispiacere pensare di non risentire più le telecronache di Gianni e Rino, che hanno accompagnato chiunque abbia avuto modo di seguire anche saltuariamente il tennis. I giocatori passavano, ma loro restavano: e se pensiamo all’amore per la gerontocrazia esistente nel nostro Paese, fa specie vedere che proprio loro fanno le spese in favore del rinnovamento. Resterà per sempre, in noi, vivo il pensiero del “circoletto rosso” ogni qualvolta qualcuno si esibirà in un colpo particolarmente suggestivo, oppure il ricordo di quelle telecronache su Tele Capodistria – il cui posto sulle frequenze venne preso da Telepiù, che all’epoca seguiva tutti gli Slam meno il Roland Garros – che cominciavano subito dopo pranzo e sembravano non finire mai, tra punti descritti e divagazioni acculturate e non soprattutto firmate da Clerici.

Resta comunque lo spettacolo di Wimbledon, a prescindere da chi lo commenta. Come detto, Sky Sport fornirà una copertura dettagliata e ci sarà possibile seguire, passo dopo passo, ogni nostro beniamino – da non scordare che proprio grazie a questa programmazione minuziosa ci fu possibile lo scorso anno ammirare, in diretta, punto dopo punto, i 605 minuti di match tra John Isner e Nicholas Mahut. E se non vi basta questo, ricordatevi che su www.tennis.it e wimbledon.tennis.it potete vivere l’atmosfera del magnifico torneo londinese in maniera altrettanto esaustiva.

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